Osservo,
mentre scrivo, la copertina di un romanzo che in precedenza non mi attirava
affatto; l’estate si avvicina lentamente al suo epilogo, e con ogni probabilità
il periodo più caldo ci sia mai stato, da quant’è che sono in vita ma pieno di
speranze e buoni propositi. Come una figura quasi evanescente, posta ai bordi
di questa storia, come l’inclinazione di un angelo posto di profilo, il romanzo
della Rio mostrava una parvenza intensa e culturale di straordinaria magnificenza
letteraria – l’arte che imita la vita. Enormi paure, enormi controlli, ho avuto
come l’impressione di trovarmi dinanzi un palcoscenico, recitare una parte,
osservare con sguardo costernato il senso di colpa che aleggia e grava sulle
nostre coscienze come un fardello troppo pesante. Unica nota dolente, la
piattezza di alcune situazioni che hanno rallentato il ritmo della lettura, una
sfera luminosa in un mare di cupezza e ombrosità, lo sciorinare vicende abituali di ragazzi
comuni che in una manciata di pagine divennero anche i miei amici. Un romanzo
cesellato su un unico fronte, quello della tragedia shakesperiana, che è stato
spalato con semplicità, uno stile ricco di metafore, un linguaggio stilizzato,
che perfettamente conforme alle rappresentazioni del poeta inglese, è un opera
che insegna a come sopravvivere dinanzi agli effetti collaterali della vita. Ci si domanda a come si sopravvivrebbe dinanzi alle avversità, e a come uscirne forti
e invincibili.
Titolo: Non è colpa della luna
Autore: M. L. Rio
Casa editrice: Frassinelli
Prezzo: 18, 90 €
N° di pagine:324
Trama: Oliver Marks è in carcere da dieci anni, accusato dell’omicidio
di Richard, suo compagno di college al prestigioso istituto Dellecher, una
delle migliori scuole di arte drammatica d’America, dove si studia e si recita
continuamente Shakespeare. Sono studenti – attori, destinati a diventare grandi
protagonisti del teatro americano. Sono giovani, belli, ambiziosi, loro due e i
loro cinque inseparabili amici, con cui dividono il tempo tra prove,
performance, e feste in cui abbondano l’alcol, la droga e il sesso; James, Alexander,
Wren, Filippa e Meredith. Sono ormai al quarto anno, l’ultimo. Sono i più
grandi, le star della scuola. Ma qualcosa nel gruppo si incrina. I ruoli dei
drammi che i giovani attori mettono in scena prendono sempre più spazio nella
loro vita reale, ed mergono gelosie sopite, invidie, rancori. È Richard, più di
tutti, a perdere il controllo: follemente geloso di Meredith, esattamente egocentrico,
comincia a isolarsi e a diventare sempre più minaccioso e violento. Fino a
quando, un freddo mattino di novembre, all’alba, dopo una delle tante feste,
Richard non viene trovato morto, annegato nel lago del college, col volto
sfigurato. Le indagini porteranno all’arresto e alla condanna di Oliver, anche
se il primo a non essere del tutto convinto della colpevolezza del ragazzo è il
detective Colborne, lo stesso che dieci anni dopo, quando Oliver esce con la
condizionale, lo attende fuori dal carcere per sapere finalmente la verità.

