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venerdì, aprile 26, 2024

Gocce d'inchiostro: Povere creature - Alasdair Gray

<< Presto, presto! Anche io avrei dovuto leggere questo romanzo, prima che la trasposizione cinematografica approdasse nelle sale cinematografiche. Forza, altrimenti avrei rischiato di incorrere in qualche brutto e spiacevole spoiler >>. Queste parole hanno echeggiato nelle stanze buie e polverose del mio animo con la medesima frequenza di qualcosa di stabile e necessario. La lettrice che riposa in me odia dover essere impreparata: non avrebbe voluto sapere nè conoscere alcunchè nei riguardi di questa storia, e preannunciava quel momento in cui avrebbe potuto sedersi comodamente nella sua poltrona preferita, aprire il romanzo da una finestra virtuale del suo Kobo, infilare il naso fra le soglie di un mondo che in una manciata di giorni era divenuto simile al mio. A questo processo infatti non ho dovuto attendere che una manciata di settimane, il tempo che il romanzo fosse disponibile in versione digitale negli store online, e a ciò ne seguì un processo di lettura che mi ha sottratto nemmeno quarantotto ore, tanto intensa era la sensazione che mi fossi imbarcata in un luogo da cui non avrei più voluto uscirne. Effettivamente Povere creature, con in copertina il viso sfigurato della bella attrice Emma Stone, mi era stato consegnato esattamente come è: un prodotto commerciale che per qualche tempo ha fatto parlare parecchio di sé. E a cui io ho deciso di abbracciare invitata da un autore un po stempiato ma erudito, propinandoci un’incursione semplificata del reale in cui non si chiederà consolazione mediante la stessa letteratura quanto pungolando continuamente l’arte come forma consistente e definitiva.

Titolo: Povere creature
Autore: Alasdair Gray
Casa editrice: Safarà Editore
Prezzo: 22 €
N° di pagine: 408

Trama: Chi è veramente Bella Baxter, giovane donna ritrovata nelle fredde acque del Clyde nella Glasgow tardovittoriana e riconsegnata alla vita grazie agli oscuri esperimenti di Godwin Baxter, tormentato genio della chirurgia? Sarà arduo, quasi impossibile, dare una risposta, perché Bella è molto più della donna che è stata: oggetto di folli passioni amorose, la vedremo attraversare la sua epoca passando per salotti austeri, casinò decadenti e bordelli parigini, con lo stupore di chi per la prima volta vede il mondo nella sua prodigiosa follia, incarnando – con il medesimo desiderio che desta al suo passaggio – i più alti ideali umani, senza mai smettere di suscitare scandalo per l’oltraggio più grave di tutti: vivere un’esistenza radicalmente libera. Da questo romanzo, il film di Yorgos Lanthimos prodotto da Searchlight pictures.

sabato, marzo 09, 2024

Gocce d'inchiostro: Il richiamo del corno - Sarban

Non conoscevo Sarban e leggere questo suo unico romanzo sarebbe stata una buona opportunità per conoscerlo. Così mi parve quel pomeriggio in cui, ancora in vigore gli sconti Adelphi, acquistai questo romanzo mediante il parere entusiasta di una ragazza che seguo sui social. Era come avvertire il lontano eco di una storia che proveniva dal passato. Io avrei dovuto semplicemente fare un passo: acquisatre il romanzo. Una volta in mia possesso, portarlo a casa, aprirlo e…. scomparire! Per meglio dire, questa è stata la sensazione avvertita in queste pagine. Era come se grazie a questa storia messa in scena, alla magia, al magnetismo che trasmettono le sue pagine, al secolo narrato, alle luci cupe e ombrose, forse anche a questo stato allucinogeno cui fui protagonista, fossi riuscita a sollevare dai miei occhi il velo che mi impediva di vedere << il resto >>, varcando la soglia di un’altra dimensione e entrando nel mondo di un’altra realtà. Il richiamo del corno, quindi, mancava di far parte degli scaffali della mia libreria, e nonostante tutto, nonostante non mi abbia appagato completamente mi ha reso felice di essere lì. A non poter staccarmi. Attratta da una musica particolare che proveniva da un luogo sconosciuto. Forse dall’anima del protagonista o del suo stesso autore… chi può dirlo?!? Ma accompagnata da un’intonazione che ha avuto un che di struggente.


