Thomas Hardy… Quanto lo amo! Si, me ne rendo conto. Amo un uomo che non esiste, anzi, che è esistito, parecchi anni fa, ma che, all’età di vent’anni. sconvolse il mio universo personale.
Si perchè a me le storie d’amore, soprattutto quelle tragiche, mi piacciono tantissimo e… l’importante è che il primo principio di idea di credere che così possa essere, senza però crederci del tutto. Vuol dire che, prima, avevo preso qualche bella batosta e di storie che promettevano amori sconfinati, forti, dinanzi a qualunque avversità, non ne credevo più della loro esistenza.
Però Thomas Hardy qualcosa aveva fatto. Cosa? Dopo tutto questo tempo, ancora non so darvi una risposta. Quello che so è che quando leggo qualcosa di suo, non riesco ad essere lucida, ragionevole. Perché il mio povero cuore si dibatte nella mia gabbia toracica, Le sue storie mi lasciano quasi sempre una strisciante angoscia. Il propagarsi di tanto dolore, con tutti i pericoli impliciti per chi avrebbe potuto considerarlo come un male per lo spirito, catena di piccoli fatti assurdi, di coincidenze miracolose, di avvenimenti e di persone che ritornano e poi svaniscono, è stato talmente contagioso che gli oggetti inanimati sembravano dotati di una qualche magia. Poiché non esiste alcuna differenza fra ciò che è vicino e ciò che è lontano, e chi legge si sente legato a ogni cosa entro i limiti del possibile. Ho provato struggimento, dolore, sofferenza per l'amore di due anime inquiete dalle aspirazioni trascendentali, basate inconsciamente sulla visione geocentrica delle cose, contorta febbrilmente per la natura opprimente di un'emozione gettata sui nostri cuori da una crudele legge naturale: un'emozione che ho atteso, ho desiderato.