mercoledì 18 luglio 2018

Gocce d'inchiostro: Miss Charity - Marie Aude Murail

La copertina era bellissima e il titolo evocativo, ma la ragazza ritratta sembrava trascinarsi - seduta dinanzi alla sua immancabile scrivania - come una persona che ritenesse il mondo un vero e proprio peso. Di tanto in tanto si affannava guardarlo presso un piccolo giardino, una piccola siepe, obbedendo a riflessi incondizionati o stringendo dentro il palmo di una mano piccola e rosea una penna dalla punta invisibile.
Il suo nome? Charity, e questa la sua storia. Aurora e splendore di un nuovo avvenire, il cui viso è ancora impresso nella mia mente.










Titolo: Miss Charity
Autore: Marie - Aude Murail
Casa editrice: Giunti
Prezzo: 14, 90 €
N° di pagine: 480
Trama: Charity è una bambina. E' come tutti i bambini, piena di curiosità, assetata di contatti umani, di parole e di scambi. Vuole creare e partecipare alla vita del mondo. Purtroppo, però, una ragazzina della buona società inglese dell'800 deve tacere, non mostrarsi troppo, salvo che in chiesa. Gli adulti che la circondano non fanno attenzione a lei, le sue sorelline sono morte. Allora Charity si rifugia al terzo piano del suo palazzo borghese in compagnia della servitù. Per non morire di noia, alleva dei topini nella nursery, veste un coniglietto, studia dei fughi al microscopio, impara Shakespeare e disegna incessantemente dei corvi, con la speranza che un giorno succeda qualcosa. Così comincia la vita di Charity Tiddler, ragazzina prima e donna poi che fa della libertà un principio di vita e in nome di questa sovverte tutte le regole borghesi della vita vittoriana.
La recensione:
Era una storia che la si legge ovunque, soprattutto in un romanzo classico, fra dorsi di romanzi grossi e colorati e polverosi, resa luminosa ed evanescente quest'oggi già dal momento in cui decisi di sedermi dinanzi alla scrivania e porre i miei pensieri al riguardo. Notai subito, mentre mi infiltravo fra i meandri sgargianti e sfavillanti di questa storia, ora accanto alla stessa Charity ora accanto ai suoi famigliari, che lo spirito innovativo, semplice ma appassionato del romanzo favorì il mio stare lì, fra gruppi di lettori che hanno letto e osannato Miss Charity. Anche il lettore più pretenzioso, ostile e presuntuoso avrebbe da che rimanerne stupito: fra le tante motivazioni, la ragione secondo cui Miss Charity è liberamente ispirato alla maestosa figura di Beatrix Potter, insignita del titolo di miglior illustratrice del XIX secolo e, tutt'ora, una delle icone di maggior riferimento di artisti e illustratrici; e l'autrice, Mary Aude Murai, con semplicemente carta e inchiostro, la soprannominò la Regina del suo mondo incantato. E sebbene la Potter era un'illustratrice, una scrittrice per bambini, pur quanto chi decida di approcciarsi a questa lettura potrebbe pensare si tratti di qualcosa che potrebbe non piacergli, la sua è un anima bellissima, semplice e romantica, che rende dunque questo romanzo completamente diverso da ciò che lo si credeva. E' bastato conoscere Charity, seguirla camminare e avanzare lungo il suo percorso spesso accidentato, guidata da una mano invisibile, immersa in pensieri profondi e originali, che si fondevano con la famiglia, la natura circostante in elementi in cui tutte le parti si compenetravano armoniosamente e gaiamente. Così sublimi come la luna e le stelle nel cielo, ardente e appassionata proprio come me.
Il romanzo della Murai, tuttavia, narra di esperienze di una giovane donna che subì tutte queste esperienze, in casa sua, con la famiglia, ma soprattutto con la scoperta di approcciarsi al mondo che le diede il piacere di affidarsi a pagine di diario pur di trincerarsi dagli attacchi esterni. La scrittura le permise di gustare questo viaggio, adattandosi alle convenzioni del secolo e per le innumerevoli ragioni che la spinsero a comportarsi in un certo modo e a rendere tutt'ora la sua figura un icona del secolo.