Titolo: Il richiamo del corno

Autore: Sarban

Casa editrice: Adelphi

Prezzo: 12 €

N° di pagine: 191

Trama: Quando Alan Querdilion, un ufficiale della Marina britannica, si risveglia nel letto di uno strano ospedale sono passati centodue anni, il mondo non è più lo stesso e lui si ritrova imprigionato in un incubo. I nazisti hanno vinto la seconda guerra mondiale e regnano incontrastati. I prigionieri-schiavi vengono allevati e trasformati nella selvaggina di un feroce sovrano. Un terrore remoto e indicibile si impossessa lentamente di Alan: è "il terrore che si prova ad essere cacciati". Qualcosa di notte si muove nella foresta e brama sangue. Lo sente avvicinarsi da lontano, preceduto dal suono di un corno. Sono note isolate, appena avvertibili, separate da lunghi intervalli, "ognuna così solitaria nel buio e nel silenzio assoluto, come un'unica vela su un vasto oceano". Poco dopo la fine della guerra, e ben prima che il genere distopico infuriasse fra i lettori di tutto il mondo, un diplomatico inglese estremamente discreto, che passava da una sede all'altra del Medio Oriente, scriveva questo piccolo romanzo, che fa pensare a un racconto di Wells, e dove all'immagine di un futuro alternativo governato dai nazisti si sovrappone ben presto la terrificante visione di un mondo capovolto e arcaico, regolato dalla caccia fine a se stessa. Ossessione ricorrente da varie migliaia di anni fino a oggi, e forse oggi più che mai. Con una nota di Matteo Codignola.

martedì, ottobre 31, 2023

Gocce d'inchiostro: L'esorcista - William Peter Blatty

Le vicende da cui fu tratto il romanzo di William Peter Blatty, poi trasposto e portato sul grande schermo, sarebbe divenuto un cult della modernità. Un emblema per quegli amanti del genere e non, nonostante i temi, i dilemmi morali cui ci si sente intrappolati, tartassati, terreno ricchissimo di nozioni, elementi che forniscono un chè di pericoloso, forme di degrado non nel vero e proprio senso del termine quanto un dirupo morale che risucchia in un marasmo di dolore, orrore, oppressione, ostracismo, ammantato tuttavia da strane forme di ammaliamento. Indubbiamente dovevo leggere questo capolavoro, perchè altri non si tratta, e necessitavo a fine lettura di sedermi alla scrivania e riporre nero su bianco i miei più profondi desideri. Il mio corpo ancora in balia di certi eventi, le mie narici ancora invase da un puzzo insopportabile, un freddo pungente o un gelo che scava persino nella nostra anima, mentre tutt’attorno i rumori esterni svanivano, un urlo lancinante proveniente dal profondo dell’anima, tramutata in una risata roca, gutturale, in un guaito orribile, carico di astio, rabbia e frustrazione. Un contatto, non proprio umano, che sarebbe diventato simbolico in quasi cinquant’anni dalla sua esistenza.
Titolo: L’esorcista
Autore: William Peter Blatty
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 14 €
N° di pagine: 452
Trama: Che cosa succede alla piccola Regan, trasformatasi in un mostro blasfemo che urla oscenità e frasi sconnesse? Sua madre, la famosa diva del cinema Chris MacNeil, non riesce a capirlo. Né ci riescono i medici e gli psichiatri né la polizia. Forse solo un esorcista può dare una risposta. Ma la Chiesa impone cautela, esige prove, chiede tempo. Intanto la casa risuona di colpi, i mobili si spostano da soli, un uomo muore con il collo spezzato, il fragile corpo di Regan sembra cedere alla tempesta che lo sconquassa. E lo scontro tra l'uomo di Dio e gli spiriti del Male sembra ormai inevitabile.

