Titolo: Il bambino che amava il mondo
Autore: Tjibbe Veldkamp
Casa editrice: Mondadori
Prezzo: 13, 90 €
N° di pagine: 160
Trama: In una città fredda d'inverno, mentre cade tanta neve, un uomo e una donna si incontrano per caso su un ponte. Si guardano negli occhi per un attimo e tra loro succede qualcosa di speciale. Però subito dopo si separano e ognuno va per la sua strada. Proprio in quel momento, sul ponte, appare Adem. Ha undici anni ed è il loro figlio… ma c'è un problema: non è ancora nato! Adem potrà esistere davvero solo se i suoi genitori, Zdenka e Vaclav, si incontreranno di nuovo e si innamoreranno. Non sarà facile, perché i due vivono vite molto diverse e sono sempre di fretta. Ma Adem non vuole arrendersi. Desidera tantissimo vivere e conoscere il mondo, che a volte è difficile, ma è anche pieno di cose meravigliose. Crede nell'amore e nella speranza, e farà di tutto perché i suoi genitori si ritrovino.
La recensione:
Per me, che sto per varcare la soglia dei 34 anni, è una bella soddisfazione carpire l’anima, il segreto che intrinsecamente celano in fiumi d’inchiostro e parole certe storie. Si immagina opere con protagonisti bambini coraggiosi, determinati, forti che saranno soggetti ad azioni avverse, ad assistere a scene in cui avrebbero reagito con un certo disgusto, alcuni addirittura con disagio, indietreggiando, intimiditi, nel scovare conforto nell’abbraccio caldo di un genitore, incuranti di dover liberarsi da una forma opprimente e annichilente che aveva popolato le loro esistenze. I romanzi per ragazzi, quelli volti a un pubblico giovanissimo, non si interessano più di tanto a ritrarre la moralità, l’importanza di certe tematiche che un adulto consenziente analizzerà, vaglierà bene. Perché dotato di una mente aperta, un pò più rigida e predisposta a vedere il mondo in chiave << alternativa >>, si affida alla coscienza, alla ragione. Ma quando si tratta di bambini, piccoli omini ancora piagnucolosi e impazienti, è davvero impossibile accettare un aspetto di questo tipo di comprensione, di moralità di cui facevo cenno, appropriandosi di ogni possibilità. Perchè niente è intimamente legato da quei fili che non si possono tagliare a piacimento rispettando i canoni del nostro rispettivo gradimento. I romanzi per ragazzi, per bambini, sono così: niente è avulso, ammantato, descritto con quella serietà tipica dei classici, delle storie contemporanee, ma detengono una certa possibilità ad appropriarsi l’attenzione di chi legge. Di chi decide di spendere il proprio tempo, specialmente in questo periodo, nell’intraprendere un percorso che non sia buio o ombroso, quanto immerso in una certa luce. Non si nutre alcun timore di caduta, di perdita di coscienza. Quanto se ne approfitta di affiancare le piccole creature protagoniste a proteggerle, osservarle scrupolosamente. Senza infierire ulteriormente, quanto limitandosi a vedere..
Qualche sera fa, non mi sono limitata a osservare quanto a cogliere quello che sussultava nel cuore di questo piccolo esserino: Adem era stato strappato dal grembo familiare e immaginando ciò che dovette sentire o avvertire quando prese consapevolezza dell’improvviso senso di solitudine che sedimenta nel suo cuore, i miei occhi trasmisero al cervello quei normali impulsi di luce e movimento. Adem non doveva né tantomeno poteva restare solo, abbandonato a se stesso, e affiancarlo in un viaggio breve ma divertente e appassionante si manifestò come una forza vitale, un istinto alla sopravvivenza.
Mi venne la tentazione di vivere questa storia, non lasciandomi però sedurre dal lento ondeggiare dei ricordi, quanto meritando di leggerlo con occhi diversi, in un corollario di immagini, suoni e parole che avevano tanto da famigliare. Ed ecco che le tradizioni, il ritmo quasi sempre uguale a tante altre storie, avevano preso queste mie imprevedibili scorribande come qualcosa di più serio. Infilato in un gioco di luci e ombre, realtà e finzione, che mi sorprese pronta, famelica, desiderosa di portare in vita tutto questo, mediante ogni parola, ogni verso contenute in questo gioco lirico. Piacevolmente entusiasta, attratta da qualcosa che vale la pena fare un piccolo sforzo in più per leggerlo o scoprirlo. Forse un giorno i miei stessi figli saranno attratti da questo ragazzino! Entrare a far parte del suo mondo, alleandosi con chiunque, riportando alla luce un’avventura che forse sarà ripresa e ancor ripresa in futuro, ritenuta quasi quel genere di lettura in remissione.
Valutazione d’inchiostro: 3


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