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martedì, giugno 11, 2024

Amori di carta: Thomas Hardy

Thomas Hardy… Quanto lo amo! Si, me ne rendo conto. Amo un uomo che non esiste, anzi, che è esistito, parecchi anni fa, ma che, all’età di vent’anni. sconvolse il mio universo personale.

Si perchè a me le storie d’amore, soprattutto quelle tragiche, mi piacciono tantissimo e… l’importante è che il primo principio di idea di credere che così possa essere, senza però crederci del tutto. Vuol dire che, prima, avevo preso qualche bella batosta e di storie che promettevano amori sconfinati, forti, dinanzi a qualunque avversità, non ne credevo più della loro esistenza.

Però Thomas Hardy qualcosa aveva fatto. Cosa? Dopo tutto questo tempo, ancora non so darvi una risposta. Quello che so è che quando leggo qualcosa di suo, non riesco ad essere lucida, ragionevole. Perché il mio povero cuore si dibatte nella mia gabbia toracica, Le sue storie mi lasciano quasi sempre una strisciante angoscia. Il propagarsi di tanto dolore, con tutti i pericoli impliciti per chi avrebbe potuto considerarlo come un male per lo spirito, catena di piccoli fatti assurdi, di coincidenze miracolose, di avvenimenti e di persone che ritornano e poi svaniscono, è stato talmente contagioso che gli oggetti inanimati sembravano dotati di una qualche magia. Poiché non esiste alcuna differenza fra ciò che è vicino e ciò che è lontano, e chi legge si sente legato a ogni cosa entro i limiti del possibile. Ho provato struggimento, dolore, sofferenza per l'amore di due anime inquiete dalle aspirazioni trascendentali, basate inconsciamente sulla visione geocentrica delle cose, contorta febbrilmente per la natura opprimente di un'emozione gettata sui nostri cuori da una crudele legge naturale: un'emozione che ho atteso, ho desiderato.

venerdì, maggio 12, 2023

Gocce d'inchiostro: Jude l'oscuro - Thomas Hardy

Ogni qualvolta decido di approcciarmi ad un romanzo di Thomas Hardy non ci capisco più niente. Generalmente la lettura di certi classici rievoca la passione per la letteratura, tenendomi in vita, distruggendo in parte quell’aureola che hanno circondato gran parte dei suoi scritti, in quanto nella mia immaginazione i suoi figli di carta e inchiostro appaiono tutti buoni e pronti ad accogliere il segno di Dio. Ma con Jude ho nutrito sentimenti profondi, diversi, quasi di compassione, un uomo un po' deluso e diffidente che la stessa vita gli ha concesso ben poca bontà e fanciullezza. E fu così, che gli idiomi del passato si sono scontrati con quelli del presente, inducendo al cambiamento, alla metamorfosi.
Io stessa ne sono uscita diversa ma guasta, aspirando al raggiungimento di quella città di Luce in cui è intrappolato tutto il sapere d’intelligenza e religione, serbatoio intellettuale di conoscenza e sapere. E, immerso nel silenzio, in un silenzio che inzuppa persino la nostra anima, fu quella rappresentazione perfetta, rigida ma solida diretta all’archetipo del romanzo vittoriano della donna caduta o allo status di invisibilità di un’intera classe sociale che, nella sua piccolezza, possiede una certa forza, una certa dimensione tragica delle vicende personali che in una manciata di pagine sono state deformate dalle tradizionali strutture archetipe.

Titolo: Jude l’oscuro
Autore: Thomas Hardy
Casa editrice: Newton Compton
Prezzo: 4, 90 €
N° di pagine: 381
Trama: Pubblicato inizialmente a puntate e poi in volume nel 1895, "Jude l'oscuro" fu l'ultimo romanzo di Hardy e fu stroncato senza riserve dalla critica e dal pubblico vittoriano del tempo, a tal punto che Hardy ritenne conclusa la propria carriera di romanziere. Il libro, ribattezzato dalla critica "Jude the Obscene" (Jude l'Indecente), venne inoltre bruciato pubblicamente dal vescovo di Exeter lo stesso anno. Il protagonista della storia è Jude Fawley, un giovane uomo appartenente alla classe più umile della società, il cui sogno nella vita è divenire letterato. Altri due personaggi cruciali del racconto sono la volgare prima moglie di Jude, Arabella, e Sue, la cugina di cui si innamora perdutamente. Opera cupa e pessimista, ha avuto un'efficace trasposizione cinematografica nel 1996, per la regia di Michael Winterbottom, con Christopher Eccleston e Kate Winslet nei panni di Jude e Sue.