Sull'ampia strada maestra del mio percorso letterario hanno preceduto in ordine sparso un guazzabuglio di letture, ma questi giorni di luglio mi vide passare per un cancello di campagna e, nella maggior parte dei casi, osservare gli abitanti di una tenuta.
Ho così funto da osservatrice attenta, da pragmatica e scrupolosa investigatrice che ho tenuto e raccolto questa storia fra le piccole membrane del mio corpo. Il contenuto era molto più notevole di quel che credevo. Non si trattava di qualcosa che mi ha scivolato lungo la mia schiena, qualcosa che ho stretto e poi sarebbe scivolato dal palmo della mia mano. Piuttosto melassa dolce, appiccicosa, debole per le storie come queste, che ho vissuto così bene con gradevole sorpresa.
Parole fluttuanti che, sparse in mezzo a ombre che si prendono per mano, talvolta incomprensibili, mi hanno trasmesso una certa malinconia, che inzupparono la mia anima al punto di renderla libera ma allo stesso tempo satura di qualcosa che mi aveva donato splendide sensazioni. La risata di Miss Charity, il suo fare dolce e allo stesso tempo dolce, disponibile al mondo e alla natura mi si aggrapparono sulle spalle, indebolita dalla sua volontà, dalla sua voglia di farsi notare dal mondo. Io, come Miss Charity, che sino a questo momento avevo conservato la bellezza di queste pagine, di fronte alla sua storia mi sono sentita contagiata dall'ilarità generale.
Lasciarla … fu in molti versi difficile.
Non appena misi piede nella mia terra natia avvertì la nota più sobria e più ricca della vivacità di Charity, in mezzo a quella dei suoi amici animali, che avevano visto apparire un mondo sotto strati e strati di carta e inchiostro, accendendo e infervorando il mio cuore sino a farmi rasentare l'ammaliamento.
L'aver voluto leggere di lei provocò sul mio corpo un torrente di sensazioni, emozioni che si unì a una certa curiosità e a un certo fascino. Tutto questo fece eco con un'animosità che pochi libri  mi hanno trasmesso in modo così insensato, nei lunghi pomeriggi in cui trascorsi piacevoli serate in sua compagnia.
Non credevo possibile che un semplice romanzo dalla copertina particolare e straordinaria fungesse da mezzo di evasione, quando una giovane donna emerse quasi silenziosamente da un angolo di una siepe che nascondeva la sua casa ed io la scrutai intensamente.
In un volume che fonde verità e finzione, in una tela raffinata e irreprensibile l'autrice ha scritto la storia di una donna forte e carismatica che quando dipinge, si guarda attorno e si riflette con immagini particolari. Non più quindi quel contenitore vuoto scrostato da dispiaceri e tristezze, ma ripulito da ambizioni e opinioni, che agogna la libertà individuale e d'espressione.
Il ritratto di un'illustratrice realmente esistita la cui bellezza è davvero esaltante, garbata, allusiva come poche. Un romanzo in cui spesso mi sono sorpresa a fantasticare su qualcosa che deriva da un insana curiosità o dalla fortuna di trovarsi su una terra che ha sempre destato il mio fascino. Un certo entusiasmo si è così sprigionato automaticamente dentro di me come la linfa nei rami, rifluendo persino dopo che dovetti volgere le spalle a qualcosa che ha a che fare con la speranza e l'invincibile istinto del godimento personale.
Valutazione d'inchiostro: 4+

4 commenti:

  1. E' da un sacco di tempo che ho questo romanzo in wish list... dopo le tue belle parole sono ancora più curiosa di leggerlo, anche se ho visto il film "Miss Potter" :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche io ho visto il film Missoni Potter, ma non avevo ancora letto il romanzo che riguardasse l'illustratrice. E sono contenta di averlo fatto ☺

      Elimina