
Di questo romanzo ne avevo sentito parlare un po' di tempo fa. Dopo
alcuni romanzi di svariato tipo, prove di letteratura sul palcoscenico artificiale
della vita, arrivando nella mia libreria quasi in sordina. Anche questa è stata
un'esperienza di lettura che mi ha sorpreso positivamente, in cui vi ho sviluppato
una sorta d'istinto nei confronti di certi tipi di romanzi.
Sono consapevole di quei momenti in cui quel determinato romanzo
può o non riesce a parlare, qualunque cosa abbia da dire, e quando, con un
pessimo tempismo, mi suggerisce che è ora di darci un taglio. Sprofondo nella depressione.
Quello di Ishiguro è un mondo a parte che, o lo si approva o meno,
è indubbiamente una lettura profonda e intensa. Per me, lettrice onnivora e amante
soprattutto della narrativa orientale, mi ha sorpreso moltissimo, convinta di
imbattermi nell'ennesima delusione letteraria. Non lasciarmi, al contrario, ha
scandito attimi di una vita lontana, intensa, in cui non ho potuto fare a meno
di sentirmi unanime con i personaggi. Guardarmi attorno per assistere a questo
bellissimo spettacolo. Questo pezzo di cielo, intriso di malinconia, che è
penetrato bruscamente dentro il mio spirito, come se una parte del mio Io fosse
sempre stato lì, in attesa.
Titolo: Non lasciarmi
Autore: Kazuo Ishiguro
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: 12 €
N° di pagine: 291
Trama: Kathy, Tommy e Ruth
vivono in un collegio, Hailsham, immerso nella campagna inglese. Non hanno
genitori, ma non sono neppure orfani, e crescono insieme ai compagni, accuditi
da un gruppo di tutori, che si occupano della loro educazione. Fin dalla più
tenera età nasce fra i tre bambini una grande amicizia. La loro vita, voluta e
programmata da un'autorità superiore nascosta, sarà accompagnata dalla musica
dei sentimenti, dall'intimità più calda al distacco più violento. Una delle
responsabili del collegio, che i bambini chiamano semplicemente Madame, si
comporta in modo strano con i piccoli. Anche gli altri tutori hanno talvolta
reazioni eccessive quando i bambini pongono domande apparentemente semplici.
Cosa ne sarà di loro in futuro? Che cosa significano le parole
"donatore" e "assistente"? E perché i loro disegni e le
loro poesie, raccolti da Madame in un luogo misterioso, sono così importanti?
Non lasciarmi è prima di tutto una grande storia d'amore. È anche un romanzo
politico e visionario, dove viene messa in scena un'utopia al rovescio che non
vorremmo mai vedere realizzata. È uno di quei libri che agiscono sul lettore
come lenti d'ingrandimento: facendogli percepire in modo intenso la fragilità e
la finitezza di qualunque vita.
