Anaïs Nin? Oh, quante lodi ho tessuto, ho sperticato nei suoi riguardi! Una donna che visse una vita difficoltosa, all’insegna delle avanguardie, delle persecuzioni, delle violenze subite persino dal suo stesso sangue e che, nel tempo, è divenuta una mia cara amica. Una confidente, una fonte inesauribile di sapere e conoscenze da cui ho attinto e attingo nozioni per cui il mio bagaglio culturale può accrescere, la mia anima rifiorire. Letteralmente, la << figlia >> di una donna che sebbene la sua istruzione fu alquanto scarsa, la sua attività istituzionale si arrestò prima del previsto, divenne quel guru di conoscenza, di emancipazione, di libertà. La conoscenza che discende dai rischi, coloro che vedono e fanno finta di vedere.
Nel giro di qualche mese, prima che esordisse un’estate di fuoco di cui lentamente ci stiamo trascinando gli ultimi strascichi, ho divorato tutti i romanzi scritti dalla Nin. Alcuni di essi, letti e studiati non troppo tempo fa, funsero da espediente per poter tornare in quei magnifici posti da cui avrei dovuto procurarmi nient’altro che penne, taccuini. Ritratti di vita nel quale la sua anima riposa ancora silenziosamente e che quando è scossa sembra sprigionare una luce che abbaglia ogni cosa. Non solo, banalmente, gli occhi, ma persino la nostra stessa anima.
Anche io ho aspettato, in questa manciata di mesi, che potessi essere liberata e pur di farlo bene ho dovuto guadagnare tempo protraendo la sua lettura, un pò più del previsto. Mistica del sesso, sin dal principio, esplica una certa fede in qualcosa che la sua autrice ha colto volutamente, naturalmente affinchè ogni cosa potesse essere considerata tale e necessaria. Catalizzata in quel luogo intimo e intrinseco del suo spirito, che cozza fra interiorità ed esteriorità.
Titolo: Mistica del sesso
Autore: Anaïs Nin
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 10 €
N° di pagine: 108
Trama: Mistica del sesso è una raccolta di scritti di Anaïs Nin finora inediti, che vanno dai primi anni Trenta agli anni Settanta. Una parte degli scritti è dedicata alla teoria della letteratura, a come nasce una storia, all’esame appassionato di alcune tra le opere e gli autori più rappresenativi del secolo, da D.H. Lawrence a Freud, a L.A. Salomè a Kafka; parte è invece dedicata alle donne: antesignana del femminismo, la Nin disegna con sorprendente lungimiranza la donna del futuro, quella che lei stessa ha voluto incarnare per tutto l’arco della sua esistenza con i propri libri e le proprie scandalose scelte di vita.
La recensione:
Quando ci si immerge talmente tanto in un luogo, in un posto, in una persona, tornare alla realtà come strappati da questa forma idilliaca nel quale eravamo sprofondati, conferisce un senso di straniamento: ci si sente fuori dal mondo e con ciò anche con i principi o i dogmi della nostra religione. Lo stesso credo nei riguardi del sesso - termine che nel tempo ha subito una certa stroncatura, quanto una forma concreta da cui non vi sarebbe stato alcun tabù, divenendo quell’elemento concreto della vita di ognuno, per giunta non fondato da nessuno, senza un particolare perchè o spiegazione per cui fosse così celato o nascosto; un fondametno veritiero, sedimentato nelle relazioni umane divenuto una prerogativa della stessa. Tanto meno considerarla di poco conto, non più come una fede o un particolare credo, quanto uno strumento di conoscenza; la conoscenza del corpo in relazione alla realtà.
