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domenica, agosto 04, 2024

Gocce d'inchiostro: L'estate in cui fiorirono le fragole - Anna Bonacina

Sbarcai in un posto, che aveva le fattezze di quei luoghi magici in cui realtà e fantasia diventano un connubio di emozioni, gesti sconsiderati e folli, e fui nell’immediato guidata da una donna, una ragazza non troppo grande di me, scrittrice prolifica, all’apice della sua carriera. Costruì una cospicua serie di romanzi che trasportarono i suoi lettori in situazioni in cui spesso e volentieri rischiarono la pellaccia, scoprendo come quella della fantasia fosse quel l’unico luogo in cui si desidera viverci. Tigliobianco avrebbe funto da unico luogo in cui rifugiarsi per scovare la propria identità, porto sicuro e ideale per scovare la felicità. Eppure quella della felicità è una ricetta segreta che per Priscilla sarà impossibile da decifrare, incomprensibile come un problema di matematica, nonostante la sua vita sia zeppa di parole, di suoni, ma lei avrebbe voluto solo abitarci per scovare l’ispirazione, dare un senso alla sua esistenza, trasbordando come in un vascello ricordi che ancora portano il suo segno. Tigliobianco avrebbe funto da grande emporio in cui i sentimenti si barattavano per storie, prodotti vari e specialità tipiche del paese in cui si ringrazia per ogni cosa che si tiene in possesso per essere sopravvissuti all’ennesima tempesta. In questo posto ci arrivai i primi giorni di luglio, inconsapevole che i suoi abitanti e Priscilla, potessero coinvolgermi a tal punto da giacere nel cuore pulsante di una storia la cui linfa vitale è celata nel tunnel segreto di parole che la sua autrice ripone in pagine bianche che in una manciata di giorni, avevano emesso un battito.


Titolo: L’estate in cui fiorirono le fragole
Autore: Anna Bonacina
Casa editrice: Sperling e Kupfer Prezzo: 17, 90 €

N° di pagine: 288

Trama: Sembra un'estate come tante nel piccolo borgo di Tigliobianco: le vecchiette si impicciano degli affari di tutti, i bambini scorrazzano selvaggi, le signore del Club del Libro infastidiscono la bibliotecaria... Ma ecco che Villa Edera, la dimora vittoriana in fondo al paese, viene affittata per qualche settimana da Priscilla Greenwood, scrittrice di romanzi rosa di grandissimo successo in crisi d'ispirazione, a caccia di tranquillità e anonimato, per trovare il modo di liberarsi di Calliope del Topazio, la sua smielata e ardente protagonista.

Le cose a Tigliobianco, però, non vanno come Priscilla si aspetta: comari in guerra, gatti scomparsi, ragazzine che sognano di diventare detective, lettere trafugate, un mitico quaderno di ricette, smarrito da anni, che contiene il segreto della torta più buona del mondo, la Suprema, per non parlare della Gara Fragolina, che si svolge ogni anno l'ultima domenica di luglio e in cui tutto il paese si sfida a colpi di torte di fragole. E poi Cesare Burello, il chirurgo plastico in vacanza nel paese natio...

È così che Priscilla si trova immersa nel mezzo di un vero e proprio cliché da romanzo rosa. Cosa fare? Fuggire a gambe levate o dare una chance a Cesare che sembra la copia carbone di Roger MacMillan, l'affascinante protagonista dell'Harmony che lei ha scritto?

Fra picnic notturni, complotti e una caccia al tesoro squisitamente letteraria, Priscilla si troverà finalmente a fare i conti con la domanda che la tormenta da sempre: davvero la vita reale non può essere come un romanzo? E, intanto, che fine avrà fatto la leggendaria ricetta della Suprema, la torta più buona del mondo, scomparsa nel nulla trent'anni prima e il cui destino sembra legato a quello di Cesare?

venerdì, luglio 07, 2023

Gocce d'inchiostro: Il mio nome è due di picche - Sandra Bonzi

Mi sono imbattuta nella lettura di questo giallo, tutto all’italiana, prendendo annotazioni sulla mia immancabile agenda, e, soprattutto, riconoscendo come, questa volta, il mio intuito si era sbagliato. Non completamente a dire il vero, ma in buona parte. Perché sebbene abbracci un genere di romanzo che io non amo – per niente! – la sua lettura è stata davvero piacevole e, a tratti, divertente. Perché niente di nuovo sul fronte occidentale in quanto sembra di leggere la scopiazzatura di tanti altri romanzi, o di vedere film o serie tv che spesso vedo su Italia 1, ma ciò di cui c’è da tenere presente è che speravo di non incappare nell’ennesima delusione. E sono contenta non sia andata così. E, facendo mentalmente tabula rasa su ogni cosa letta in precedenza, di questo filone, che mi avesse letteralmente atrofizzato il cervello, ho accolto quest’opera quasi come tentativo di dimenticare certe brutture del passato e di fingere non li avessi mai letti. Un buon espediente insomma per colmare certe lacune, oramai affidata nelle mani del Caso.

Titolo: Il mio nome è due di picche
Autore: Sandra Bonzi
Casa editrice: Garzanti
Prezzo: 17, 90 €
N° di pagine: 304
Trama: Quando i figli vanno via di casa è un momento difficile, ma lo è anche quello in cui tornano e non vogliono più andarsene. Lo sa bene Elena, che vorrebbe essere ovunque ma non nel suo salotto, trasformato in un ostello della gioventù. Ovunque, certo, tranne che a casa della madre e delle sue due amiche, che in tre fanno più di duecento anni. Eppure è proprio lì che deve andare, perché l'intuito di una giornalista non va mai in vacanza, men che meno quando una giovane donna viene trovata morta accoltellata nell'appartamento al piano di sopra. Parrebbe un classico caso di omicidio, ma Elena nota dei dettagli che la spingono a ipotizzare l'azione di un serial killer. O forse è l'età che avanza a indurle una visione distorta della realtà? Una cosa, però, la vede benissimo: suo marito Ettore, dopo una ventata di energia pura, è ripiombato nel torpore esistenziale. Per questo forse il magistrato Capelli, che segue le indagini, ha un'aria così interessante… Ma Elena stavolta è sola e non può contare nemmeno sull'aiuto del padre, alle prese con i dilemmi di un amore ottuagenario. Proprio quando non deve limitarsi a descrivere il pericolo a parole, ma si trova a viverlo molto più da vicino di quanto si sarebbe immaginata. Voleva un po' di adrenalina nella vita, ma forse quella che si trova a provare è davvero troppa. Sandra Bonzi torna con una nuova avventura per Elena Donati, tra una vita familiare sempre più complicata e bizzarra e un'indagine che arriva un po' per caso, ma le fa gola. Perché bisogna buttarsi nella vita, e lei ormai l'ha capito, anche se non sa a che prezzo.