venerdì, settembre 02, 2022

Gocce d'inchiostro: Nel bosco - Thomas Hardy

Capisci di leggere un buon libro, quando le sue pagine sembrano animate di vita propria. Nel giro di qualche ora, la sua lettura diviene un viaggio fantastico e straordinario che mi vide impelagata in una vicenda il cui tono, la cui anima è attecchita e fiaccata da emozioni che languiscono nell’animo. Un’intimità quasi borghese si realizza in un chè di incantato, col tempo sarebbe stata rivelata l’anima di una storia che avrebbe sciolto qualunque cuore freddo e ostile.
Da quant’è Thomas Hardy è approdato nel mio cerchio personale, desideravo leggere questo romanzo consapevole che dopo non ci sarebbe stato più niente. Sapevo che la sua lettura mi avrebbe indotta a valicare cieli di inestimabile bellezza, e una volta compresa la sua anima, il gesto migliore potessi mai fare sarebbe stato quello di farmi posto in mezzo a gruppi di anime che si nascondevano dietro maschere di false apparenze.
Nel bosco è una storia molto bella, appassionante ma drammatica in cui l’amore avrebbe funto da espediente per estirpare il male, la malinconia che appesantisce il nostro cuore saturando l’aria di un piccolo paesino sorretto da una monarchia costituzionale da cui se ne ritraggono vantaggi. Un sudario di vicende che proiettano dinanzi a una realtà parecchio simile alla nostra, che arreca ai cuori dei più sensibili suppliche di aiuto e comprensione, rivolte all’esigenze morali e all’infinita ricerca dell’amore, come espediente per interpretare ciò che è gelosamente nascosto nelle maglie del tempo.

Titolo: Nel bosco
Autore: Thomas Hardy
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 18 €
N° di pagine: 510
Trama: "Nel bosco" ("The Woodlanders", 1887) è forse il più struggente tra i romanzi di Hardy per intensità espressiva e sentimentale. Racconta della storia d'amore fra un ragazzo di paese, Giles Winterborne, e la giovane Grace Melbury, figlia di un commerciante di legname, la quale però, tornata al villaggio provvista di un'istruzione, preferisce sposare un medico. Hardy contrappone con maestria due modelli di vita: l'esistenza semplice e dignitosa dei boscaioli e dei contadini e quella raffinata e artificiosa dei personaggi di alto lignaggio. Il contrasto è inevitabile e profondo, e la giovane Grace, la protagonista, è il punto di luce e di improvviso ardore tra gli uni e gli altri, tra la felicità e la disperazione. L'opera non si risolve comunque in una parabola morale intorno ai limiti delle nostre scelte. Possiede il fascino della maggiore letteratura dell'Ottocento: la grazia di uno stile acuto e piacevole, la forza di un'eccezionale tensione narrativa. Le passioni, gli amori dei protagonisti avvengono nel respiro segreto degli alberi e degli animali del bosco, osservatori muti di una felicità che sfugge agli uomini e alle donne del romanzo. La natura in Hardy, più che essere protagonista, appare legata alla vita dell'uomo, una sola cosa con lui, non in senso estetico ma vitale, e con essa la vita riacquista la propria autenticità.

venerdì, marzo 18, 2022

Gocce d'inchiostro: Il sindaco di Casterbridge - Thomas Hardy

Da quant’è che conosco Thomas Hardy non mi fu mai detto niente di specifico nei riguardi di quest’autore, se non che la sua è una produzione letteraria vasta e prolifica e i cui idiomi convergevano con un assetto romantico e tragico. Cosa penso, quali siano i miei sentimenti al riguardo è oramai evidente e chiaro come il sole; chi mi conosce sa quanto amo questo autore e che la conoscenza profonda delle sue opere fortunatamente non è ancora conclusa. Qualche altro romanzo dista dal traguardo della fine di questo bellissimo viaggio. E cosa fare, quando non si desidera nient’altro che discutere di lui, respirare certi ambienti affinchè qualcosa dentro di te vada al suo posto? La situazione sembra più complicata di quel che è, perché sentimentalmente parlando vorrei fregarmene di certi dubbi e quinsquigli vari e divorare un romanzo dopo l’altro. Razionalmente, centellinare la mia presenza, la sua compagnia per qualche altro tempo, tempo indefinito che deterrebbe un certo coraggio, una certa forza. Finchè la vita non mi colse impreparata, e mi indusse ad imbarcarmi fra le pagine di questa ennesima bellissima storia avvolta da un’atmosfera di dimestichezza nonostante il mondo avesse le fattezze dell’Inferno, cozzando con l’aria calma, opulenta, quasi sonnacchiosa che dissipa qualunque intento di felicità.

