Una saga che si ha tessuto, sperticato lodi, in passato, e che si rilegge in età adulta, a distanza di qualche anno dalla sua ultima lettura, genera quasi sempre un certo timore reverenziale: quello relativo all’approccio che una lettrice come me, una lettrice che ha arricchito il suo bagaglio culturale di nozioni, idee che già solo cinque anni fa ignorava impunemente, potrebbero inculcarle nel suo spirito, se non nel suo cuore, quella vana possibilità possa deluderla. Non << piacerle >> come un tempo, nel quale l’entusiasmo che aveva acceso il mio spirito, adesso balugina come un fuoco fatuo dinanzi ai miei occhi. Un fuoco di cui sarei stata artefice ad acchiappare, riconquistare. Con la saga de La bussola d’oro, ora con l’approssimarsi della sua conclusione con questo volume, fortunatamente non è nato nulla di tutto questo. Quel timore reverenziale di cui facevo cenno, soppiantato quasi nell’immediato dalla certezza, l’entusiasmo di aver scovato, ancora una volta, quello che avevo lasciato, come una traccia d’inchiostro, qualche anno fa, fra queste pagine. Così belle, avvincenti, straordinarie, che in una saga dedicata principalmente ai ragazzi ma anche agli adulti, è la facciata splendida di una cattedrale che non la si contempla solo nella sua bellezza quanto ad essere trascinati in questo spazio sacro, trascendente e mistico che Pullman ci ha elargito così bene.

Titolo: Il cannocchiale d'ambra
Autore: Philip Pullman
Casa editrice: Salani
Prezzo: 12 €
N° di pagine: 431
Trama: Dopo la "Bussola d'oro" e "La lama sottile" Philip Pullman conclude la trilogia con un nuovo libro, arricchendo il suo universo di nuovi personaggi i gallivespiani, orgogliosi guerrieri a cavallo di libellule dai colori sgargianti; i mulefa, strani animali che viaggiano su ruote, dotati di un linguaggio e della capacità di vedere la Polvere - e apre nuovi mondi, arrivando perfino nella terra della morte. Nel "Cannocchiale d'ambra" la storia diventa epica, sfrontata e dissacrante, esplora i recessi più profondi, supera i confini tra cielo e terra, in un'entusiasmante e insieme poetica unione di avventura, mito e religione.