Nella realtà che visse Anaïs Nin, la donna finiva quasi sempre per restare con una limitata visione di sé, appunto perchè tutto ciò che l’Io percepiva era fuori dall’Io, e perché l’uomo non era a suo agio a rivelarsi “vulnerabile “ a non vestire quei panni, indossare quelle maschere che fossero in linea alle convenzioni. Abbracciando questa realtà discutibile e depennabile in una distinzione fra il suo sé e ciò che percepisce e conosce. Esattamente come un flusso sinuoso e impetuoso di un’onda, che vede l’oceano come una cosa diversa da sé. Eppure, quell’onda è parte di un tutto. E’ fatta d’acqua, esattamente come tante altre, e l’oceano intero è solo acqua, il suo senso di straniamento, alienazione, inadeguatezza, separazione, svanisce.
Per Anaïs Nin, che concepì questo concetto mediante il sesso, tutto questo avrebbe dovuto scomparire. Non appena lei, come donna, scoprì che lei stessa era parte di una totalità, non c’era alcuna dualità - fra creatore e creato, fra chi vede e chi è visto,fra se stessa e Dio - lei, come donna, si accorse che quello che appariva come dotata di un’esistenza separata fosse in realtà esistente e indipendente dalla totalità.
Il problema, però, per avvalere una concezione simile, era di metterla in pratica nella realtà scabrosa che visse. L’esigenza di scovare un proprio Io in un intricato labirinto che riassumesse quella lotta acerrima che una donna dovette affrontare nel momento in cui approda alla maturità, la indussero a concentrarsi sul perseguimento di un’esperienza con ogni elemento intricato, lento e laborioso che è tipico della natura.
Scegliere fra la vita e la morte, sostenere chiare e intense conclusioni, rinviare a parlare, parlare di sesso in maniera piena, completa, pulita e nel quale si tenta di tornare nel mondo, quello primitivo che è immersione anzichè riflessione, e poi procedere con rinnovato vigore è una di quelle formule magiche che attinse dal suo amato D H Lawrence, che desiderava approfondire la vita stessa da una visione sensoriale, pari a quella intellettuale, risvegliando l’impulso e la chiaroveggenza delle nostre intuizioni. Sebbene il mondo, non poche volte, lo aveva considerato come un emarginato, un essere rinchiuso nel suo bozzolo e turbato dai suoi personaggi, la Nin fece con Lawrence un’esperienza diretta nel quale una mente oscura e contorta, indagatrice e misteriosa dettata dal ragionamento intuitivo, radicato nell’elemento carnale, avrebbe oscurato il suo misticismo.
L’amore carnale era meritevole di essere scoperto continuamente, artisticamente parlando meno equilibrato di quel che si crede, più incompleto da quello umano perché non considera nessun altro tipo di rapporto se non sessuale. L’unica che avrebbe surclassato qualsiasi cosa sia stata scritta in materia non soltanto per la pienezza fisica, ma anche per la profondità emotiva, in Lawrence come un moto sensibile, quasi tenero, che cozza con l’idea di libertà che le aveva attribuito la Nin. Lei che considerava emarginato perché coglieva i sentimenti nella carne, in quell’equilibrio elementi sessuali e mistici e in cui l’interruzione dell’amore fisico nella sua più completa misura dia una percezione dell’esistenza diversa dal reale. Quasi onirica, surreale, speciale, libera e informale e estremamente personale che unì il fantastico al reale. Incurante di ogni sentimento di pietà volta alla verità.
Mistica del sesso esplora il legame profondo tra la passione erotica, la creatività artistica e la liberazione interiore della donna analizzando come l'intensità del vissuto erotico permetta una maggiore consapevolezza e chiaroveggenza esistenziale. Delineando un modello femminile emancipato, capace di rifiutare una vita immobile o convenzionale per abbracciare pienamente i propri slanci vitali e creativi, nel quale la scrittrice si scaglia contro chi si accontenta di amori tiepidi e pratiche monotone, esaltando invece la sperimentazione e la coerenza con i propri desideri.
Valutazione d’inchiostro: 4


Non conosco; ottima recensione, grazie
RispondiEliminaA te! :D
Elimina