sabato, febbraio 08, 2020

Gocce d'inchiostro: Teresa degli oracoli - Arianna Cecconi

Il mio primo libro di questo breve mese dell’anno prevedeva la lettura di un romanzo la cui copertina era già un’attrazione piuttosto forte, pur di resistergli. Perciò, senza pensarci due volte, mi sedetti sulla mia poltrona preferita, e assieme a un capostipite della lettura americana classica e contemporanea, mi sarei cibata dell’esordio promettente di Arianna Cecconi. In una manciata di giorni, mi sono limitata all’essenziale: leggere la storia che la sua autrice si porta dentro. E, in quasi duecento pagine, descrive qualcosa che in un certo senso non porta quella ventata d’aria fresca di cui confidavo di essere invasa, piuttosto ci induce a vedere cosa effettivamente succede quando si serbano così a lungo i ricordi, nella speranza che essi non siano strappati dall’oblio più in fretta di quel che credevamo.
Questo è solo l’inizio di ciò che ci riserveranno queste pagine. Una lettura semplice, emotiva, descritta con una certa sensibilità che, devo dire, mi sono diretta per caso, e scrutando la sua anima constatato come un segno non ha lasciato. No, purtroppo. Quanto belle e delicate siano state le parole, l’emozioni intrappolate in una cortina di ricordi, leggende, proverbi antichi, quanto solitario aggregato che è stato infilato nel vano di un cuore qualunque ma che disgraziatamente nel mio non è rimasto. Non ho motivo di sospettare che me lo sia fatta scappare, determinato a restare finchè qualcuno avrebbe prevalso su tutto. Eppure, sebbene lo svelamento di questi oscuri segreti, che hanno girato e rigirato mediante espedienti magici, fermandosi ogni tanto in un punto a caso, il tutto mi è sembrato così opaco che mi ha impedito di restarne del tutto indifferente. Inquadrando nel mirino chiunque sia stato protagonista di certi eventi, conscia che, se non fossi stata sedotta dalla sua splendida copertina, non ne sarei rimasta così distaccata.


Titolo: Teresa degli oracoli
Autore: Arianna Cecconi
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: 16 €
N° di pagine: 208
Trama: Teresa custodisce da sempre un segreto di cui è ormai l’unica depositaria. E’ vecchia, ostinata, e quando intuisce che la sua mente e la sua memoria si sono fatte labili, decide di non mettere a repentaglio ciò che ha tenuto nascosto per una vita intera. Così una sera si sdraia nel letto e non si alza più: per dieci anni, “zitta e immobile, fissava quello che gli altri chiamavano vuoto e che lei aveva imparato a interpretare”. La sua famiglia però, ostinata, porta il letto al centro del salotto e dell’esuberante vita della casa, che è tutta al femminile: oltre a Teresa, ci sono le figlie, Irene e Flora, la cugina Rusì, la badante peruviana Pilar e Nina, la nipote. E’ lei a raccontare la loro storia, che inizia nel momento in cui la nonna si sta spegnendo e le cinque donne le si stringono intorno per vegliarla. Prima di andarsene, Teresa regala quattro oracoli – uno portato dal vento ( come quello che indicò a Ulisse la via del ritorno), uno scritto sulla sua pelle ( come la tradizione tramanda sia avvenuto a Epimenide), uno fatto di nebbia e di poesia ( come al cospetto della Piza di Delfi), uno che diventa fulmine (secondo la tradizione della Sibilla Eritrea) … Sono oracoli che sciolgono il nodo che blocca le loro esistenze, liberandole dalle paure, dal senso di colpa, dal passato, dall’incapacità di affacciarsi sul proprio futuro. E, liberando le loro esistenze, Teresa libera finalmente se stessa.

domenica, dicembre 29, 2019

Gocce d'inchiostro: Il colibrì - Sandro Veronesi

Da una finestra virtuale dall’aria luminosa ma vaporosa Sandro Veronese comparve come un fantasma, si presentò con un piccolo e breve romanzo e per qualche giorno mi condusse nel magico luogo dove tutto ciò che accadde accadrà per un motivo. Leggere la società circostante. In tutta sincerità, di libri attuali e realistici ne leggo a bizzeffe, e ciò che espugna Il colibrì a mio avviso non possiede nulla di nuovo, sorprendente o sconcertante che si discosta da altri romanzi. Cornici che ho visto trovarsi all’altezza delle mie aspettative, della mia personalissima visione, che senza alcun intervento o disturbo, il meccanismo che si aziona è un guadagno per comprendere meglio e affondo ciò che ci circonda.
Il pregio di questo romanzo è certamente lo stile; intorno a una storia il cui lirismo, la cui poesia ricorda quella di Siddharta si dipanano le vicende di un uomo comune, un po’ solitario e sfortunato la cui vita prese un giorno una svolta decisiva.
Senza fare troppi spoiler, il risultato è un sufficiente modo di interpretazioni di una realtà attualissima ma distorta, che per certi versi resta attaccata a chi legge, ma poi ci scivola addosso come niente fosse. E da qui, il mio parere non propriamente entusiasta ma rubato da pensieri frastagliati di ciò che ha significato più per me la sua lettura. La gente che l’ha letto prima di me è stata davvero entusiasta. Io non proprio, ma tutto sommato soddisfatta per la sua utilità, che solo a quel punto mi ha staccato dal mondo e portato via.