Titolo: Il sindaco di Casterbridge
Autore: Thomas Hardy
Casa editrice: Bur Rizzoli
Prezzo: 10 €
N° di pagine: 361
Trama: Narra l’ascesa e la caduta di un uomo modesto e comune tormentato dagli errori del proprio passato: ubriaco vendette la moglie Susan e la figlia Elizabeth – Jane a un marinaio.

martedì, dicembre 21, 2021

Gocce d'inchiostro: Due occhi azzurri - Thomas Hardy

Non tutte le storie d’amore si concludono positivamente. Un lettore amante e avvezzo della prosa hardyana sa che, aperto un romanzo dello scrittore londinese, valicandone i confini, potrà uscirne guasto, quasi distrutto. Forse è esageratamente ridicolo scrivere questo, ma a qualche ora dalla conclusione dell’ennesimo capolavoro della letteratura inglese, un’esplosione chimica, causata da una grande assembramento di toni drammatici, malinconici in cui il lirismo, la poesia coincide con la bellissima esaltazione dei sentimenti, mi ritrovo a riporre queste poche righe col cuore stretto in una morsa. Mi sono affacciata sull’altura di un cottage svettante da una scogliera, e mi sono fatta contagiare dall’opulenza, dalla rispettabilità, da abitudini, piaceri di un’umanità scomiciata senza fare nient’altro che vagare in questa landa desolata. Che splendore! Il cuore si libera da questa morsa e sovrasta i cieli celesti mediante il dolce sguardo di due amanti che hanno scoperto cosa voglia dire amarsi non producendo nient’altro che cause ed effetti di artifici e orpelli che l’autore modifica leggermente a seconda del modo perpetuo della Natura, affinchè l’unico modo per << sopravvivere>> è di affannarsi e districarsi nel bel mezzo dell’esistenza. Ci si sforza di abbatterla, seppur gli innumerevoli tentativi, il temperamento bizzarro di alcuni assetti che confondono il cuore. Perché così come altre storie lette e vissute, anche questo romanzo si pone su aspetti in cui il Destino, crudele ed egoista, si contrappone a quello della Natura, delle Arti e della Bellezza, quasi una potenza cosmica, attiva, sferzante, bramosa di conquista.


Titolo: Due occhi azzurri
Autore: Thomas Hardy
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 18 €
N° di pagine: 420
Trama: La bellissima e volubile Elfride, orfana di madre e unica figlia del pastore Swancourt, si innamora di Stephen Smith, giovane architetto di Londra erroneamente ritenuto di nobili origini. Poi, quanso questi per poterla sposare accetta un incarico in India, Elfride conosce l’affascinante e maturo Henry Knight, antico mentore di Stephen; ben presto Knight, come già era accaduto al suo pupillo, perde la testa per la fanciulla. Elfride, divisa tra la promessa di fedeltà a Stephen e la nuova passione per Knight, infine accetta la proposta di matrimonio di quest’ultimo. Ma ancora una volta le cose non vanno come immaginato: una presenza oscura dal passato di Elfride insinua in Knight il tarlo del sospetto sull’onestà della sua futura sposa e il fidanzamento è sciolto. Smith e Knight si incontreranno casualmente qualche anno più tardi, entrambi si scopriranno ancora innamorati di Elfride, ma ormai sarà troppo tardi.

