Titolo: Il regno segreto. Il libro della polvere 2
Autore: Philip Pullman
Casa editrice: Salani
Prezzo: 19, 80 €
N° di pagine: 704
Trama: Sono passati dieci anni da quando abbiamo salutato Lyra Belacqua, adolescente seduta su una panchina del giardino botanico di Oxford nel finale di Queste oscure materie. Nel Regno Segreto la incontriamo di nuovo, quando ormai è diventata più grande, ma anche più disincantata e disillusa. In questo attesissimo sequel, Lyra, ora ventenne, scoprirà luoghi dell'anima e del mondo di cui non aveva mai nemmeno immaginato l'esistenza e dovrà superare prove inattese e difficili che metteranno a dura prova il rapporto con il suo inseparabile daimon, Pantalaimon. Nel grande, rocambolesco viaggio che li attende sarà coinvolto anche Malcolm, che nella Belle Sauvage era un ragazzino con una barca e la missione di salvare una neonata dall'alluvione, e ora è un uomo con un forte senso del dovere e il desiderio di fare ciò che è giusto. Una nuova, grandiosa avventura che si spinge oltre i confini di Oxford, attraverso l'Europa fino in Asia, alla ricerca di ciò che è stato dimenticato: una città creduta impossibile, un segreto nel cuore del deserto, il mistero della Polvere e una guerra tra fazioni sconosciute. Dopo anni di attesa, con il nuovo ciclo del Libro della Polvere, Philip Pullman, uno dei più grandi scrittori viventi, torna nel sontuoso mondo allo stesso tempo familiare e straordinario di Queste oscure materie con un romanzo che è davvero un libro per i nostri tempi; un'avventura imponente in luoghi evocativi e indimenticabili ma anche uno sguardo stimolante su cosa significhi capire se stessi, crescere e dare un senso al mondo che ci circonda, qualunque esso sia.
La recensione:
Senza dubbio c’è qualcosa di particolare in certe storie, quelle i cui suoni ci sono tramandati come dinanzi a delle barriere insormontabili, intaccabili, invalicabili, di generazione in generazione, con forme o metodologie diverse, ritmi o censure. Forse inutile, a volte, sedere dinanzi a un computer già ronzante ma nuovo, e riporre queste poche righe. Le storie che ci sono state date, regalate, conferite, e poi dimenticate, messe da parte, in attesa che qualcuno, qualcosa possa evocare, dargli nuovamente vita. Invece, come ogni cosa, come il ciclo della vita, quell’inizio e quella fine sono sconosciuti, e a completare questa prospettiva è la percezione, la fiducia che riponiamo all’autore, in attesa che possa indicarci a intraprendere quella giusta strada. Essere guidati, mediante lo splendido rito della lettura, o, come in questo caso, della rilettura. Come un prezioso regalo, che ha però legato la mia anima a quella del suo autore. E in uno di questi riti c’è stato quello di tornare fra le pagine di questa storia, il primo volume avvolto in una cortina di mistero e incertezze, immerso nella dimenticanza, a cui ho dato una seconda possibilità.
A rendere particolare questo secondo testo, però, è stato il suono che ha trasmesso. Una splendida melodia, tramandata da un semplice uomo di lettere, amante della parola scritta, dei libri e della buona letteratura, e che come un prezioso mantra ha indotto la mia mente a contribuire a qualcosa.
Sul finire del mese di febbraio mi sono trovata ancora una volta in compagnia di personaggi che, nell'inverno di qualche anno fa, avevano popolato pomeriggi all'insegna del tedio o della sofferenza. Seguire i personaggi pullmiani ha equivalso essere condotta in mezzo a un disastro terrestre in cui il Bene e il Male sarebbero stati messo a confronto. Ma nessuno tranne che Lyra prima, Malcom adesso, avrebbe potuto cambiare le sorti. Da quando ho abbandonato la Londra sonnecchiante e ancora immatura di Lyra, mi sono avventurata all'interno di queste pagine in cui è evidente come si tratti di un pezzo di mosaico che alla fine completerà un tutto. Il primo volume della saga de La Belle Sauvage, costruita egregiamente e riccamente, imbevuta di magia e di una strana Polvere che si attacca addosso, in questo secondo trasportata in un mondo in cui ho fatto perdere volontariamente le mie tracce, mettendo insieme, dopo una esaustiva lettura, pensieri che mi frullavano in testa.
Adesso che è tutto finito, mi sorprendo ad attendere con fervore la pubblicazione del terzo e ultimo volume, scrivo con certezza che i romanzi di Philip Pullman sono un balsamo contro gli effetti collaterali della realtà. Un atto culminante di felicità, una straordinaria prova di letteratura che procura un eccesso di soddisfazione e piacere. Un mondo visionario e fantastico che ha acquisito una sua abituale consistenza. Un'epoca che non possiede niente di diverso da quella odierna, ma che desta sempre il mio fascino. Romanzi meravigliosi, proprio come questo, che altro non sono che tentativi di fuggire da se stessi. Opere che ho accolto nel mio cantuccio personale e che, slegandosi dalla materia di cui sono fatti i suoi personaggi, ci si domanda se convivere con un certo dolore sia l'unica soluzione. Con l'anima tumefatta, in compagnia di creature dispensate dalle emozioni, esemplari finiti della razza umana che hanno già provato tutto quel che c'è da provare.
Valutazione d’inchiostro: 4


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