Da quant’è che conosco Thomas Hardy non
mi fu mai detto niente di specifico nei riguardi di quest’autore, se non che la
sua è una produzione letteraria vasta e prolifica e i cui idiomi convergevano
con un assetto romantico e tragico. Cosa penso, quali siano i miei sentimenti
al riguardo è oramai evidente e chiaro come il sole; chi mi conosce sa quanto
amo questo autore e che la conoscenza profonda delle sue opere fortunatamente
non è ancora conclusa. Qualche altro romanzo dista dal traguardo della fine di
questo bellissimo viaggio. E cosa fare, quando non si desidera nient’altro che
discutere di lui, respirare certi ambienti affinchè qualcosa dentro di te vada
al suo posto? La situazione sembra più complicata di quel che è, perché
sentimentalmente parlando vorrei fregarmene di certi dubbi e quinsquigli vari e
divorare un romanzo dopo l’altro. Razionalmente, centellinare la mia presenza,
la sua compagnia per qualche altro tempo, tempo indefinito che deterrebbe un
certo coraggio, una certa forza. Finchè la vita non mi colse impreparata, e mi
indusse ad imbarcarmi fra le pagine di questa ennesima bellissima storia
avvolta da un’atmosfera di dimestichezza nonostante il mondo avesse le fattezze
dell’Inferno, cozzando con l’aria calma, opulenta, quasi sonnacchiosa che
dissipa qualunque intento di felicità.
Autore: Thomas Hardy
Casa editrice: Bur Rizzoli
Prezzo: 10 €
N° di pagine: 361
Trama: Narra l’ascesa e la caduta di un uomo modesto e comune tormentato dagli errori del proprio passato: ubriaco vendette la moglie Susan e la figlia Elizabeth – Jane a un marinaio.
