martedì, giugno 10, 2025

Nella baia delle parole: Romanzi salutari parte 1

Di vita la letteratura ci conferisce degli splendidi tramonti. Come osservando una cartolina, si osservano questi splendidi paesaggi in cui la vita è strettamente legata alle sorti di gruppi di anime, creature che si incontrano o si scontrano nella lotteria della stessa e che, entrando in contatto, concedono un po di libertà alla gente, il nucleo primordiale di queste storie in cui si tenta di scovare forme di indipendenza.

La vita, come dicevo, è strettamente legata alle storie che leggiamo, alle storie che ci piace vivere, forgiando o creando un impero in cui le parole danzano su carta, contro ogni dissenso o richiesta di maggiore autonomia. Suddiviso in due parti, questa la prima parte di quei romanzi in cui la parola vita è strettamente legata non solo alla sua importanza, ma anche alla lotta di svariati territori, quelli perlopiù dell’anima, che reprimono o spazzano via ogni entità maligna.

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Come dimenticare le avventure del piccolo Philip Pirrip, detto Pip, che, molti anni fa, raggiunse i cancelli frastagliati della mia casa, dove si sono raggruppati altri diavoli prima di lui, esibendo una certa dose di fascino mista a malinconia, in attesa che la mano benevola di qualche benefattore lo scegliesse per scaricare le proprie fortune su questo sfortunato ragazzo?!?


Titolo: Grandi speranze

Autore: Charles Dickens

Casa editrice: Oscar Mondadori

Prezzo: 10, 50€

N° di pagine: 656

Trama: La misteriosa fortuna che la sorte assegna all'orfano Pip, il suo altezzoso rifiuto dei vecchi amici, le sventure e le sofferenze che segnano il suo percorso esistenziale verso una consapevole maturità costituiscono la base di un racconto ove il senso di colpa e la violenza si fondono con spunti grotteschi nei quali la commedia assume connotazioni caustiche e crudeli. Dal momento in cui, nelle spettrali paludi del Kent, Pip si imbatte in Magwitch, un forzato evaso, fino all'ultimo incontro con la bella e cinica Estella che suscita in lui emozioni e turbamenti, il lettore si trova coinvolto in una vicenda tanto drammatica quanto affascinante.

domenica, giugno 08, 2025

Gocce d'inchiostro: Giustizia - Fredrick Durrenmatt

Quando si leggono testi in cui il sistema che li sorregge è corrotto da forme belliche devastanti e crudeli, nell’immediato si creano delle barriere che, costruiti attorno come una specie di fortezza, avrebbero dovuto fornire nuove idee, nuove forme democratiche. Il romanzo inchiesta in cui Durrenmatt fu impegnato a scrivere e a revisionare per quasi vent’anni, era proiettato su un sistema molto simile a quello di cui vi facevo prima cenno, un sistema condotto da Napoleone che fece piazza pulita e da cui nacquero nuove forme ideologiche che avrebbero dovuto condurre alla prosperità, alla rinascita. Eppure l’epoca ritratta in questo testo continuava ad essere sorretto da forme politiche in cui gli uomini continuavano a compiere gesti immorali. Per l’autore però la vita era priva di valore, intrinseca ad alcunchè, asserendo o conforme all’uomo come attore di un mondo che recita una parte in cui è responsabile di ogni gesto o azione. Gesti a volte folli, altre volte sconsiderati da cui però non vi è principio.

Con Giustizia, Durrenmatt apre le porte al significato dell’esistenza. Nulla che non fosse stato redatto, scritto o diffuso dai suoi << colleghi >> filosofi, quanto dipingendo la vita mediante assetti legati al pensiero, da cui è possibile riconoscere una certa tensione. Una tensione che coincide con la realtà, quella intrinsecamente legata ad una visione umanistica che è in perenne contrasto. L’estetica, la ricerca di scovare forme di felicità perpetua che tuttavia si protraggono all'infinito, ma privi di valore in cui l’etica, il paradosso di credere o aggrapparsi a simili forme di giustizia, sono forme contrapposte alla cultura occidentale.