mercoledì, giugno 30, 2021

Gocce d'inchiostro: Sotto gli alberi - Thomas Hardy

L’idillio che ho abilmente costruito in questo sesto mese dell’anno sta per cadere. Questo mese, così terribilmente caldo e appiccicoso, è passato davvero in fretta e presto avrei dovuto prendere atto di quel momento in cui avrei dovuto separarmi dal mio amato Hardy e dai suoi personaggi per i saluti di << commiato >>, come sono solita dire quando tralascio l’avvicendarsi di autori ancora per me sconosciuti per esplorarne quelli amati e conosciuti. Per me trattasi di uno stato di prolungamento o meno il visto di soggiorno nel mondo dei normali, per me avere un biglietto di entrata e uscita per un altro giro di straordinarie emozioni. Questi viaggi, queste mie spericolate avventure, recentemente mi condussero in una lunga e dorata torre, recentemente in un bosco in cui risiede silenziosamente un villaggio, una comunità di contadini che vivono come isolati da forme indispensabili e utili per il loro fabbisogno. Di nuovo la campagna, la brughiera, un paesaggio verdeggiante e scintillante immerso in un chè disincantato, allegorico, apparentemente quieto da cui mi è stato difficile discostarmi a fine lettura, poiché non esula nient’altro che l’intento di poter vivere serenamente anche quando non è così.
Sotto gli alberi non è un’opera “completa” del ciclo hardiano, nel senso che esula da quei filoni, quelle dottrine artistico/ sociali che contraddistinguono le sue parole, salvando ciò che è possibile salvare, impedendo qualunque effetto negativo possa capovolgere ogni cosa. Accostata quasi alla tradizione popolare, alla fabula, scritto con maggior delizia, in una piacevolissima vicinanza, massima di vita fra la gioia in cui l’anima si desta, si confonde, respira, si avvolge nel suo piccolo grembo come una brezza estiva sfuggita dal tempo e all’epoca. Fratture, rumori dell’anima, scricchioli generati da zoppicanti ingranaggi temporali in cui spicca la suggestione del tempo.

Titolo: Sotto il bosco
Autore: Thomas Hardy
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 17 €
N° di pagine: 236
Trama: Dock Dewy, figlio di un carrettiere e suonatore di violino, fa parte del coro della parrocchia di Mellstocj, piccolo paesino immerso nella campagna inglese. Il giorno in cui il coro si esibisce alla scuola del paese, s’innamora a prima vista di Fancy Day, l’affascinante direttrice. Ma non è l’unico: dovrà infatti vedersela con numerosi altri pretendenti, fra i quali il nuovo vicario, il giovane e intraprendente Mr Maybold. Questi, oltretutto, animato da un desiderio di modernizzazione, è anche intenzionato a sostituire il vecchio coro e i suoi anziani membri con un organo meccanico. La battaglia per la sopravvivenza del coro sarà dura e costellata di peripezie. Ambientato in una splendida campagna inglese, “otto gli alberi”, dai toni allegri e idilliaci, è il più divertente tra i romanzi di Hardy e attinge con grande capacità affabulatoria alla migliore tradizione umoristica inglese. Tuttavia, la storia non manca di un retrogusto amaro, pervasa dalla consapevolezza di un mondo che, suo malgrado, sta diventando anacronistico.

sabato, giugno 26, 2021

Gocce d'inchiostro: Due sulla torre - Thomas Hardy

Al tempo in cui non degnavo nemmeno con uno sguardo i classici, in una brughiera verdeggiante e soleggiata incontrai un uomo dall’aria elegante, facoltoso e acculturato, che mi rivelò la storia di una ragazzina sfortunata, ingenua ma bellissima il cui destino era legato in base alla sua dinastia. La sua discendenza, presuntemente nobile, ma ignota. La mia coscienza sapeva che presto o tardi avrebbe incontrato di persona questa ragazza, fin quando fu lei stessa a chiamarmi. Sulla soglia dei vent’anni, in un momento imprecisato della mia vita, facendomi travolgere al punto da non sapere più cosa fare al momento che saremmo giunti ai convenevoli. Ma cosa centra questo piccolo ricordo, col romanzo di cui vi parlerò oggi? Semplice, entrambi sono stati scritti da quest’uomo i cui incontri divennero sempre più frequenti. Passo dopo passo, esperienze sempre più illuminanti che mi hanno offerto, negli anni, qualcosa di speciale, capace di guarire qualsiasi malattia dell’anima. In questa carrellata di reliquie sacre e segrete, una in particolare mi indusse a divorarne le pagine come se animate da volontà propria, che mi offrì una vasta gamma di sensazioni da cui mi sento ancora sopraffatta, ai limiti dell’impossibile. Nonostante la paura che qualcosa di enorme e informe serpeggiò in questa brughiera rivelando solo una parte di noi, avvicinandoci all’immensità scorgendo nella sua bellezza il terrore e il coinvolgimento. L’anima completamente soggiogata dal corpo che predomina su forme ecclesiastiche, l’oscillazione degli astri e il ripristino di forme trasversali che hanno convenuto nella realizzazione di un sogno che non ha una sua vera e propria identità.