Titolo: Il colibrì
Autore: Sandro Veronesi
Casa editrice: La Nave di Teseo
Prezzo: 20 €
N° di pagine: 368
Trama: Il colibrì è tra gli uccelli più piccoli al mondo; ha la capacità di rimanere quasi immobile, a mezz’aria, grazie a un frenetico e rapidissimo battito alare ( dai 12 agli 80 battiti al secondo ). La sua apparente immobilità è frutto piuttosto di un lavoro vorticoso, che gli consente anche, oltre alla stasi assoluta, prodezze di volo inimmaginabili per altri uccelli come volare all’indietro… marco Carrera, il protagonista del nuovo romanzo di Sandro Veronesi, è il colibrì. La sua è una vita di perdite e di dolore; il suo passato sembra trtascinarlo sempre più a fondo come un mulinello d’acqua. Eppure Marco Carrera non precipita: il suo è un movimento frenetico per rimanere saldo, fermo e, anzi, risalire, capace di straordinarie acrobazie esistenziali.

lunedì, novembre 18, 2019

Gocce d'inchiostro: La vita bugiarda degli adulti - Elena Ferrante

La produzione ferrantiana nel mio piccolo ma sgargiante mondo si era conclusa ad inizio anno quando conclusi di leggere ogni opera pubblicata da questa autrice. Mi ci è voluto un pó di tempo per riprendermi dal dolore di ferite ancora aperte, ma mi sono ripresa nell'immediato. Il mio povero cuore, oramai lo sa, quando si imbatte in romanzi di questo tipo, desidera trovare un posto tutto suo. Era stato con Lila e Lenù, poi con il carosello di personaggi della trilogia de L'amore molesto, e infine con l'ultima fatica letteraria recentemente pubblicato da edizioni EO. Il proposito di leggere ciò non mi abbandonó dunque nemmeno per un secondo, e richiamata per un nuovo sbocco narrativo, un nuovo avvento di un epoca che non si discosta poi molto da quella narrata ne L'amica geniale, ho ascoltato ogni cosa con precisione e franchezza, e lentamente rattristata con le parole.





Titolo: La vita bugiarda degli adulti
Autore: Elena Ferrante
Casa editrice: E/O
Prezzo: 19 €
N°di pagine: 336
Trama: Il bel viso della bambina Giovanna si è trasformato, sta diventando quello di una brutta malvagia adolescente. Ma le cose stanno proprio così? E in quale specchio bisogna guardare per ritrovarsi e salvarsi? La ricerca di un nuovo volto, dopo quello felice dell’infanzia, oscilla tra due Napoli consanguinee che però si temono e si detestano: la Napoli di sopra, che s’è attribuita una maschera fine, e quella di sotto, che si finge smodata, triviale. Giovanna oscilla tra alto e basso, ora precipitando ora inerpicandosi, disorientata dal fatto che, su o giù, la città pare senza risposta e senza scampo.

lunedì, ottobre 07, 2019

Gocce d'inchiostro: Rossovermiglio - Benedetta Cibrario

Come può essere l'andamento di una storia, quando la si dimentica completamente? Ecco l'unica cosa a cui riesco a pensare. Impensierita da quanto poco l'avevo ricordata e da quanto poco lei ricordasse di me, tornai nella Torino del 1928 rendendomi conto delle difficoltà con cui la vita può essere una cosa piuttosto che un'altra e della casualità con cui si crea il destino...
E anche come e quanto può sembrare accidentale quando le cose non vanno a finire come si desiderava.
Ho accolto così questa lettura consapevole di non dover aspettarmi niente, sebbene il linguaggio sofisticato, delicato, ammaliante. Ma con l'illusione che questa volta non mi ci sarei persa completamente con la testarda convinzione di non poter abbeverarmi di qualcosa che ho sentito come mio solo a metà.




Titolo: Rossovermiglio
Autore: Benedetta Cibrario
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: 7,50 €
N°di pagine: 213
Trama: La protagonista del romanzo è una giovane donna appassionata e ribelle, ma è cresciuta in una famiglia - e in un ambiente - dove l’eleganza, la compostezza, la sobrietà e il rigore sono più che dei valori, sono l'unica forma di vita concepibile. Appena ventenne, accetta dunque un matrimonio combinato per lei dal padre. Non sarà una scelta felice, probabilmente anche perché il destino ha messo sulla strada l'affascinante ed enigmatico Trott, che nell'arco di un decennio, con tre impreviste apparizioni, comprometterà definitivamente il precario equilibrio del suo matrimonio. La protagonista infatti incarna un momento di trasformazione di un'intera società: troppo moderna per adattarsi docilmente a proseguire nel solco tracciato dalle altre donne di famiglia e al tempo stesso troppo fragile e sopratutto troppo poco abituata a  dare ascolto ai sentimenti e alle emozioni, per vivere la propria ribellione sino alle estreme conseguenze. Ma è come se Trott l'avesse risvegliata da un incantesimo e fin dal primo incontro avesse innescato in lei un processo di cambiamento che non può più essere arrestato. Da qui la scelta di trasferirsi da sola nella campagna senese, a San Biagio, abbandonando una città, Torino, che sta rapidamente cambiando sotto l'impulso della nascente industria, e un marito che ha sempre sentito estraneo e che la tradisce sfacciatamente.

giovedì, giugno 20, 2019

Gocce d'inchiostro: Non fa niente - Margherita Oggero

Non mi aspettavo certamente alcun tipo di risposta, dopo che avevo deciso di fiondarmi fra le pagine di uno dei tanti romanzi di Margherita Oggero, sebbene le premesse della trama erano poco allettanti. Non avrei dovuto aspettarmi strette di mano, abbracci teneramente che circondano la vita, coperta da una folta sfilza di eventi.
Se io mi fossi rifiutata di leggere Non fa niente non penso avrei avuto l’opportunità di ascoltare la storia di due donne, apparentemente forti ma fragili, in cui è evidentissima l’intenzione della sua autrice di farcele conoscere esattamente così come sono. Ma quel reciso rifiuto del cuore scrupoloso mi scoraggió. La loro condizione di coinquiline e amiche pose a questo romanzo, un aura intimistica, sentimentale, quasi seducente, che mi sembrava ingiusto non poter esercitare con qualunque pressione di qualunque natura che la Oggero adopera con maestria e leggiadra, specie nella maggior condizione d’evitarle. Liberarsi da questa stretta è stato dunque così difficile, sebbene sia durata solo per qualche giorno, e così mi trattenni lasciandomi libera di sorvolare i cieli di un luogo famigliare ma lontano. Visibile ma imperscrutabile, come l’anima dei suoi protagonisti che non trovano nemmeno la forza per poterla rifiutare ogniqualvolta si presentava una situazione che in qualche minuto avrebbe potuto essere superata.
Titolo: Non fa niente
Autore: Margherita Oggero
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: 12 €
N° di pagine: 244
Trama: Nel 1933, in uno dei momenti più cupi per l’Europa, Esther ha dovuto lasciare Berlino, il suo innamorato, ogni promessa di futuro. Ora è una giovane donna colta, la cui eleganza sconcerta l’ arcigna suocera piemontese. Rosanna invece è cresciuta in mezzo alle risaie, non ha potuto studiare e la sua bellezza le ha giocato un brutto tiro trasformandola in fretta in una creatura ansiosa di cambiare la sua esistenza. Cos’abbiano in comune due donne così, non ci vorrà molto a scoprirlo. Sono vive nonostante tutto, profondamente capaci di amare e d’insegnarsi qualcosa l’un l’altra. Un giorno Ester domanda a Rosanna di aiutarla ad avere un figlio, << come nella Bibbia fece Agar per Abramo e Sara >>. Intanto il mondo va avanti e le interroga senza risparmiarle; dalla guerra alla Torino postbellica che si avvia alla ricostruzione, passando per Bartali e Togliatti, gli anni passeranno veloci, fino alla caduta del muro di Berlino. È la vita che corre, la vita di due amiche che non saranno mai più sole.