Titolo: Giustizia

Autore: Fredrick Durrenmatt

Casa editrice: Adelphi

Prezzo: 20 €

N° di pagine: 211

Trama: Tutta giocata di sponda è la partita di biliardo (umano) su cui si impernia questo romanzo giallo: o meglio "antipoliziesco", giacché sin dall'inizio ci esibisce l'assassino. La prima palla a finire in buca, per un colpo a la bande, è la testa calva del professor Winter, esimio germanista: centrato dai proiettili dello squisito consigliere cantonale Kohler, cade con la faccia nel piatto di tournedos Rossini che stava gustando nel ristorante Du théâtre. Quindi, a una a una, rotoleranno in buca le altre palle - un playboy, una squillo d'alto bordo, una perfida nana, un protettore -, delineando un autentico rompicapo: "II comandante era disperato. Un omicidio senza motivo per lui non era un delitto contro la morale, bensì contro la logica". Kohler, poi, in galera è l'uomo più felice del mondo: trova giusta la pena, meravigliosi i carcerieri, e intreccia serafico ceste di vimini. Ha un unico desiderio: che l'avvocato Spät, squattrinato difensore di prostitute, si dedichi finalmente a un'impresa seria (ma a lui sembrerà pazzesca) e riesamini il caso partendo dall'ipotesi che non sia Kohler l'omicida: "Deve solo montare una finzione. Come apparirebbe la realtà, se l'assassino non fossi io ma un altro? Chi sarebbe quest'altro?". Accettata la sfida, Spät precipiterà ben presto in un gorgo, in una surreale commedia umana e filosofica che tiene tutti - lettori in primis - col fiato sospeso: per quale ragione Kohler è di umore tanto allegro? E perché mai ha ucciso Winter?

venerdì, giugno 06, 2025

Un'attrazione rischiosa: sconti Mondandori 2025

Gli sconti librosi, in questi ultimi giorni di primavera, richiamano quasi sempre alla mente ciò che per molti è superficiale, quasi invisibile, anche se, chi legge, li considera inestimabili. Occasioni da non poter farsi sfuggire. Il divieto di comprare libri, di far esplodere le nostre già strapiene librerie, soprattutto di romanzi ancora da vivere e leggere, è una legge già osservata che spiega le differenze fra chi è << normale >>  e chi non lo è. Fra chi è un lettore razionale e chi invece, come la maggior parte, affetti da una malattia incurabile. Un cavillo attualissimo, quello dello shopping libroso compulsivo, che il tempo espugnerà con la scienza o con la semplice intelligenza pur di aggirare tutti quei pregiudizi di incomprensione, nonostante i comportamenti di ciò che sta attorno a questi gesti splendidi e folli non lascia spazio a equivoci, proclamandosi al mondo non come paladini dei più deboli ma potendo persino distruggere una stessa famiglia.

Certamente per me, così come altri lettori, non sarà semplice resistere, condannarsi pur di tenere a bada quella giusta forza che ci tenga lontani dall’ennesima distrazione. Ma nel momento in cui la voce carezzevole di certi autori giungono all'orecchio presentandomi una storia che in un certo senso mi ha << contaminato >>, letture straordinarie che ho vissuto, diviene un’impresa ardua resistere. Eppure…. eppure questa volta non coglierò nella sua interezza tutto questo, quanto semplicemente propinarvi alcuni consigli. Romanzi letti in passato che, in maniera diversa, nel loro insieme, hanno lasciato un segno del loro passaggio.

Una favola moderna talmente bello, un po' più maturo della saga delle Cronache lunari, in cui mi sono immersa al punto tale da non saper distinguere la realtà dalla finzione. Semplice ed emozionante, il romanzo funge come una sorta di omaggio alle favole di Perrault ed, efficace e fantasioso, traccia una linea invisibile tra presente e passato. 


