Delle volte capita che compio passeggiate, nei vasti viali della letteratura, che poi mi mettono una certa fame. Io, in particolare, abituata ormai a vivere di letteratura, cibare la mia anima di parole e suoni che quasi sempre coincidono con la cittadella del mio spirito, forse un pò troppo a volte, come in questo caso. Non conoscevo la signorina Puttermesser sino a quando il Caso non ha ordito il nostro incontro. Comparsa come una creatura non proprio celeste, nonostante provenisse da un luogo celeste, che ebbe un che di segreto, affascinante nonché parte integrante di un Eden segreto che è atemporalità, e il cui fulcro principale vira attorno a quello di progettare qualcosa di maestoso. La Ozick, ebrea per nascita, riconosce nella quotidianità, nella modernità qualcosa che è sorretto da un partito che coincide col favore delle masse. Poiché il desiderio di conquista di qualcosa forse più grande di noi, tornando sui nostri passi e affondando le radici nel passato, avrebbe esacerbato ogni cosa. Persino assetti tipici di un epoca che in cui è ancora diffuso, l’antisemitismo, lo yiddish, poichè la stessa Ozick fu protagonista di atti di rivolta. Parlando di vita propria mediante temi completamente jamesiani, cioè coscienziosi e moralisti, ma con una visione personalissima e intima.
Titolo: Le carte della signorina Puttermesser
Autore: Cynthia Ozick
Casa editrice: La nave di Teseo
Prezzo: 19, 50 €
N° di pagine: 340
Trama: Con una scrittura affascinante, originale, che canta come un intero coro di sirene, Cynthia Ozick dà vita al suo personaggio e alla sua storia più coinvolgente. Ruth Puttermesser vive a New York. La sua cultura è monumentale. La sua vita amorosa minima (preferisce versare lacrime per Platone che divertirsi con Morris Rappoport, sposato). Le sue fantasie, invece, rivelano una sconcertante tendenza ad avverarsi – con conseguenze disastrose per ciò che, comicamente, definiamo realtà. La Signorina Puttermesser vorrebbe tanto una figlia, e prontamente ne crea una, senza aiuto, nella forma del primo golem femmina di cui si abbia memoria. Mentre si dà da fare nelle pieghe polverose del servizio civile, sogna di cambiare la città – ed ecco che riesce a diventarne il sindaco. La Signorina Puttermesser riflette sull’aldilà e vi si butta a capofitto, solo per scoprire che trovare un paradiso significa anche perderlo. Strabordante di immaginazione di vibrante umorismo, Le carte della Signorina Puttermesser è un vero e proprio luna-park letterario, scritto da una delle autrici più visionarie del nostro tempo.