venerdì, maggio 10, 2019

Gocce d'inchiostro: Un caso speciale per la ghostwriter - Alice Basso

A intervalli regolari di un anno, mi sono allontanata dalla mia scontrosissima amica Vani Sarcia, interrompendo o rimandando letture che languivano sullo scaffale da tempo. Del resto, pensare di poter accomiatarsi facilmente da una ghostwriter di questo calibro, furba, nerd patentata, una specie di capolavoro della Natura, il suo diamante meno tagliato, la prova vivente di dove la mano di Dio non abbia potuto giungere a compimento, è stato un gesto piuttosto ingenuo da parte mia.
Non bisognava evitare il momento in cui sarei giunta alla fine, ma l'ultimo lavoro di Alice Basso è un opera a dir poco grandiosa la cui lettura ha sprigionato una melodia che fa venir voglia di rimandare quel momento fatidico da cui saremo costretti a separarci da Vani, Riccardo, il commissario Berganza, Morgana e lasciarli andare. Perlomeno questa è stata la mia esperienza di lettura con questa ultima fatica dell'investigatrice ficcanaso Vani Sarcia, che si è aggrappata alle parole come scialuppa di salvataggio dinanzi a un mare in tempesta. 
Pazienza se tutto si è ormai volto al termine. Da Vani, a Torino, potrò tornarci quando voglio e come mi pare. Ma adesso che ripongo queste poche righe, non posso fare a meno di spiegare quel senso di vuoto che attanaglia le mie viscere.

Titolo: Un caso speciale per la ghostwriter
Autore: Alice Basso
Casa editrice: Garzanti
Prezzo: 17, 90 €
N° di pagine: 384
Trama: Per Vani le parole sono importanti. Nel mondo in cui una persona le sceglie o le usa, Vani sa leggere abitudini, indole, manie. E sa imitarlo. Infatti Vani è una ghostwriter; riempie le pagine bianche di scrittori di ogni genere con storie, articoli, saggi che sembrino scaturiti dalla loro penna. Una capacità innata che le ha permesso di affermarsi nel mondo dell'editoria, non senza un debito di gratitudine e nei confronti dell'uomo che, per primo, ha intuito la sua bravura: Enrico Fuschi, il suo capo. Non sempre i rapporti tra i due sono stati idilliaci, ma ora Vani, anche se non vorrebbe ammetterlo, è preoccupata per lui. Da quando si è lasciato sfuggire un progetto importantissimo non si è fatto più vivo: non risponde al telefono, non si presenta agli appuntamenti, nessuno sa dove sia. Enrico è sparito. Vani sa che può chiedere l'aiuto di una sola persona: il commissario Berganza. Dopo tante indagini condotte fianco a fianco, Vani deve ammettere di sentirsi sempre più legata all'uomo che l'ha scelta come collaboratrice della polizia per il suo intuito infallibile. Insieme si mettono sulle tracce di Enrico. Tracce che li porteranno fino a Londra, tra le pagine senza tempo di Lewis Carroll e Arthur Conan Doyle. Passo dopo passo, i due scoprono che Enrico nasconde segreti che mai avrebbero immaginato e, soprattutto, che ha bisogno del loro aiuto. E non solo lui. Vani ha di fronte a sé un ultimo caso da risolvere e fra le mani, dalle unghie rigorosamente smaltate di viola, stringe le vite di tutte le persone a cui ha imparato a voler bene.

domenica, aprile 28, 2019

Gocce d'inchiostro: La manutenzione dei sensi - Franco Faggiani

Le storie bucoliche, realistiche, intime e profonde eseguono con cura una certa importanza, e non c'è stato caso in cui una storia di questo calibro abbia deluso le mie aspettative, inducendomi ad abbandonare la rotta a metà strada o abbia sciupato un occasione che alla fine non si è rivelata esattamente così. Sono racconti che raggruppano un frammento di anima, svegli, non propriamente allegre, ma che sedimentano nell'animo uno stato di dolce malinconica rassegnazione.
La storia di Faggiani non aveva nessuna soggezione in presenza di lettori di qualunque sesso, razza o età. Io stessa riconosco il suo potere, esercitato su gran parte di individui, e pare che non conosca neanche i concetti di <<superiore >> e <<inferiore>>.
Presso le montagne in cui si snodano le vicende di Leonardo Guerrini tuttavia non si è rispettato quel tipo d'intimità di cui parlavo prima. Non sono un critico letterario, ne una prolifica scrittrice di romanzi bucolici, ma La manutenzione dei sensi non ha rispettato i sensi conformi ai miei gusti letterari. Faggiani scrive che quella narrata è una storia prettamente realistica e scrivere questo romanzo gli dà un certo onore.
La mia anima di lettrice tuttavia è priva di quell'entusiasmo che ha accumunato gran parte dei lettori, non tanto per come è stato scritto il romanzo piuttosto per ciò che la sua lettura esortisce. E, a discapito di un forte senso di empatia, dispiacere, in sostanza ho visto La manutenzione dei sensi come quel suono che arriva a un punto ma non consolida nel senso più intimo e graffiante per la mia anima.