Titolo: Gilded

Autore: Marissa Meyer

Casa editrice: Oscar Vault

Prezzo: 24 €

N° di pagine: 552

Trama: C'era una volta la figlia di un mugnaio… Colpita dalla maledizione di Wyrdith, dio delle storie e della menzogna, Serilda ha sviluppato un incredibile talento per il racconto: quelle con cui incanta i bambini del villaggio sono vicende intriganti, bizzarre, e soprattutto non contengono un briciolo di verità. O almeno così credono tutti. Ma una delle sue storie attira l'attenzione del mostruoso Erlking con i suoi cacciatori non-morti. E così Serilda si ritrova prigioniera in un luogo sinistro, dove si aggirano ghoul, fantasmi e ripugnanti corvi senza occhi. Chiusa nelle segrete del castello, la ragazza è costretta a dimostrare di saper trasformare la paglia in oro – come ha affermato – o sarà uccisa per aver mentito. Disperata, Serilda ha una sola possibilità: accettare l'aiuto di un ragazzo che le è misteriosamente comparso davanti. E che vuole qualcosa in cambio. Presto Serilda si accorge che le vetuste mura del castello celano molti segreti, compreso un antico maleficio. Dovrà trovare il modo di spezzarlo se vuole riuscire a fermare il dispotico potere del re e la sua feroce Caccia una volta per tutte.

mercoledì, giugno 04, 2025

Gocce d'inchiostro: La pasticceria incantata - Byeong-mo Gu

Per chi non ama leggere o scrivere i romanzi appaiono come <<cose da niente >>, tele di ragno legate alla vita di tutti i quattro gli angoli di cui sono ben pochi coloro che per periodi lunghi o brevi ne interpretano il messaggio. Eppure, se si prestasse un po' di attenzione, risulterebbe chiaro che, ogniqualvolta si decide di imbarcarsi in viaggi letterari che non hanno mai fine perché continuano oltre la carta, avviene qualcosa di straordinario. Fantocci fatti esclusivamente di carta e inchiostro, in una manciata di pagine, lasciano dietro di loro spazi che hanno la forma di una persona. Una storia che non possiede niente di particolare, se letta in un momento specifico della nostra vita, potrebbe rappresentare un sollievo più che una condanna.


Titolo: La pasticceria incantata

Autore: Byeong-mo Gu

Casa editrice: Mondadori

Prezzo: 13 €

N° di pagine: 168

Trama: In fuga da una situazione familiare difficile e solo al mondo, il ragazzino protagonista della storia accetta di buon grado la proposta del pasticcere che gli offre vitto e alloggio in cambio di un aiuto nel gestire gli ordini. Ancora non sa che lo attende un viaggio fra le luci e le ombre della magia, e una consapevolezza nuova sul potere e sulle conseguenze delle proprie azioni.

lunedì, giugno 02, 2025

Le TBR: richiami dell'anima 50 °

Con la testa si fanno spesso voli pindarici. Si sorvolano cieli celesti che forse non vedrò mai con i miei occhi, quanto comodamente seduta sulla mia poltrona preferita e, grazie a Dio, quando ciò accade, sono entusiasta. Felicissima che in questi viaggi, in ogni singolo viaggio possano nascondersi delle sorprese. Anche questo mese non credo desterà scalpore vedere o scrutare l’ennesima gigantesca pila di romanzi che desidererei leggere, con l’estate quasi alle porte. Romanzi che, perlopiù, ho già letto e vissuto, qualche anno fa, altri con in mano piccoli tesori di cui mi è stato affidato il compito di custodirli.

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Un dramma sentimentale, realistico e profondo che mi ha resa prigioniera delle stesse colpe, degli stessi peccati di Maggie. Un opera raffinata, delicata come un tulipano, che non rileggo da tempo e che mi piacerebbe esplorare nuovamente.

Titolo: Il mulino sulla Floss

Autore: George Eliot

Prezzo: 10, 50 €

Casa editrice: Oscar Mondadori

N° di pagine: 638

Trama: Cresciuti insieme e legati da un tenace affetto i due figli del mugnaio Tulliver vedono le loro strade dividersi drammaticamente quando l'impetuosa Maggie scopre che la società, e il suo stesso fratello, non le lasciano spazio per vivere e amare.

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