domenica, agosto 20, 2023

Gocce d'inchiostro: Cose preziose - Stephen King

A volte commetto l’errore o per meglio dire lo sbaglio di sopravvalutare me stessa. Sono sempre stata poco fiduciosa, sottovalutavo qualunque mia capacità appresa, e il gran ruggito dell’Io che è poi nato, maturato ed ora imploso e che promana dalla mia anima sembra escludere ogni dubbio che io non mi conosca a fondo. Per meglio dire, non più. La me che ripone queste poche righe, quasi trentunenne, ha i suoi momentacci come tutti, momenti di tristezza, debolezza e cupa introspezione, ma poiché capitano oramai di rado, mi colgono sempre un po' alla sprovvista. Dubbi esistenziali poi se trattasi di letture o di ciò che più mi piace, se i miei desideri o intenti siano solidi, saldi oppure no, e se quello che reputerò come mio nuovo compagno di avventure sia in relazione al mio spirito, al periodo che sto vivendo. Questo romanzo giunse al momento giusto, che mi ha donato una miriade di sensazioni particolari, poiché mediante la voce narrante di più figure, ho ripercorso quasi come un processo a ritroso le vicende di testimoni efferati di omicidi, stratagemmi e delitti vari, e soprattutto il sistema in cui ero rimasta intrappolata. Nel luogo in cui però vi ho messo piede, ho << giocato >> con svariati oggetti che tuttavia hanno tormentato senza posa il mio spirito, poiché reso troppo sottile, troppo ammaliante e accattivante da non lasciarsi sedurre da qualcosa che effettivamente non ha una sua trama ma vira verso qualcosa che possiede un ché di malvagio, dotato di una mancata libertà in cui la stessa cozza con l’impossibile, l’immaginifico. 

Titolo: Cose preziose
Autore: Stephen King
Casa editrice: Sperling & Kupfker
Prezzo: 12, 90 €
N° di pagine: 774
Trama: Un giorno, nella tranquilla cittadina di Castle Rock compare Leland Gaunt, un tipo strano e sfuggente. Gaunt apre un negozio, Cose Preziose, dov'è possibile acquistare pezzi rari, curiosità, autentiche gioie per piccoli collezionisti. In breve, l'emporio riesce ad attrarre magneticamente tutti i membri della comunità, con effetti devastanti. Perché in quel negozio dall'oscuro e impenetrabile magazzino tutto è in vendita... perfino l'anima.

domenica, agosto 21, 2022

Gocce d'inchiostro: Il romanzo della foresta - Ann Radcliffe

I romanzi che compongono la pila della vergogna sono in netta descrescita…. Che soddisfazione! Non potrei essere più felice che, da quasi due anni a questa parte, continuando però ad acquistare compulsivamente, assistevo alla pila della vergogna aumentare sempre più, e questa fabbrica di parole a cui presto o tardi avrei dovuto accedere che avrebbe funto da espediente per comprendere la realtà circostante, avrebbe ospitato ancora qualche autore per qualche altro tempo.  Un piccolo agglomerato di voci della letteratura italiana e non, molti conosciuti e celeberrimi, i cui romanzi giunsero nel mio salotto virtuale grazie all’edizione RBA. Niente se non questa occasione poteva rivelarsi opportuna per conoscere e valicare celi celesti che erano ancora per me sconosciuti, e anche dopo tanto tempo l’entusiasmo che avevo riservato al momento in cui potei stringerne una copia fra le mani non cessò nemmeno quando accolsi la loro chiamata in forma di bisbigli, silenzi, interdizioni. Non avrei potuto dimenticare quel momento in cui, aperto il libro, quell’autore sconosciuto spalancò le porte del mio animo e lì stanziarono per una manciata di giorni. Fu la volta di Ann Radcliffe, che francamente non conoscevo, la cui carriera di scrittrice la indusse a scrivere innumerevoli romanzi. Il romanzo della foresta è un piccolo frammento di quella che è una lunga produzione, un canto altisonante di più voci che si rinforza di vita, maestoso, in una fluttuazione appassionata che turba i cuori di chiunque con forme sofisticate di solennità e misticismo. Nulla di non già visto, ma qualcosa che ha turbato agli occhi poiché fra forme aggraziate e posate è quasi un miraggio dinanzi alla severità di certi gesti compiuti dagli uomini, dalla sua impossibilità di poter sognare, la cui stessa scienza avrebbe misurato ogni orizzonte.