Titolo: La manutenzione dei sensi
Autore: Franco Faggiani
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 16 €
N° di pagine: 250
Trama: A un incrocio tra casualità e destino si incontrano Leonardo Guerrieri, vedovo cinquantenne, un passato brillante e un futuro alla deriva, e Martino Rochard, un ragazzino taciturno che affronta in solitudine le proprie instabilità. Leonardo e Martino hanno origini ed età diverse, ma lo stesso carattere appartato. Il ragazzo, in affido temporaneo, non chiede, non pretende, non racconta: se ne sta per i fatti suoi e non disturba mai. Alle medie, però, a Martino, ormai adolescente, viene diagnosticata la sindrome di Asperger. Per allontanarsi dalle sabbie mobili dell'apatia che sta per risucchiare entrambi, Guerrieri decide di lasciare Milano e traslocare in una grande casa, lontana e isolata, in mezzo ai boschi e ai prati d'alta quota, nelle Alpi piemontesi. Sarà proprio nel silenzio della montagna, osservando le nuvole in cielo e portando al pascolo gli animali, che il ragazzo troverà se stesso e il padre una nuova serenità. A contatto con le cose semplici e le persone genuine, anche grazie all'amicizia con il burbero Augusto, un anziano montanaro di antica saggezza, padre e figlio si riscopriranno più vivi, coltivando con la forza le rispettive passioni e inclinazioni.

venerdì, aprile 26, 2019

Gocce d'inchiostro: Miden - Veronica Raimo

Appena Veronica Raimo smise di parlare, dall'altra parte non giunse più alcun suono. Sembrava fossi sprofondata in un altro mondo, in un luogo incredibilmente silenzioso. Si trattava forse dello stupore, dell'ammirazione, che si agitavano ancora in me come un vuoto che assorbiva tutte le emozioni del mio corpo perfettamente insite sin la parte più profonda del mio essere.
Penso che pochi romanzi mi abbiano lasciato senza parole. Non sono il tipo che si lascia impressionare tanto facilmente, né che si lascia abbindolare da qualunque critica o parere entusiastico, specie se il romanzo o la storia in proposito ha origini italiane. Eppure, sebbene abbia usato un simile comportamento persino con Miden, ogni cosa alla fine è finito in quello spazio pieno di suggestioni incomprensibili. Non volevo che la conversazione fra me e la Raimo terminasse. Ma l'autrice è stata così brava a non rivelare niente, a indurre il lettore a non dire niente, leggere in silenzio fin quando non avrebbe avuto risposte alle sue innumerevoli domande, che non udì nient'altro che il battito agitato del mio cuore…. O forse era quello del romanzo?

Perché leggendo Miden si ha come la sensazione di essere diventati ladri spregevoli che, in una sera di fine aprile, si era insinuato in casa altrui. Nascosto nell'ombra, trattenendo il respiro, aspettando che qualunque abitante di questo piccolo paesino si svegliasse. Provando a mettersi nei loro panni. temporeggiando al punto in cui avremmo trovato una soluzione. Quella definitiva.

Titolo: Miden
Autore: Veronica Raimo
Casa editrice: Mondadori
Prezzo: 18, 50 €
N° di pagine: 200
Trama: E' un mattino cristallino come tanti a Miden. Una ragazza bussa alla porta di una coppia con un'accusa di abuso sessuale. L'accusato è il suo ex professore di filosofia. La compagna del professore aspetta un figlio. Sono entrambi approdati a Miden da un paese straniero, sprofondato nel Crollo: una devastante crisi economica. Miden è la società ideale che li ha accolti, un nuovo Eden di eguaglianza e benessere, una piccola comunità laica e razionalista, tanto solidale quanto inflessibile. Il professore e la studentessa hanno avuto una storia in passato. Ma è solo a due anni di distanza che la ragazza si rende conto di aver riportato un trauma da quel rapporto. La denuncia scuote la felice comunità di Miden, dove ogni anomalia che ne alteri il candore viene dibattuta e corretta, ogni trauma riconosciuto e risolto per il bene comune. I tre protagonisti si ritrovano al centro di un'indagine. Amici e colleghi si trasformano in un tribunale che deciderà delle loro vite. E, nell'attesa del verdetto, tutte le certezze della coppia si corrompono, così come il futuro che sognavano per il loro figlio.

sabato, aprile 20, 2019

Gocce d'inchiostro: Accabadora - Michela Murgia

Non dedico grande attenzione ai romanzi antropologi, o, per lo meno, a quel di tipo di letteratura che getta una luce particolare su popoli, culture, razze diverse. Oltre che alle loro modalità di pensiero, tale discorso è soprattutto relativo a constrinzioni o imposizioni. Non proprio elementi di semplice digestione, ma una quantità sufficiente per farmi giudicare positivamente o meno un romanzo.
Il romanzo di Michela Murgia fa parte di quella categoria di romanzi che attendono il momento più adatto per essere letti. Si trattano di letture veloci, rapide, ma intrise di dramma, riti spirituali o bellici che limita l'attenzione più al suo contenuto che alla sua quantità. Accabadora né è uno di questi, e non solo i temi trattati sono piuttosto attuali, ma adesso che ho letto a fondo questa sua opera, combino in questa recensione quegli elementi primordiali che mi portino dritto dritto una certa strada. E la Murgia devo dire ha scritto questo piccolo gioiellino magistralmente, creando dal nulla una storia realistica ma originale, proiettando su carta ogni rimasuglio della sensibilità con cui ha scritto queste pagine di cui le stesse parole vanno oltre i sentimenti. L'emozioni che vi sono nascoste nel più intimo dell'essere.


Titolo: Accabadora
Autore: Michela Murgia
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: 12 €
N° di pagine: 166
Trama: Perché Maria sia finita in casa di Bonaria Urrai, è un mistero che a Soreni si fa fatica a comprendere. La vecchia e la bambina camminano per le strade del paese seguite da uno strascico di commenti malevoli, eppure è così semplice: Tzia Bonaria ha preso Maria con sé, la farà crescere e ne farà la sua erede, chiedendole in cambio la presenza e la cura per quando sarà lei ad averne bisogno. Quarta figlia femmina di madre vedova, Maria è abituata a pensarsi, lei per prima, come "l'ultima". Per questo non finiscono di sorprenderla il rispetto e le attenzioni della vecchia sarta del paese, che le ha offerto una casa e un futuro, ma soprattutto la lascia vivere e non sembra desiderare niente al posto suo. "Tutt'a a un tratto era come se fosse stato sempre così, anima e fili'e anima, un mondo meno colpevole di essere madre e figlia". Eppure c'è qualcosa in questa vecchia vestita di nero e nei suoi silenzi lunghi, c'è un'aura misteriosa che l'accompagna, insieme a quell'ombra di spavento che accende negli occhi di chi la incontra. Ci sono uscite notturne che Maria intercetta ma non capisce, e una sapienza quasi millenaria riguardo alle cose della vita e della morte. Quello che tutti sanno e che Maria non immagina, è che Tzia Bonaria Urrai cuce gli abiti e conforta gli animi, conosce i sortilegi e le fatture, ma quando è necessario è pronta a entrare nelle case per portare una morte pietosa. Il suo è il gesto amorevole e finale dell'accabadora, l'ultima madre.

