Due letture estremamente
diverse ma simili, proiettate in uno scenario luminoso, scintillante, londinese
e un po’ vecchiotto, un viaggio nel più smeraldo dei mari, e tutt’intorno i
resti contorti di una vicenda amorosa, nel quale ho fatto perdere completamente
le mie tracce … ho vissuto in un Inghilterra che pulsa di fantasia, e che mi ha
permesso di vivere situazioni che non credevo mai di vivere. Non c’è stato più
alcun dubbio alle quali ho potuto aggrapparmi per addolcire questa sorpresa,
qualunque essa fosse, che mi aspettava. Ho letto così due romanzi di nazioni
diverse ma di genesi uguali, che certamente non mi ha fatto pensare a due
entità distante o separate ma a un unico insieme. Un classico e una graphic
novel che mi hanno fatta staccare dagli ormeggi della monotonia, della routine,
mi ha permesso di continuare a credere alla vocazione di cambiare il corso della storia americana, piombando nel cuore
di personaggi che alcuni mi sono rimasti attaccati, altri un po’ meno,
testimoniata dall’immensa solitudine nella vita di queste figure di carta e
inchiostro, che in una manciata di ore erano divenute persone.
Titolo: Il porto proibito
Autore: Teresa Radice e Stefano
Turconi
Casa editrice: Bao pubblishing
Prezzo: 27 €
N° di pagine: 319
Trama: Nell’estate del 1807,
una nave della marina di Sua Maestà recupera al largo del Siam un giovane
naufrago, Abel, che di sé ricorda soltanto il nome. Diventa ben presto amico
del primo ufficiale, facente funzioni di capitano perché il comandante della
nave è, a quanto pare, scappato dopo essersi appropriato dei valori presenti a
bordo. Abel torna in Inghilterra con l’Explorer, e trova alloggio presso la
locanda gestita dalle tre figlie del capitano fuggiasco. Ben prima che gli
possa tornare la memoria, però, scoprirà qualcosa di profondamente inquietante
su di sé, e comprenderà la vera natura di alcune delle persone che lo hanno
aiutato.