Titolo: Il romanzo della foresta
Autore: Ann Radcliffe
Casa editrice: Ellioti
Prezzo: 19, 50 €
N° di pagine: 404
Trama: Una carrozza lanciata a tutta velocità nella notte termina la sua corsa tra le rovine di un'antica abbazia nel sud della Francia, nel folto di una foresta, dove un inconsueto gruppo di fuggitivi trova finalmente riparo. Pierre e Constance De la Motte, nobili decaduti, si nascondono dalla legge e dai creditori; la giovane Adeline, la loro misteriosa protetta, si è unita ai De la Motte lungo la strada, consegnata da un manipolo di banditi. Il sollievo per il nuovo rifugio dura fino al giorno in cui il proprietario di quei boschi, l'ambiguo marchese di Montalt, mette gli occhi sulla ragazza. Tra la scoperta di sinistre reliquie del passato, incubi ossessivi e l'eco di un crimine commesso tra le mura dell'abbazia, Adeline comincerà a credere che il suo protettore sia coinvolto nei piani del marchese.

venerdì, febbraio 04, 2022

Gocce d'inchiostro: Il monaco - Matthew G Lewis

Per qualche ragione o magari nessuna ragione che fosse comprensibile nel raggio di quasi quattrocento pagine con le quali ho letteralmente perso il senso del tempo, non conoscevo assolutamente questo scrittore che quando il suo romanzo giunse sulla mensola di una libreria già strapiena, rimasi perplessa, affascinata, stupita che la sua storia racchiudesse un tesoro di così inestimabile bellezza. Non leggevo un romanzo che mi prendesse così tanto da un sacco di tempo! Uno strano modo per dire, che bordata della mia immancabile agenda e aggirandomi fra le vecchie mura di un convento maleodorante e fosco, fui subito immersa in una realtà in cui ci si crogiola beatamente alla mercè di parole che rafforzano lo spirito, consolatrici e allo stesso tempo predicatori in cui la presenza di una coscienza impura, non contaminata, la ricompensa data dalla gloria eterna in cui l’assurdo cozza col reale dubitando di qualunque forma di concretezza. Non quindi un romanzo che ti induce a indugiare sui tuoi passi, ma un primo approccio entusiasmante, appassionante che mi ha indotta a divorare le pagine come se animate di volontà propria.

Titolo: Il monaco
Autore: Matthew G Lewis
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: 12 €
N° di pagine: 496
Trama: Ambrosio, monaco dell’ordine dei Cappuccini di Madrid, è conosciuto in città per la sua saggezza e la condotta virtuosa. Fino al giorno in cui scopre che il discepolo con cui ha un profondo legame è in realtà una fanciulla. Matilda. Caduto in tentazioni sempre più profonde, Ambrosio ricorrerà alla magia e al demonio nel tentativo di celare i propri crimini all’Inquisizione.

venerdì, novembre 19, 2021

Gocce d'inchiostro: Il ladro di corpi - Anne Rice

Altro giro, altra lettura. Il mio percorso con Anne Rice prosegue imperterrito verso una strada di cui francamente non ho idea di cosa aspettarmi, e sebbene anche questa lettura sia conclusa la << cerimonia >>era appena iniziata. Tornai nel santuario magico della mia camera e mi chiesi i motivi per cui questa storia fosse giunta adesso. Come l’ho scoperta? Per caso, ma tendenzialmente restia ad immergermi in uno scenario in cui da adolescente lessi, vissi, respirari innumerevoli volte. No, non potevo. Ma come ogni cosa nella vita, se io e la Rice non ci fossimo incontrate non ci sarebbe stato quel momento proprizio per sedersi qui, alla scrivani, e scrivere di lei e dei suoi figli della notte. Anche loro zeppi di segreti, inavvicinabili, intraprendenti, proiettati in un terreno sterile, macchiati di impurità attraverso cui ho osservato la luminescenza di una città che è l’essenza stessa del mondo moderno, così dimenticato e assolutamente terrificante, un grande vuoto in mezzo a vecchi edifici pittoreschi. Qualcosa di straordinario stava per accadere. Cosa, non avrei saputo dirlo, ed essere l’interprete di questi saggi barbari era divenuto qualcosa di assoluto, necessario.