giovedì, aprile 18, 2019

Amori di carta: Elena Ferrante

Per diversi mesi non mi sono azzardata a preannunciarmi su quell'autore o quell'autrice che presto o tardi sarebbe stato la protagonista/ il protagonista di un nuovo appuntamento della rubrica Amori di carta. L'ho rinchiusa ermeticamente nei miei pensieri che quasi l'avevo dimenticata. La questione concerne semplicemente che, fra gli scaffali strapieni della mia libreria, non vi è entrato a far parte alcun autore di cui ancora non vi ho parlato. Un autore che conosco abbastanza bene da elargire e tessere lodi, ed è come se - pur non avendo alcun << movente >> - avessi accantonato questo mio nuovo progetto, facendolo quasi uscire di scena. Il mese scorso, tuttavia, la dolce e romantica Paullina Simmons aveva fatto irruzione nelle stanze polverose del mio animo scaldando il mio cuore con una melodia che è arrivata dritto dritto nel mio animo; essendo stata, per così dire, protagonista indiscussa di questa rubrica, dopo mesi e mesi che non la estraevo dalle più oscure profondità dell'abisso, quest'oggi eccomi nuovamente qui pronta a controbilanciare la tenebra di quel momento sostituendola con una fervente attività. Accogliere Elena Ferrante, quindi, è stato l'equivalente di entrare in me stessa, non potendo più concepire di trascurare o tralasciare qualcosa o qualcuno che amo molto. Ed è precisamente altrove che mi sono trovata con Lena e Lenù, ma anche con Olga, Delia, Rosaria, la stessa autrice, sebbene l'autrice non lo verrà mai a sapere.

Perciò, in questo pomeriggio d'inizio aprile, come se guidata da volontà mistica, mi sono avvicinata agli scaffali della mia strapiena libreria e, arrestandomi, come in omaggio ai primi mesi dell'anno, ho preso il primo volume de L'amica geniale e ho osservato attentamente. Che cosa ho visto in queste pagine?

martedì, aprile 02, 2019

Romanzi su misura: Marzo

Quando si leggono tanti libri, specie se il lasso di tempo è piuttosto breve, non riesco mai a dare un vero e proprio fondamento alle mie sensazioni. In questi momenti è come se non provassi niente, o, per meglio dire, come se dei libri letti serbassi semplicemente splendidi ricordi, o idee insulse. La rubrica de i Romanzi su misura, ben o male mi aiuta a riflettere e a stilare una classifica che mi permetta di comprendere la sola cosa più importante: cosa è per me un romanzo. Se bello o brutto tutto sommato non ha poi una certa importanza; ebbene, scrutare l'anima di quel romanzo, comprendere appieno i motivi per cui è stata concepita e, in particolare, i motivi che indussero a chi lo scrisse a scriverlo in un certo modo.
Sfogliando la mia agenda ho constatato che di libri belli, in questo terzo mese dell'anno, ce ne sono stati davvero tanti. Così come di un certo spessore sono il numero di opere con cui ho trascorso piacevolissimi pomeriggi, all'insegna del tedio e della monotonia.
E, dopo quest'attenta riflessione, forse è giunta l'ora del vostro di momento! Sarebbe ora di condividere quelli che sono stati i miei amici d'inchiostro. Ed ecco che vi do il benvenuto, spalanco una finestra virtuale, e mi sento felice J

Sfide letterarie:



Una lettura davvero bellissima, sensazionale ed emozionante che, in una dolce confusione dei sensi, trascina in attimi di vita comuni, fuggendo nella veridicità delle cose. Nel fantasmagorico teatrino messo su dalla stessa Mame che potrebbe generare una certa confusione, in una semplice e malconcia enciclopedia o in un tacito contatto di sentimenti e amore, col cuore ammutolito e deliziato dalla sua pienezza.
Valutazione d'inchiostro: 4



sabato, novembre 03, 2018

Gocce d'inchiostro: Il diavolo nel cassetto - Paolo Maurensig

Riconosco ancora una volta come le vicende più strambe, surreali, impensate,
non sfiorino semplicemente la mia anima semplice e appassionata: posso affermare con certezza che il mio spirito si bea di certe storie, seppur consapevole che molti lettori non vedono ciò che vedo io. L'episodio tormentoso di questi giorni ha avuto come protagonista un autore di cui ho sentito e letto elogi da ogni dove, ma che, fra gli scaffali della mia strapiena libreria, era ancora piuttosto sconosciuto.
Ma forse ho ragione ogni tanto nel pensare che certi romanzi hanno bisogno del suo momento, per raccontarsi, e quest'ultima opera pubblicata da Maurensig è giunta nel momento più proprizio. Letta e divorata in una sera, qualunque siano le ragioni, a me ha conquistato parecchio. Ed rievocando le magiche, spettacolari atmosfere di Murakami Haruki - perlomeno a me ha ricordato questo - una buona dose di aspettative, sorprese, pensano siano le migliori compagne da tenere strette per la felicità di quei giorni in cui acquisterò finalmente La variante di Lunderberg; e nel mio silenzio spero di osannarlo anch'io come dovrà essere.