Titolo: Due sulla torre
Autore: Thomas Hardy
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 17 €
N° di pagine: 336
Trama: Abbandonata dal marito, un ricco proprietario terriero, Viviette Constantine si innamora di Swithin St Cleve, di ben nove anni più giovane di lei, bellissimo, colto e gentile figlio di un curato di campagna. Swithin è un astronomo e lavora in cima a una torre dove trascorre tutto il suo tempo a studiare gli atri e i fenomeni celesti.

sabato, giugno 12, 2021

Gocce d'inchiostro: Il primo trombettiere - Thomas Hardy

Le storie di Thomas Hardy sono per me come una miniera. Un tesoro vasto di immaginazione, un posto in cui farei perdere completamente le mie tracce o seguire un districabile file che porta sempre a tante belle storie.
Tra una di questi è venuta fuori quella de Il primo trombettiere. Una mattina di metà primavera mi vide recarmi nella libreria più vicina della mia città, e fra gli scaffali stracolmi della libreria più vicina mi venne mostrato questo romanzo, praticamente sconosciuto che ho eretto quasi un santuario magico in suo nome. Osservato, studiato a fondo, nel giro di qualche giorno divenuto quell’amico cui avrei potuto contare in qualsiasi momento della mia vita. Oramai Thomas Hardy detiene il monopolio di ciò che animano i miei sentimenti ed è ancora proprietario di ciò che mi si agita dentro, nonostante abbia concluso la lettura qualche giorno fa, rendendo la mia vita più bella di quel che è. In questo romanzo ci si adopera a soggiornare in un paese prostrato dalla minaccia napoleonica, i cui timori dei cittadini coincide con il senso di destabilizzazione e impasse che aleggia tutt’intorno, sopra le nostre teste, come una cappa fin troppo spessa. Parecchio somigliante a un trattato storico, all’insegna dell’illogicità, dell’incoerenza, delle relazioni messe continuamente a repentaglio.
Che dire, dunque, se non esaltare quella che è una delle principali e fedeli impressioni letterarie e storiche di un uomo appassionato di storia, ateo ma precursore di uno sconvolgimento morale e politico/sociale in cui inconsapevolmente si aspira a qualcosa che disgraziatamente non è possibile ottenere? Una storia lunga dietro cui si cela un lavoro essenzialmente pregevole e realistico la cui veridicità di certi eventi non cozza con quella degli eventi storici ma conferisce un quadro essenzialmente somigliante.


 

Titolo: Il primo trombettiere
Autore: Thomas Hardy
Casa editrice: Robin
Prezzo: 20 €
N° di pagine: 450
Trama: “Il primo trombettiere”, pubblicato nel 1880, è l’unico romanzo storico di Thomas Hardy. L’eroina, Anne Garland, è desiderata da tre pretendenti. John Loveday, il primo trombettiere di un reggimento britannico, onesto e leale; suo fratello Bob, un marinaio inaffidabile; e Festus Derriman, il codardo nipote del possidente locale. La storia si svolge a Weymouth durante le Guerre Napoleoniche. La città temeva allora la possibilità di un’invasione da parte di Napoleone. Dei due fratelli, John combatte con Wellington nella Guerra della Penisola, e Bob milita con Nelson a Trafalgar.

