Se dovessi descrivere i romanzi di Moony Witcher mediante un immagine, penso la bellezza di un tramonto sarebbe quella perfetta. Così intima e speciale, in cui l'uomo si scopre a compiere profonde riflessioni su tutto ciò che riguarda la vita. Innumerevoli contrasti fra ciò che è giusto o non è giusto, fra ciò che offusca e ciò che rischiara, come prigionieri ognuno confinati nel proprio spazio, senza la possibilità di andare da nessun'altra parte.
Nel momento in cui muovevo i primi passi verso l’adolescenza, di letteratura e di libri ne sapevo poco, molto poco, la storia della piccola Nina, così concentrata su di sé, mi diede l'impressione di leggere sprazzi della mia vita. All’epoca inconsapevole che sarei diventata ambiziosa e coraggiosa, ferma ai bordi della sua anima, come un brusco scarto di sensibilità che ha messo in luce una parte di sé. Cose che appartengono a me e a nessun altro, che possiede sotto la pelle, ma che quando ero bambina, non sapevo come esprimere. E, pur di scrollarsi addosso la tristezza dei suoi giorni, all’epoca ero una bambina parecchio incontentabile, vidi questi romanzi come i miei amici più fidati.
All’età di trentatrè anni, mi chiedo ancora, quanto si può apprendere da certe storie, e quanto si può fantasticare sulle vite altrui dall'osservazione di un dettaglio o un piccolo gesto? Una canzone sussurrata nel cuore della notte; frasi messe di traverso nella corrente di un fiume impetuoso e inarrestabile.
Essere vuoti come un guscio, desiderosi di essere riempiti da qualcosa, in una realtà che è un grande tuffo, è davvero logorante. Viaggiare, dunque, identificarsi e stabilire dei rapporti col prossimo è la linfa vitale dell'anima. E' la rinascita di un nuovo sole, come quello della Creazione, mentre alcune forme oscure escono da un'oscurità cosmica per svanire completamente come per dare speranza, sulla soglia della vita e della morte.


