Quando un autore o autrice istiga la mia
curiosità, alimenta quel piacere intenso di sorvolare quei confini
inestricabili ma bellissimi della letteratura, in poco tempo può trasformarsi
in qualcosa di straordinario. Recentemente, nei miei salotti letterari e nel
mio blog, ho ospitato un uomo che, senza chiedere niente di particolarmente
importante, né niente di straordinario, fece della sua passione un lavoro che
lo condussero a valicare i confini di terre straordinarie ma violate. John
Steinbeck, quanto sostenne in più di una sua intervista, non aveva un metodo
particolare o preciso. Era semplicemente uno << psichiatra >> di
quella fetta di società che era costretta a sentire quasi in trance, anche per
contatto, quel male del secolo che gravava sulle loro coscienze come fardelli
troppo pesanti. Io stessa ho avvertito il mio essere e continuare ad esserci
per pura curiosità, che non ho riscontrato alcun problema per comprendere certe
cose. Non ho motivo di non credere che ciò che leggo non sia esclusivamente
romanzato. Forse i personaggi, alcuni luoghi ma non gli eventi. Io non ne
dubito.
La vita presto o tardi ci concede anche piccoli attimi di felicità. Pian della tortilla, nonostante lontanissimo da Furore o La valle dellEden, è un romanzo picaresco che è dotato di una sottike comicità, che proietta chi legge in uno scenario straordinariamente bello ma distante a cui ci si affida aggrappandosi a qualunque assetto comunicativo e sociale. È ovvio che l’esordio di un autore genera sempre qualche dibattito, ma in Steinbeck era già presente quella dote innata che scalciava per fuoriuscire. Il tempo presto gli avrebbe suggerito altre cose da fare, altri capolavori da scrivere, di cui pian piano la mia libreria si arricchirà esponenzialmente.
La vita presto o tardi ci concede anche piccoli attimi di felicità. Pian della tortilla, nonostante lontanissimo da Furore o La valle dellEden, è un romanzo picaresco che è dotato di una sottike comicità, che proietta chi legge in uno scenario straordinariamente bello ma distante a cui ci si affida aggrappandosi a qualunque assetto comunicativo e sociale. È ovvio che l’esordio di un autore genera sempre qualche dibattito, ma in Steinbeck era già presente quella dote innata che scalciava per fuoriuscire. Il tempo presto gli avrebbe suggerito altre cose da fare, altri capolavori da scrivere, di cui pian piano la mia libreria si arricchirà esponenzialmente.
Titolo:
Pian della tortilla
Autore: John Steinbeck
Casa editrice: Bompiani
Prezzo: 11 €
N° di pagine: 263
Trama: << Pian della Tortilla >> è il quartiere di Monterey in cui vivono i paisanos, un luogo dove sopravvivere è il fine primario. Discendenti dei primi californiani, formano una colonia di gente povera ma felice, di perdigiorno amorali ma intimamente inconscienti nelle cui vene si intreccia sngue messicano, indio e spagnolo. Tra questi vive Danny, che ha ereditato due case e vive con sette paisanos cui ha concesso il diritto di dimorare nelle sue proprietà. Le giornate passano tra bevute e corteggiamenti, truffe ed espedienti, mentre il lavoro viene considerato l’ultima risorsa per procurarsi i mezzi di sussistenza.
Autore: John Steinbeck
Casa editrice: Bompiani
Prezzo: 11 €
N° di pagine: 263
Trama: << Pian della Tortilla >> è il quartiere di Monterey in cui vivono i paisanos, un luogo dove sopravvivere è il fine primario. Discendenti dei primi californiani, formano una colonia di gente povera ma felice, di perdigiorno amorali ma intimamente inconscienti nelle cui vene si intreccia sngue messicano, indio e spagnolo. Tra questi vive Danny, che ha ereditato due case e vive con sette paisanos cui ha concesso il diritto di dimorare nelle sue proprietà. Le giornate passano tra bevute e corteggiamenti, truffe ed espedienti, mentre il lavoro viene considerato l’ultima risorsa per procurarsi i mezzi di sussistenza.