Titolo: Il ladro di corpi
Autore: Anne Rice
Casa editrice: Tea
Prezzo: 6,90 €
N° di pagine: 479
Trama: È la solitudine ,la “maledizione” che si impradonisce di Lestat, il vampiro immortale, il principe incontrastato del tenebroso universo dei morti viventi. Lestat avverte dolorosamente la “maledizione” della sua solitudine e desidera rinascere come mortale liberandosi quindi del suo corpo di “non – morto “ e impadronendosi di un corpo “vivo”. Intraprende così un viaggio che lo porterà da Miami al deserto del Gobi, da Amsterdam alla giungla amazzonica, fino all’incontro cruciale con l’unico uomo che può soddisfare il suo desiderio, Raglan James, il Ladro di Corpi. Più sinistro e malvagio di un demone, il Ladro di Corpi si impadronisce con l’inganno del corpo vampiresco di Lestat.

lunedì, novembre 15, 2021

Gocce d'inchiostro: La regina dei dannati - Anne Rice

Un altro capitolo di questa incredibile, bellissima saga, che mi colpì come un treno in corsa, attenuò qualunque << impossibilità >> di divorare e interiorizzare una storia come questa. Perché scrivo questo? Perché, quando qualche settimana fa sentì gracchiare la voce della Rice dalla mensola straripante di una libreria troppo capiente, pensai che mi sarei imbattuta in qualcosa di estremamente assurdo, quasi trash, che così come aveva spalancato porte di possibilità in un battito di ciglia li avrebbe serrati. Ma questi i momenti preferiti della mia vita: scoprire come qualcosa di apparentemente insignificante, in una manciata di ore diviene indispensabile. È sempre stato così con le conoscenze, gli amori, le amicizie, non valutando mai che il peggio poteva essere dietro l’angolo.
Una zona di cui ho potuto stanziare, questa volta, comunque, la bellissima Maine dei giorni nostri in cui le vicende narrate, districate hanno scaturito una melodia più romanzata, languorosa, paurosa mista al forte desiderio di vivere una passione devastante a cui mi sono abbandonata con tutto il corpo, eccitata dal duplice scopo di ogni gesto umano. Inerpicarsi in una strada che mi ha condotta dritto dritto alle braccia di un destino che nessuno avrebbe mai compreso, colmo di amore, tristezza, l’ansia devastante di un sogno, frammista a una parola sorda, nauseante, mi pose dinanzi alla morte vera e propria. Nient’altro. Né la bellezza di un cielo trapunto di stelle, così fulgide da far smarrire le costellazioni, senza alcun disegno, alcun significato, ma la vittoria dell’energia e della materia. Questo terzo capitolo investe su un suono sordo, assurdo, assolutamente irresistibile da cui la sua autrice ha creato dal nulla quello che io ho definito << il suono del respiro >>, del battito del cuore, mosso da una forza estremamente magnetica che fra lo spazio e la terra si muove a una velocità immane e naturale, causa di tumulti invisibili e visibili.


Titolo: La regina dei dannati
Autore: Anne Rice
Casa editrice: Tea
Prezzo: 6, 90 €
N° di pagine: 507
Trama: Da 6000 anni Akasha e Enkil, sovrani dei dannati, dormono un sonno profondissimo, una sorte di “vita sospesa” tra la vita e la morte. Qualcuno ha vegliato su di loro per tutti questi secoli, perché, se uno di loro dovesse morire, tutti i vampiri della terra scomparirebbero. Ma ora Lestat, il vampiro divenuto una famosa rockstar degli anni ’80, ha risvegliato la “regina dei dannati”, pronta a realizzare il suo sogno e il dominio assoluto sugli uomini e sui vampiri al fianco di Lestat di cui è perdutamente innamorata. Solo le due gemelle vampire dei capelli di fuoco potranno salvare il mondo e sopraffare la potente e sanguinaria sovrana.

