Autore: Elena P Melodia
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 18, 50 €
N° di pagine: 427
Trama: My Land: un mondo parallelo al nostro, costituito interamente d'acqua. Un'acqua cristallina eppure malsana, increspata dalla corrente di dolore delle anime che popolano questa dimensione in attesa di incarnarsi e prendere possesso di un corpo umano. Sono le anime dei Mai Nati, avvinte - come figli succubi di un padre malvagio - all'autorità del loro signore, il Leviatano. Da questo mondo viene Alma: diciassette anni, e una bellezza fredda come il ghiaccio che riflette la sua incapacità di provare qualunque emozione. I timori, i battiti del cuore, gli amori brevi come fiammate dei suoi coetanei sono infatti preclusi a una Mai Nata. Il cammino di Alma per prendere coscienza della sua natura, acquisire la capacità di amare e la semplice possibilità di gioire o soffrire come tutti è lungo e sofferto. Percorrerlo significa avviare una lotta senza quartiere contro il Leviatano e i suoi sicari, i Master, cacciatori implacabili dei Mai Nati che hanno osato ribellarsi, responsabili di una serie di orribili omicidi che da tempo stanno insanguinando la città e che Alma ha la misteriosa capacità di prevedere. Sola, sempre più accerchiata da una forza malefica e soprannaturale, Alma troverà l'alleato più fedele in Adam, nella normalità e nel coraggio di un semplice compagno di scuola da sempre innamorato di lei.
La recensione:
Il mio viaggio, anzi, questo ennesimo pellegrinaggio, stava per concludersi e sulla spianata davanti alla scuola di Alma, questo contenitore grigiastro che aveva inghiottito ogni rimasuglio di anima e di vita, pullulava un certo fermento: piccoli esseri, invisibili a occhio umano, ma non allo sguardo attento della bella Alma, serpeggiavano silenziosi, specialmente al calar del sole. Elena P Melodia aveva inscenato una sceneggiatura, aveva dato vita a una storia dedico esclusivamente a un pubblico giovane: avvezza al mondo dell’editoria, delle storie urban fantasy volte principalmente a un pubblico giovane, la sua storia avrebbe funto da trampolino di lancio in cui potè addensarsi un certo spettacolo. A tirare le file, questa volta, non sarebbero stati i suoi amati poeti italiani il cui respiro aspro alita sul suo collo, quanto un’abile tessitrice di storie che mise su un teatrino di fantocci, di situazioni da cui non ho potuto non sentirmi coinvolta. Repentinamente, provando sulla pelle le medesime sensazioni avvertite quando avevo la stessa età di Alma, a soli diciassette anni, una donna immobile ai piedi di un muro di possibilità e prospettiva, che solo il cuore pulsante della scrittura avrebbe potuto abbattere.
Questo terzo canto… pardon, questo terzo e ultimo volume, come i volumi precedenti, non adotta quella grande ampiezza di lessico e di registri stilistici che il sommo poeta ci donò nella sua splendida Commedia, quanto caratterizzato da un linguaggio puro e semplice, facendo della saga di My land allegoria di un mondo suddiviso in fazioni, quello reale e ultraterreno, in quanto la luce a cui fa riferimento il titolo è la medesima che si contrappone alle tenebre, nel testo disseminato da alcune dottrine platoniche e dalla luce della tradizione cristiana che mediante sant’Agostino, ritratta da Dio come una luce di fuoco, fantasma lucente, è invettiva o scontro nel quale My land fu al centro di quisquiglie verbali fra Mai nati e esseri umani. In Buio, descritto mediante quella condizione di caducità che come un imbuto si restringe sempre più fino ad arrivare al centro, il centro della vita di Alma, quella che sosterrà o terrà ogni cosa, all’origine sconosciuta ma terrena di una landa colma di acqua, di cui la sua profusione è accrescimento di ogni forma maligna. La riduzione dello spazio, quello personale di Alma in cui si muoverà, il suo personalissimo mondo posto in equilibrio incerto, precario, proporzionale alla gravità delle colpe commesse in vita dai Mai nati, ma anche dai dannati e dai traditori, e, nell’insieme, animati da un forte senso di rivalsa di cui la stessa Alma diverrà profeta, predicatore di un viaggio che possa condurla verso la salvezza.
Il Male aveva generato il Male e nell’agonia di Alma vi sarà nient’altro che l’anticipazione del suo Inferno, il suo mondo frantumato in un'eterna dannazione, nel quale le sue virtù, la sua tempra forte e indomabile resterà intatta, immutabile, il tono così aspro e consapevole, ma incapace di cogliere l’essenza dell’amore. Esattamente come i Mai nati, fissati nella colpa e che per via del Leviatano privi di vita, assumono fattezze mostruose, camminano disperati in questa landa desolata con il desiderio irreversibile di rintracciare ogni forma di malvagità che possa accrescere la loro presenza.
Ritratta come una guerriera dallo spirito nobile ma incapace di cogliere l’essenza dell’amore, del sentimento, la figura di Alma fu tratta da quella del politico militare italiano Ugolino della Gherardesca che vivrà in tre fasi di passione il dolore, la morte come forme rintracciabili, forme di riscatto dalla fede e dall’accettazione del proprio destino. E l’offerta di tali figli, i cosiddetti Mai nati, sinonimo di condanna, nella Commedia susciterà un certo clamore fra i suoi contemporanei affinché fosse denunciata l’atrocità disumana delle lotte politiche che insanguinavano le città italiane. Traditori, bugiardi, mefistoli che precipitano nell’Antro, o, nel caso del romanzo, nella Città, in uno stato comatoso e ipnotico. E Alma, più consapevole ma triste, non potrà non lasciarsi contagiare da queste forme di dolore altrui, da queste forme di avidità e potenza, perchè costretta ad assistere allo strazio di certe malefatte, forme di odio, di disperazione che sono intrise al dolore, alla nevrosi, alla pazzia.
In un regno in cui predomina l’aria, apertura della libertà, la natura ambigua, perfetta e consolidante data dalla Melodia, acquisisce un suo significato, perlomeno un significato ancor più evidente, chiaro, specialmente nel momento in cui si è invitati a percorrere un pellegrinaggio in cui l’uomo è a uno stato primitivo della creazione in cui tutto è perfetto e carico di energia. Un mondo che avrebbe dovuto essere, se non fosse che il Male non avesse intaccato la bella Alma e la sua vita, anima d’acqua, fredda e incorporea, da cui ho ricevuto innumerevoli stimoli, possibilità di poter dialogare col testo, i suoi pensieri che risuonavano nella cittadella della mia coscienza rivelando le sue profondità, il suo essere dotata di un costrutto silente ma ben costruito.
Valutazione d’inchiostro: 4


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