Titolo: Il diavolo nel cassetto
Autore: Paolo Maurensig
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: 13, 50 €
N° di pagine: 114
Trama: Quando la pace dei boschi è percorsa da un fremito improvviso di rabbia silvestre, e di notte le volpi sembrano mettere sotto assedio il villaggio, forse bisognerebbe credere a una premonizione. In quel villaggio svizzero che vive da sempre in armonia, tutti e mille gli abitanti si sentono scrittori. Ma l'uomo che sta arrivando è il diavolo in persona. Le sue sembianze, neanche a dirlo, sono quelle di un editore.

giovedì, ottobre 25, 2018

Gocce d'inchiostro: Cuore nero - Amabile Giusti

Senza il minimo motivo, mentre altri lettori forse saprebbero dare una risposta più esaustiva della mia, non nascondo che ho deciso di rileggere un romanzo che non leggevo da quando avevo diciassette anni. E che, sebbene io sia cambiata, le mie letture adesso prevedono un filone molto più maturo, ricco e vasto, non nego che anche questa volta Cuore nero abbia svolto un certo ruolo.
Questa lettura è stata puramente casuale. Per una challange indetta su Facebook avrei dovuto leggere un romanzo con del sangue in copertina. E quale romanzo, se non quello della Giusti poteva non rivelarsi la lettura più adatta? Forse avrei meritato di meglio fra le mani, lo confesso. Quando non si è più avvezzi a certi tipi di romanzi, sono quasi sempre negativi i pensieri che vorticano attorno …. Tuttavia è stata quella lettura che mi ha scelto, la prescelta. E ciò che avrei dovuto fare era semplicemente volgere le spalle a un mondo di cui non rinnego quasi tutto, pagando qualunque conseguenza per questa mia scelta, raccontando tutto e subito.



Titolo: Cuore nero
Autore: Amabile Giusti
Casa editrice: Delai Editore
Prezzo: 22 €
N° di pagine: 523
Trama: A diciassette anni ci si può imbattere nel vero amore? E ciò che si chiede Giulia quando quel sentimento irrompe nella sua vita. Prima di allora era una ragazza indipendente, segnata dal burrascoso divorzio dei genitori, con una visione tutt'altro che romantica dei rapporti sentimentali. Finché non si prende una cotta tremenda per Max, un compagno di scuola, e la sua razionalità inizia a vacillare. Lei, di solito brillante e decisa, si sente stupida e confusa. Eppure lui è fin troppo pieno di se, non il suo tipo, anche se è terribilmente attraente, e Giulia fa di tutto per reprimere le proprie emozioni e dimenticare la loro breve, insignificante storia. Una sera, mentre porta a passeggio il cane, incontra Victor, un ragazzo dall'accento francese che, sbucato dal nulla, le dice di essersi trasferito a Palmi da poco con la madre e la sorella. Biondi e pallidissimi, i tre sembrano avvolti da un mistero: escono solo di notte e abitano nella Villa dell'Agave, una vecchia casa dalla fama sinistra. Da quel momento, inaspettatamente, Max ricomincia a corteggiarla, e non solo: fa di tutto per metterla in guardia da Victor, come se sapesse qualcosa sul suo conto che non può rivelarle. Come mai i due si conoscono? Perché si detestano? Cosa nascondano entrambi? Trascinata da una passione irrefrenabile, Giulia piomberà in un mondo che credeva relegato alla leggenda e alla fantasia, un mondo abitato da esseri misteriosi assetati di sangue, che attraversano i secoli lottando per sopravvivere.

lunedì, aprile 30, 2018

Gocce d'inchiostro: Non ditelo allo scrittore - Alice Basso

Mi sono sentita pronta, quasi euforica quando ho rivisto Vani Sarcia. Mi ha interrogato senza tregua, non mi ha mollato nemmeno per un istante, intuendo che dietro alla mia repentina visita ci fosse molto più di quel che credeva. La gente la repelle, scrittori frustati e incompresi ancor di più; c'è qualcosa che cospira contro di lei, oppure è il suo temperamento brusco e scontroso ad alienizzarla? Sento che molte domande, in questo terzo volume, avranno una giusta collocazione, quindi… Quindi io non ho potuto non bere questa sua terza indagine come tè fresco, vivendo, osservando, prendendo posto nella sua vita. Cosa mi ero immaginata in questo terzo capitolo? Assolutamente nulla di tutto ciò che ho letto, in cui mi sono figurata una ragazza sola e incompresa, ma per scelta!, che avrà problemi col prossimo, pensieri che sorvolano persino nell'ambito lavorativo, e, persino, crucci sentimentali.
Titolo: Non ditelo allo scrittore
Autore: Alice Basso
Casa editrice: Garzanti
Prezzo: 316
N° di pagine: 16, 90 €
Trama: A Vani basta notare un tic, una lieve flessione della voce, uno strano modo di camminare per sapere cosa c'è nella testa delle persone. Una empatia innata che Vani mai sopporta, visto il suo odio per qualunque essere vivente le stia intorno. Una capacità speciale che però è fondamentale nel suo mestiere. Perché Vani è una ghostwriter. Presta le sue parole ad autori che in realtà non hanno scritto i loro libri. Si mette nei loro panni. Un lavoro complicato di cui non può parlare con nessuno. Solo il suo capo sa qual è il ruolo di Vani nella casa editrice. E sa bene che il compito che le ha affidato è più di una sfida: deve scovare un suo simile, un altro ghostwriter che si cela dietro uno dei più importanti romanzi della letteratura italiana. Solo Vani può trovarlo, seguendo il suo intuito che non l'abbandona mi. Solo lei può farlo uscire dall'ombra. Ma per renderlo un comunicatore perfetto, lei che ama solo la compagnia dei suoi libri e veste sempre di nero, ha bisogno del fascino ammaliatore di Riccardo. Lo stesso scrittore che le ha spezzato il cuore, che ora è pronto a tutto per riconquistarla. Vani deve stare attenta a non lasciarsi incantare dai suoi gesti. Eppure ha ben altro a cui pensare. Il commissario Berganza, con cui collabora, è sicuro che lei sia l'unica a poter scoprire come un boss della malavita agli arresti domiciliari riesca comunque a guidare i suoi traffici. Come è sicuro che sia arrivato il momento di mettere tutte le carte in tavola con Vani. Con nessun'altra donna riuscirà mai a parlare di Chandler, Agatha Christie e Simenon come con lei. E quando la vita del commissario è in pericolo, Vani rischia tutto per salvarlo. Senza sapere come mai l'abbia fatto. Forse perché, come ha imparato leggendo La lettera scarlatta e Cyrano de Bergerac, ogni uomo aspira a qualcosa di più grande, che rompa ogni schema della razionalità e della logica.