giovedì, novembre 11, 2021

Gocce d'inchiostro: Il caso Charles Dexter Ward - Howard P. Lovecraft

La mia conoscenza con Lovecraft nacque, improvvisamente, una sera di fine estate. La vita era una continua corsa, piena di doveri. Ogni rapporto era difficile, una lotta per la sopravvivenza, così difficile e contorta. Non avevo – ne credo di avere mai avuto – mai un momento in cui la letteratura non abbia mai parlato alla mia anima. Ci sono stati quei momenti in cui l’approccio con quel romanzo, quella lettura non fosse adatto, questo si. Ma non ho mai considerato irriconoscibile il mio rapporto con gli autori classici o moderni. Mi alzo la mattina e mi piace avere ancora così tanto da leggere, così tante storie da vivere. Non c’è una ragione particolare, ma tutto ciò ha sempre generato un moto di bellezza e ammirazione.
Ovviamente sono capitati anche quei momenti in cui un romanzo capitasse al momento sbagliato. Pur quanto mi sforzassi a leggerlo, a interpretare i suoi meccanismi, il suo linguaggio, la mia coscienza non riusciva a stanziare per una manciata di minuti a indurmi a restare. Risiedere tranquillamente fra le sue stanze remote. Con la lettura di questo romanzo purtroppo accadde esattamente questo, con la sua storia imprigionata in un’esperienza straordinaria mediante cui mi sono mossa solo nel mese che ci siamo appena lasciati alle spalle. Ho vagato attraverso delle escursioni nell’antichità durante i quali ho potuto catturare miriade di reliquie sacre di una città antica e incantevole, l’immagine vivida e coerente dei secoli passati. E, con un certo sforzo, scovato quello spirito rintanato nel passato che mi ha condotta dinanzi a qualcosa di intangibile. Il miasma di un arredo, di un arazzo dall’intensità disarmante il cui equilibrio precario, pericolante ti induce a toccare gli apici della follia nel momento in cui si scoprono o riscoprono cose il cui effetto sul pensiero umano è incredibile e profondo.


Titolo: Il caso di Charles Dexter Ward
Autore: Howard P Lovecraft
Casa editrice: Bur
Prezzo: 10 €
N° di pagine: 202
Trama: “Il caso di Charles Dexter Ward” è il romanzo di un pazzo: Ward, personaggio schivo, opaco e studioso, si trasforma lentamente in una sorta di alieno, che incute terrore e sgomento. A indagare sul caso è uno psichiatra, che ha conosciuto Ward fin dalla giovinezza e che scioglie il mistero scoprendo una realtà di orrore insospettabile, svelando pratiche ancestrali di resurrezione dei morti e oscure forze soprannaturali.

martedì, novembre 09, 2021

Gocce d'inchiostro: Scelti dalle tenebre - Anne Rice

Non è questo forse il senso della magia che certi romanzi celano così bene, e che ha tanto determinato il mio essere lettrice? Un weekend di fine ottobre mi indusse a conoscere una donna, avvicinarsi quasi con riverenza ma motivata da pensieri insulsi il cui richiamo sembrava provenisse da lontano, ma così affascinante che è stato davvero impossibile non riconoscerlo. Ancora non lo sapevo, ma questo secondo volume era la vera e propria incarnazione del Male assoluto, così barbarico e cerebrale in un mondo che non avevo ancora visto. Ma non più così nuovo ai miei occhi, ora che ne avevo appena delimitato i contorni, ma pronta ad abbracciare qualunque forma o artificio di conoscenza che sembra protrarsi all’infinito, senza poter sovrapporre armonia ad armonia fino a quando la loro stessa essenza non si fosse protratta nel suono. Mai nessuno prima della Rice aveva prodotto e realizzato una simile musicalità, ma immerso in un’immobilità, in un silenzio, nel vuoto più completo da cui ne deriva l’assenza assoluta di ogni risposta. Ed ecco che ho finito per respirare, vivere questo secondo bellissimo universo, in mezzo a spiriti che si prendono per mano, fra i suoni di una melodia dal tono perfetto che ho sentito così bene mediante un esecuzione senza sforzo, un entusiasmo che trascende qualunque sogno mortale. Narrando si una storia, ma che è un tutt’uno di lamentazioni, un futuro di terrore che ci avvolge in ritmi ipnotici di danza che hanno squassato ogni cosa. Persino la mia piccola anima.

