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domenica, agosto 30, 2026

Gocce d'inchiostro: Estate a Baden Baden - Leonid Cypkin

Mi sono imbattuta in queste pagine non riuscendo a cogliere la bellezza, la forza, il coraggio, l'orgoglio di questo angelo tramutato in diavolo nel cui animo imperversano bufere. Bufere lussuriose, estetiche, tremende e spaventose. In una manciata di pagine impossibilitata ad essere sedotta da una storia il cui tratto sognante, magico, aveva qualcosa di tangibile. Ma che non ha penetrando nel mio cuore, quanto soggetta a brusche forme di dimenticanza nel momento in cui sarà messo da parte perché considerato privo di emozioni - mi ha impedito di ritagliarmi un posticino tutto mio. In un rito o rituale letterario in cui una pace assoluta avrebbe lavato ogni impurità, reso l'uomo più puro, più efficace mediante una condizione del doppio, il momento in cui prende piena consapevolezza o coscienza della libertà degli uomini, solo mediante intelligenza, e l'opposizione, il conflitto una mera transitoria imperfezione destinata a rimarginarsi nella pacificazione. L’autore di questo romanzo rappresenta Dostoevskij sotto una prospettiva eroica e un pò ridicolizzante, quel prototipo della giustizia, che conobbe il male mediante i suoi stessi occhi, scostandosi dal Male, da questo parassita che sembra condannare, condurre dinanzi alla morte. Se Dio esiste, esiste anche il Male, ed esso è legato alla rinascita del cristianesimo nella fede della resurrezione, alimentandosi della sua stessa distruzione, rintanato in un sottosuolo puzzolente e laido da cui invano si tenta di liberarsi.


Titolo: Estate a Baden Baden

Autore: Leonid Cypkin

Casa editrice: Neri Pozza

Prezzo: 16 €

N° di pagine: 224

Trama: «In un campo ampiamente attraversato come la letteratura della seconda metà del XX secolo, sembra improbabile che esistano ancora capolavori in attesa di essere scoperti. Eppure una decina di anni fa, rovistando in un bidone di tascabili usati dall’aria malmessa davanti a una libreria di Charing Cross Road, a Londra, mi sono imbattuta proprio in un libro del genere, Estate a Baden-Baden, che potrei annoverare tra i frutti più belli, originali ed entusiasmanti di un intero secolo di narrativa e paranarrativa». Così scrive Susan Sontag nella prefazione di questo sorprendente romanzo, la cui originalità sta nel modo in cui passa dalla narrazione autobiografica del mai identificato narratore, imbarcato in un viaggio nel desolato paesaggio sovietico contemporaneo, alla vita itinerante dei coniugi Dostoevskij. Estate a Baden-Baden appartiene a un sottogenere di romanzo raro e particolarmente ambizioso: il racconto della vita di una persona di grande talento realmente esistita in un’altra epoca, intrecciato a una storia al presente, quella del romanziere che medita, cercando di accedervi sempre più a fondo, sulla vita interiore di un personaggio destinato a diventare non solo storico ma monumentale. Oltre a narrarci le vicende di Fëdor Dostoevskij e della moglie Anna che – appena sposati – partono per un viaggio di quattro anni alla volta della Germania, dove lo scrittore russo sperimenterà la propria ossessione per il gioco d’azzardo, perdendo tutto nei casinò di Baden-Baden, Cypkin – che non vide mai pubblicata, nel corso della propria vita, una sola pagina della sua opera letteraria – ci offre anche un corso intensivo su tutti i grandi temi della letteratura russa.

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