Invece di
rammaricarmi nel constatare come vi sono un mucchio di romanzi che, letti
qualche anno fa, sono oramai divenuti ricordi sfogati, vani, abbraccio tutto
questo come l’ennesima opportunità per fare una cernita e stabilire quali di
essi valga o meno la pena di essere riletto.

Suddiviso in più parti, con protagonista indiscusso Anobii, amico fedelissimo e fidato, attorniata da autori, storie che non mi ricordavo minimamente di aver vissuto.

Titolo: Il colore
della memoria
Autore: Clara Sanchez
Casa editrice: Tea
Prezzo: 10 €
N° di pagine: 600
Trama:
Barcellona, 1932. In una vigilia di Natale apparentemente
simile alle altre, Maria del Roser Golorons vedova Lax esce con la fedele
domestica Conchita per trascorrere tutta la giornata ai Grandi Magazzini El
Siglo, inconsapevole degli eventi che stanno per travolgere la sua famiglia e
la sua città. Pochi anni più tardi, alle soglie della guerra civile, il celebre
pittore modernista Amadeo Lax dipinge il suo capolavoro in ricordo della moglie
Teresa che lo ha abbandonato: un affresco superbo, fatto di luci intense e
contrasti imprevisti, che nella sensualità del tratto nasconde un'oscurità
indecifrabile. Quasi ottant'anni dopo, l'esperta d'arte Violeta Lax, nipote di
Amadeo, riceve un misterioso invito da una sconosciuta signora italiana che
afferma di avere importanti notizie da comunicarle. Incuriosita, Violeta decide
di incontrarla, ma prima vuole fermarsi a Barcellona per visitare la casa di
famiglia, ormai in stato di abbandono, e ammirare per l'ultima volta l'affresco
realizzato da suo nonno prima che venga rimosso. Inizia così per Violeta un
viaggio nel tempo sulle tracce della storia familiare, lungo i vicoli e le
strade eleganti di una Barcellona scintillante e piena dell'energia
irrefrenabile dell'inizio del Novecento; lungo le fortune e le disgrazie dei
Lax, segnate dall'arte di Amadeo, genio crudele che interpreta nelle sue opere
tutta l'inquietudine, la brama di certezze e la brutalità della nuova epoca.