domenica, ottobre 29, 2017

Gocce d'inchiostro: Il giglio d'oro - Laura Facchi

Titolo: Il giglio d'oro
Autore: Laura Facchi
Casa editrice: DeAgostini
Prezzo: 14, 90 €
N° di pagine: 330
Trama: Occhi viola come uno smalto Chanel, capelli bianchi come il ghiaccio e una strana macchia dorata a forma di giglio sulla spalla. Astrid è diversa da tutte le ragazze che conosce e l'ha sempre saputo. Per lei quel fiore che brucia sulla pelle è solo una delle tante stranezze che la rendono un tipo da cui è meglio stare alla larga. Nasconderlo è l'unico modo per sentirsi normale. Anche Kami, a miliardi di chilometri di distanza, vorrebbe sentirsi normale. E' il figlio del tiranno di Lundrea, che ha messo in ginocchio il pianeta, e cerca un modo per riscattare se stesso e il suo popolo. Kami e Astrid non si conoscono, ma sono più simili di quanto potrebbero mai immaginare. Perché Lundea e la Terra sono pianeti gemelli, uniti da un legame indissolubile di energia. Ogni volta che sulla Terra nasce una persona, ne nasce una anche su Lundea, e quando muore, anche il suo doppio subisce la stessa sorte. Nessuno è immune a questo meccanismo, tranne i Gigli d'Oro. Esseri unici e straordinari che ormai stanno diventando sempre più rari. E mentre Kami cerca il Giglio d'Oro che possa salvare la sua gente, Astrid, sulla Terra, scopre l'amore, proprio quando una verità eccezionale e spaventosa la scaraventa sull'orlo di un baratro in fondo al quale la attende una scelta dolorosa. La più dolorosa di tutta la sua vita.

martedì, settembre 26, 2017

Gocce d'inchiostro: Black Friars. L'ordine della chiave - Virginia De Winter

Titolo: Black Friars. L'ordine della chiave
Autore: Virginia De Winter
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 18 €
N° di pagine: 454
Trama: Axel Vandemberg, giovane crede al trono del regno più importante del Vecchio Continente, farebbe qualsiasi cosa per amore, anche picchiare uno dei suoi migliori amici. Imprigionato nel carcere degli studenti per una rissa, il suo unico, struggente pensiero è dedicato a Eloise Weiss, la ragazza cui ha consacrato la vita fin dall'infanzia. Axel non sa che il suo mondo sta per essere sconvolto dal fatale incontro con Belladore de Lanchale, una cortigiana dal fascino oscuro che ben presto imprigiona il ragazzo in una trama fitta di bugie e ricatti. Mentre Axel lotta contro la seduzione del male, la città pare farsi specchio dei suoi tormenti, trasformandosi in uno scenario di efferati delitti. Protetto dalla notte, tra i vicoli non ancora illuminati dalla luce a gas di una città ammantata di atmosfere gotiche, un assassino inafferrabile uccide giovani umane e bellissime vampire. Unica traccia utile alla Magistratura incaricata delle indagini è il macabro e accurato gioco dell'omicida, che ricompone i corpi delle vittime ispirandosi a celebri fiabe: Raperonzolo strangolata dalle sue lunghe trecce, la Bella Addormentata dilaniata dal morso del principe. Biancaneve avvelenata dalla mela...

lunedì, maggio 30, 2016

Gocce d'inchiostro: Non ora, non qui - Erri De Luca

Buon lunedì, sognalettori! Come state? Una nuova settimana è appena iniziata e, come faccio sempre, anche quest'oggi vorrei parlarvi di un romanzo che ho divorato in pochissimo tempo.
In un pomeriggio afoso e fervido, Non ora, non qui è stato quel genere di lettura che, se dovessi attribuirgli un aggettivo, inaspettato penso sia il più adatto. Una voce, in un coro di autori, che ha evocato un altro mondo, un altro tempo in cui ho potuto cogliere un carosello di immagini di svariato tipo. In silenzio, sotto la mano carezzevole dal tocco spiccatamente maschile di una delle voci italiane più acclamate degli ultimi tempi, turbando e inquinando il mio spirito repentinamente.

Titolo: Non ora, non qui
Autore: Erri De Luca
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: 7 €
N° di pagine: 96
Trama: " Mi torna alla mente il passato con parvenza di intero, per un bisogno di appartenenza a qualcosa, che stasera mi spinge verso di esso, verso una provenienza."

martedì, febbraio 02, 2016

Gocce d'inchiostro: Guida astrologica per cuori infranti - Silvia Zucca

Il romanzo della Zucca è stato quel genere di lettura che, io e la mia amica Elisa, abbiamo letto e scoperto per caso. Commedia rosa tutta all'italiana che, con spensieratezza, speranza e abbandono, ha offerto al nostro sguardo un arcobaleno inesauribile di colori. E dotato di un sottile incanto ma anche di un'ironia disarmante, è una storia semplice e a tratti banale che tuttavia mostra quanto sia facilmente influenzabile il linguaggio segreto delle stelle.

Titolo: Guida astrologica per cuori infranti
Autore: Silvia Zucca
Casa editrice: Nord
Prezzo: 16, 40 €
N° di pagine: 468
Trama: "Trent'anni passati da un po', single (NON per scelta) e con un impiego che offre ben poche prospettive di carriera, Alice Bassi accoglie la notizia del matrimonio del suo indimenticato ex come il proverbiale colpo di grazia. Se non fosse ancora abbastanza, nella piccola rete televisiva per cui lei lavora arriva Davide Nardi. Sguardo magnetico e sorriso indecifrabile, Davide sarebbe il sogno proibito di Alice… peccato sia stato assunto come «tagliatore di teste». Insomma: non ce n'è una che vada per il verso giusto. Ma poi Alice incontra Tio, un attore convinto di conoscere il segreto per avere successo: l'astrologia. Non quella spacciata sui giornali, bensì una «vera» lettura delle stelle, che esistono proprio per segnalarci i giorni più favorevoli per la sfera professionale o per farci trovare l'anima gemella. Seppur scettica, Alice decide di provare e inizia a uscire con uomini compatibili col suo segno zodiacale. Però, stranamente, l'affinità astrale non le impedisce di collezionare incontri sbagliati, fallimenti imbarazzanti e sorprese di cui avrebbe fatto volentieri a meno. Come non impedisce a Davide di diventare sempre più attraente. Tuttavia a lui Alice non osa chiedere di che segno sia. Perché ha paura che la risposta la deluda o, peggio, che la illuda. E perché, in fondo, spera che l’amore non abbia bisogno delle stelle per trovare la sua strada.

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