mercoledì, agosto 26, 2020

Gocce d'inchiostro: La brughiera - Thomas Hardy

Questa è la parte più bella di tutta la letteratura, a mio parere. Thomas Hardy ha scritto un capolavoro di estimabile bellezza, che saggiamente e delicatamente mi ha immersa nella quiete apparente di un mondo stabile, immobile, in cui la materia, gli odori, i suoni sono frutto di immagini, diapositive che sono un tutt'uno col paesaggio circostante. È stato mai possibile che un uomo di lettere come Thomas Hardy abbia potuto pararsi di fronte al mondo e snocciolare la bellezza di un sogno romantico che richiama costantemente i miti classici, eroi d’epoca che immersi in una sconfortante fantasticheria domina con una furia cieca, un certo abbandono che infervorano il cuore, ammaliano per la sua straordinaria bellezza. In altre parole, fino a che punto spingersi oltre se sogno e realtà convergono in un unico elemento? La risposta è stata piuttosto ovvia, e i miei sentimenti al riguardo parecchio nitidi tant’è che il libro è divenuto indimenticabile come qualche mese fa accadde con Tess dei D’Urbeville, che leggerei e rileggerei all’infinito. Anche La brughiera esplica questa bellissima magia, e con sommo ardore è stato questo che ho inconsapevolmente chiesto: amare ed essere amata.



Titolo: Ritorno alla brughiera
Autore: Thomas Hardy
Casa editrice: Garzanti
Prezzo: 14 €
N° di pagine: 427
Trama: Una brughiera semideserta e desolata fa da sfondo alla vicenda di due uomini e due donne, che vedono i propri destini incrociarsi tra loro. È l’ambientazione di un romanzo davvero singolare e suggestivo: scritto nel 1878, Hardy in queste pagine ci accompagna attraverso storie che si svolgono nel sud ovest dell’Inghilterra, a Edgon Heath, una landa che diventa la vera protagonista del racconto grazie alla dovizia di particolari con la quale è descritta. La puntigliosa ricerca del dettaglio, l’alternanza di colline e avvallamenti, le varietà delle piante e l’altenarsi di lunghi inverni e rapide estati sono si la descrizione geografica di un luogo preciso, ma in un senso più ampio rappresentano un vero e proprio paesaggio dell’anima. E, insieme a esso, la storia di gente dura, segnata dalla nebbia e dalla pioggia, di donne belle e del passato ingombrante: quello del poeta britannico è un mondo fatalista, crudele come può essere solo un ambiente abitato da individui che hanno perso ogni traccia di fede.

domenica, agosto 16, 2020

Gocce d'inchiostro: Via dalla pazza folla - Thomas Hardy

Mi rifugio nel mondo dei classici, da qualche tempo a questa parte, più vicina di quanto credessi, sfogando la monotonia e il pattume di certe giornate con la speranza di non esserne sopraffatta. Camminavamo in due direzioni completamente opposte, sola con i miei pensieri, senza curarmi delle cose intorno. Gli anni, nuove letture, nuovi autori mi hanno slanciato ad ispezionare questo territorio esplorandolo con occhi completamente diversi. Perché, da cosa partire se non dai classici, per comprendere appieno la letteratura? I suoi meccanismi distorti, il suo linguaggio complicato ma magnetico. E sorrido raggiante mentre ripongo queste poche righe, rapita dall’ennesima bellissima lettura di Thomas Hardy. Per nulla sbigottita nell’ascoltare i battiti frenetici del mio cuore, avanzando lentamente nei cuori di protagonisti che, fra un gioco di luci e ombre, natura e modernità, spiccano con incanto e grazia.
Titolo: Via dalla pazza folla
Autore: Thomas Hardy
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 19, 50 €
N° di pagine: 472
Trama: “Via dalla pazza folla” narra le appassionanti vicende di Gabriel Oak, un giovane  la cui vita viene sconvolta dall’inatteso arrivo dell’affascinante Bathsheba, bellezza orgogliosa e nullatenente di cui s’innamora. Quando le chiede di sposarlo lei lo rifiuta, ma i loro destini tornano a incrociarsi; mentre lei eredita una fattoria dallo zio, lui perde tutti i suoi averi in una notte di tempesta. Si ritrova così costretto a lavorare per Bathsheba e a contendersi le sue attenzioni con altri due uomini.

martedì, luglio 21, 2020

Gocce d'inchiostro: Tess dei D'Urbeville - Thomas Hardy

Ho riscontrato sensazioni incredibilmente belle fra le pagine di Tess dei D'Urbeville, pilastro della letteratura italiana novecentesca. Tormento, turbamento, smarrimento, ma anche gioie, sogni, speranze. Abbracciando questa storia cogliendo la bellezza di ogni cosa, integrandomi con personaggi immaginari che, per una manciata di giorni, erano divenute persone, evidenziando una particolare sintonia fra la me, lettrice, e gli stessi personaggi.
Quest'oggi, quindi, la recensione di una delle opere più significative, intense e originali di tutta la letteratura inglese, nonché rappresentazione perfetta di un grande e appassionato amore. Semplice e autentico, come le tragedie antiche, tesa a gettar una luce alquanto significativa sulla realtà.







