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lunedì, maggio 18, 2026

Gocce d'inchiostro: Io sono il messaggero - Markus Zusak

Quello della narrativa - ora mi è tutto chiaro - è il solo << potere >> che un autore come Markus Zusak poté adoperare, appropriarsi per curare la sua anima. Poteva rifiutare qualunque supremazia, poteva servirsene diversamente, ma non poteva rimproverarsi alla risacca disomogenea dei ricordi di essere arrestati come quella praticata dalla maggior parte dei suoi << colleghi >>, che fanno della scrittura non solo una disciplina, quanto uno stile di vita. Una parte fondamentale del loro spirito. E il loro valore, se mai ne aveva uno, in effetti, stava appunto nell’essere diversi l’uno dall’altro. Questo romanzo è stato letto, fagocitato come risposta al mio animo, alla mia coscienza, di non voler abbandonare repentinamente un autore di questo calibro, perché la sua diversità avrebbe equivalso ad avere una certa intesa col mio animo. Così non è stato, perlomeno mediante la lettura di questo testo, la cui diversità consiste nell’avere una fortissima predisposizione a quel mancato senso di libertà cui aspira il protagonista, ma da cui non ho potuto ricavarne ciò che desideravo.


Titolo: Io sono il messaggero

Autore: Markus Zusak

Casa editrice: Frassinelli

Prezzo: 17, 90 €

N° di pagine: 403

Trama: L'esistenza di Ed Kennedy scorre tranquilla. Fino al giorno in cui diventa un eroe. Ed ha diciannove anni, una passione sfrenata per i libri, un lavoro da tassista piuttosto precario che gli permette di vivacchiare, e nessuna prospettiva per il futuro. Quando non legge, passa il tempo con gli amici giocando a carte davanti a un bicchiere di birra o porta a spasso il Portinaio, il suo cane, che beve troppo caffè e puzza anche quando è pulito. Con le donne non è particolarmente disinvolto, perché l'unica ragazza che gli interessi davvero è Audrey, la ragione per cui è rimasto in quel posto senza vie d'uscita. Capace di colpirlo al cuore con una frase: "Sei il mio migliore amico". Non serve una pallottola per uccidere un uomo, bastano le parole. Tutto sembra così tremendamente immutabile: finché il caso mette un rapinatore sulla sua strada, e Ed diventa l'eroe del giorno. Da quel momento, comincia a ricevere strani messaggi scritti su carte da gioco, ognuno dei quali lo guida verso nuove memorabili imprese. E mentre Ed diventa sempre più popolare, mentre nota una luce diversa negli occhi di Audrey e la gente lo saluta per strada, inizia a domandarsi: da dove arrivano i messaggi, chi è il messaggero?

lunedì, febbraio 10, 2020

Gocce d'inchiostro: Storia di una ladra di libri - Markus Zusak

In principio, era solo un’idea. Più tardi, la piccola Leslie e dopo ancora un’onnipresente figura che ha svezzato, spezzato qualunque legame ma che ha elargito diversi insegnamenti, che quando si giunge all’epilogo avviene in maniera alquanto violenta. E’ così che comincia il romanzo che rese Zusak celebre, il tempo è il passato, e né l’uomo né il Fato potranno concederci delle risposte. Per una manciata di giorni ho seguito le vicende di una piccola ladra di libri, che ruba e li serba come tesori aspettando che quelle parole che la invadono ogniqualvolta possano salvarla. Non certamente una cosa da poco, né da prendere alla leggera: quante volte le parole mi hanno salvato nel momento del bisogno!
Eppure, leggere di lei e delle sue formidabili vicende, a distanza di qualche tempo, è stato alquanto semplice, introspettivo, travolgente ed inaspettato, come i sentimenti o l’emozioni che hanno invaso il mio corpo, durante il corso della lettura. E deducendo si trattasse di semplice mancanza, mi è stata recapitata la storia di questa giovane ebrea che spiega ed esamina, non solo una fetta di storia, ma la potenza che il Caso ha inesorabilmente nelle nostre vite. I rapporti che si instaurano, giorno dopo giorno, particolari che sebbene la semplicità con cui sono trattati arricchiscono il nostro animo.



Titolo: Storia di una ladra di libri
Autore: Markus Zusak
Casa editrice: Frassinelli
Prezzo: 16, 90€
N° di pagine: 563
Trama: E’ il 1939 nella Germania nazista. Tutto il Paese è col fiato sospeso. La Morte non ha mai avuto tanto da fare, ed è solo l’inizio. Il giorno del funerale del suo fratellino, Liesel Meminger raccoglie un oggetto seminascosto nella neve, qualcosa di sconosciuto e confortante al tempo stesso, un libriccino abbandonato lì, forse, o dimenticato dai custodi nel minuscolo cimitero. Liesel non ci pensa due volte, le pare un segno, la prova tangibile di un ricordo per il futuro; lo ruba e lo porta con sé. Così comincia la storia di una piccola ladra, la storia d’amore di Liesel con i libri e con le parole, che per lei diventano un talismano contro l’orrore che la circonda. Grazie al padre adottivo impara a leggere ben presto si fa più esperta e temeraria: prima strappa i libri ai roghi nazisti perché “ai tedeschi piaceva a bruciare cose. Negozi, sinagoghe, case e libri”, poi li sottrae dalla biblioteca della moglie del sindaco, e interviene tutte le volte che ce n’è uno in pericolo. Lei li salva, come farebbe con qualsiasi creatura. Ma i tempi si fanno sempre più difficili. Quando la famiglia putativa di Liesel nasconde un ebreo in cantica. Il mondo della ragazzina all’improvviso diventa più piccolo. E, al contempo, più vasto.
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