Riconosco ancora una volta come le
vicende più strambe, surreali, impensate,
non sfiorino semplicemente la mia
anima semplice e appassionata: posso affermare con certezza che il mio spirito
si bea di certe storie, seppur consapevole che molti lettori non vedono ciò che
vedo io. L'episodio tormentoso di questi giorni ha avuto come protagonista un
autore di cui ho sentito e letto elogi da ogni dove, ma che, fra gli scaffali
della mia strapiena libreria, era ancora piuttosto sconosciuto.
Ma forse ho ragione ogni tanto nel
pensare che certi romanzi hanno bisogno del suo momento, per raccontarsi, e
quest'ultima opera pubblicata da Maurensig è giunta nel momento più proprizio.
Letta e divorata in una sera, qualunque siano le ragioni, a me ha conquistato
parecchio. Ed rievocando le magiche, spettacolari atmosfere di Murakami Haruki
- perlomeno a me ha ricordato questo - una buona dose di aspettative, sorprese,
pensano siano le migliori compagne da tenere strette per la felicità di quei
giorni in cui acquisterò finalmente La variante di Lunderberg; e
nel mio silenzio spero di osannarlo anch'io come dovrà essere.
Titolo: Il diavolo nel
cassetto
Autore: Paolo Maurensig
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: 13, 50 €
N° di pagine:
114
Trama: Quando la pace dei
boschi è percorsa da un fremito improvviso di rabbia silvestre, e di notte le
volpi sembrano mettere sotto assedio il villaggio, forse bisognerebbe credere a
una premonizione. In quel villaggio svizzero che vive da sempre in armonia,
tutti e mille gli abitanti si sentono scrittori. Ma l'uomo che sta arrivando è
il diavolo in persona. Le sue sembianze, neanche a dirlo, sono quelle di un
editore.