Titolo: Scelti dalle tenebre
Autore: Anne Rice
Casa editrice: Tea
Prezzo: 12 €
N° di pagine: 453
Trama: “Sono il vampiro Lestat. Sono immortale. Più o meno. La luce del sole, il calore di un fuoco intenso … ecco, potrebbero annientarmi. O forse no … ora sono ciò che l’America chiama una superstar del rock”: Lestat de Lioncourt è tra noi, oggi, musicista rock adorato da migliaia e migliaia di fan. Ma le origini della sua storia sono lontane, perse in un vortice di epoche e luoghi di incontri apparizioni e misteri. Da Parigi a Venezia, dalla Sicilia al Cairo, una traccia scarlatta ricorda il passaggio del vampiro Lestat … e la sua vita è una lunga avventura, di passione, di sangue, di piacere e di orrori. Questo libro ne racconta la storia.

lunedì, novembre 01, 2021

Gocce d'inchiostro: Intervista col vampiro - Anne Rice

Una TBR lunga e infinita, programmata e stabilita come un documento di Word, con i suoi algoritmi e previsioni, credo che non potrà mai rispecchiare ciò che prova un lettore o un autore nel momento in cui decide di approcciarsi ad un libro. A me piace fare TBR. Mi piace vedere che, il mese appena entrato, sarà all’insegna di letture mastodontiche, sconosciute e che hanno atteso o attenderanno per tutto questo tempo. Ma mi piace anche essere presa di sorpresa dal Fato. Se Dio mi premura a deliziarmi di qualcosa di inaspettato ma bello in cui mi sarei potuta immergere quando avrei ritenuto più adatto, penso sia questa la vera magia che celano certe letture. Di magia, però, questo romanzo non ne esplica. Perlomeno non nel vero e proprio senso letterario del termine, e recentemente tale tesi ho potuto avvalorarla con la lettura di questo bellissimo romanzo. Io che avrei letto e amato un romanzo di Anne Rice?!? Chi l’avrebbe mai detto! Eppure, è in una frazione di tempo apparentemente normale che sono stata avvolta da un manto d’insoddisfazione e silenzio che fischiano ancora nelle mie orecchie, così pregni di paure e ansie represse in cui l’ira è una forma insita sotto superficie. Un segno del Destino ad anticiparmi Halloween? Forse, ma che ha funzionato alla grande. Perché è una lettura che mi ha ammaliato tantissimo. Trasmette quel senso di magia, di mistero in un mondo illuminato in cui figure assetate di sangue si muovono avanti e indietro nel loro mantello nero di fronte ad un pubblico sbigottito, con l’eleganza di una grande pantera, fra sussurri e gridolini. Infervorata dalla luce potente che ha invaso il mio spirito, immobilizzandomi, inquietandomi psicologicamente, influendo come una sorta di guida cui ho abbracciato con un certo entusiasmo.


 

Titolo: Intervista col vampiro
Autore: Anne Rice
Casa Editrice: Longanesi
Prezzo: 18,60 €
N° di pagine: 363
Trama: Una stanza buia. Un registratore acceso. Un giornalista. E un vampiro. Da quasi due secoli, ormai, Louis De Pointe Du Lac non è più un uomo; è una creatura della notte, e ha tutta la notte a disposizione per convincere Daniel, il giornalista, che la storia che gli sta raccontando è vera. Così come è vero il suo volto, tanto pallido ed esangue da sembrare trasparente, di una bellezza soprannaturale e per sempre cristallizzata. Louis racconta di come abbia ricevuto il dono ( o forse la maledizione?) della vita eterna proprio quando non desiderava altro che la morte. È il 1971, è un’altra New Orleans, e Luois, in seguito al suicidio dell’amatissimo fratello, vorrebbe soltanto seguirne il destino. Ma la seduzione del dono oscuro è potente, specialmente se ha i modi, la voce e l’aspetto di Lestat. Sensuale e affascinante, crudele e allo stesso tempo capace di profonda commozione, Lestat ha bisogno di Louis tanto quanto Louis ha bisogno di lui. Quando infine, dopo anni di scorribande notture, Louis sta per decidersi ad abbandonare Lestat, questi gli fa il regalo più grande: Claudia. Una bambina di appena cinque anni, in fin di vita, che solo il dono oscuro può salvare. L’unico peccato che il sacrilego e irrilevante Lestat non si può permettere: creare una vampira di soli cinque anni. Una vampira bambina, che non crescerà mai. E sarà l’inizio della fine.
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