Titolo: Tess dei D'Urbeville
Autore: Thomas Hardy
Prezzo: 8; 90 €
Casa editrice: Bur Rizzoli
N° di pagine: 450
Trama: Un'indimenticabile storia d'amore e morte fiorita nella magica atmosfera della brughiera inglese, ora dolce, ora crudele. Le vicende di un'eroina purissima travolta dalle forze del male e del destino.

sabato, novembre 16, 2019

Gocce d'inchiostro: Estremi rimedi - Thomas Hardy

Che cosa bellissima leggere Thomas Hardy! Non la persona più entusiastica del mondo, ma è abbastanza profondo, romantico che è quasi sempre una bellissima scoperta. Esatto, perché la goccia che ha fatto traboccare il vaso è l'amore che io nutro nei suoi riguardi, da quant'è che ho fatto la conoscenza della sua dolce ma indifesa Tess. Con qualche eccezione, ho amato il suo amore incondizionato nei riguardi del tenebroso Angel. L'amore concepito da Hardy è di una bellezza e una intensità dell'animo inabissale.
Così sono stata 'educata' ogniqualvolta mi approccio a una nuova opera. E anche con Estremi rimedi è accaduta la medesima cosa. Sono giunta qui senza sapere nulla di ciò che questa nuova opera mi avrebbe riservato. Questa opera possiede un che di acerbo da renderla imperfetta, ma non cela la grandezza di un autore che parla al tuo cuore da miglia e miglia di distanza. Non sapendo come, né perché. Ma fornendo una prospettiva alquanto bellissima di ciò che è l'amore, assoluto, intransigente e necessario.


Titolo: Estremi rimedi
Autore: Thomas Hardy
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 18 €
N°di pagine: 540
Trama: Le sfortunate vicende di una giovane donna, Cytherea Graye, sono il tema portante del romanzo. Già orfana di madre, Cytherea perde anche il padre e rimane da sola con il fratello Owen; insieme decidono di trasferirsi in un'altra città, per trovare una casa e un lavoro e ricominciare da capo. Qui conoscono Edward Springrove, di cui Cytherea si innamora, corrisposta. Dopo vari tentativi falliti, la ricerca di un lavoro va a buon fine anche per lei e viene assunta come dama di compagnia presso una ricca signora che scoprirà poi essere il grande e sfortunato amore che suo padre aveva avuto i gioventù. Proprio durante il soggiorno in casa della signora, Cytherea viene a sapere che non lontano da lì vive la famiglia del suo amato Edward, che però è già fidanzato con un'altra donna. Delusa e sconcertata decide di dimenticarlo. È a questo punto che entra in scena un personaggio misterioso, Manston, inspiegabilmente spalleggiato e protetto dalla signora, che si intuisce debba avere con lui un legame segreto e molto speciale. Dopo un lungo e poco chiaro corteggiamento Cytherea acconsente, suo malgrado, a sposarlo, ma sarà solo per scoprire - per fortuna prima che il matrimonio avvenga - che la prima moglie di Manston non è affatto morta e che il fidanzamento di Edward è stato sciolto e lui è finalmente libero. 

venerdì, novembre 27, 2015

Gocce d'inchiostro: Tess dei D'Urbeville - Thomas Hardy

Ho riscontrato sensazioni incredibilmente belle fra le pagine di Tess dei D'Urbeville, pilastro della letteratura italiana novecentesca. Tormento, turbamento, smarrimento, ma anche gioie, sogni, speranze. Abbracciando questa storia cogliendo la bellezza di ogni cosa, integrandomi con personaggi immaginari che, per una manciata di giorni, erano divenute persone, evidenziando una particolare sintonia fra la me, lettrice, e gli stessi personaggi.
Quest'oggi, quindi, la recensione di una delle opere più significative, intense e originali di tutta la letteratura inglese, nonché rappresentazione perfetta di un grande e appassionato amore. Semplice e autentico, come le tragedie antiche, tesa a gettar una luce alquanto significativa sulla realtà.





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