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sabato, marzo 21, 2026

Nel giardino della letteratura: la primavera nei libri 6°

Per quanto l'anima di queste storie siano così pulite, moderate, ma affascinanti e trascinanti - che intrecciano passioni, amori non corrisposti nell'incessante lotta fra il Bene e il Male - anche se devo confessare che in principio ho nutrito qualche serio dubbio, ho pensato che non sarei riuscita ad amarli così intensamente, a imbrattare diversi fogli tentando di mettere a posto qualcosa dentro di me. Tentando di spiegare alla mia anima, che pur quanto la semplicità del tema trattato, il loro spirito si è congiunto al mio, donando mutamento, rinascita. Soggetti a continue modifiche, nel quale ogni semplice parola è emblema di naturalezza, forme trascendentali che vibrano ancora nel vuoto. La primavera come espediente per rinascere, crescere o ricominciare, che non è indirizzata esclusivamente alla stagione, al momento vissuto, quanto alla predisposizione morale in cui essa è circoscritta.

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Titolo: La signora delle camelie

Autore: Alexandre Dumas (figlio)

Prezzo: 10 €

Casa editrice: Bur Rizzoli

N° di pagine: 212

Trama: L'amore infelice e "scandaloso" tra la démi - mondaine Margherita Gautier e Armando Duval; un romanzo che se a suo tempo suscitò lo sdegno dei benpensanti per il tema trattato (e per il modo in cui era denunciata l'ipocrisia del ceto borghese), commosse migliaia e migliaia di lettori in tutto il mondo.

sabato, maggio 17, 2025

Nel giardino della letteratura: la primavera nei libri 5°

Ho sempre sposato l’idea che i libri non siano solo dei mezzi per nutrire la nostra anima, ma fungono anche da espediente per abbellirla. Se ci pensate, in letteratura, vi sono tantissime storie che esplicano il tema della fioritura non solo come predisposizione naturale, alle cose, alla vita stessa, quanto ad una forma di rinascita in cui sono gli spiriti affini a prevalere. Quest’oggi, dunque, così com’è accaduto tanto tempo fa, due anni fa, ma anche l’anno scorso, la letteratura che sposa la stagione primaverile con i suoi splendidi fiori, sbocchi sull’anima, la nascita di un nuovo inizio che potrebbe essere anche la sua fine, chi può dirlo? - fungono da ennesima opportunità per parlare di libri.. Ancora! E riassumerli in questo breve post non mi sembra il caso: inappropriato e dispendioso di tempo, ma abbastanza rilevante per conferire un'idea - l’ennesima - di libri e fioritura. Rinascita e bellezza, che solo la parola scritta sa donarci.

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Questo romanzo, il cui ricordo è quasi del tutto svanito, la cui protagonista, Nora riapre i suoi enormi occhi verdi, torna alla vita. Il fulmine che l’ha colpita le ha lasciato il segno di un fiore rosso sulla pelle bianca e la capacità di vedere quello che gli altri non vedono.


Titolo: Fiore di fulmine

Autore: Vanessa Roggeri

Casa editrice: Garzanti

Prezzo: 16, 40€

N° di pagine: 279

Trama: È quasi sera quando all'improvviso il cielo si fa livido, mentre enormi nuvole nere galoppano a oscurare gli ultimi raggi di sole. Da sempre, la prima cosa da fare è rintanarsi in casa, coprire gli specchi e pregare che il temporale svanisca presto. Eppure la piccola Nora, undici anni e il coraggio più scellerato che la gente di Monte Narba abbia mai conosciuto, non ha nessuna intenzione di mettersi al riparo. Nora vuole sfidare il vento che soffia sempre più forte e correre sulla cima della collina. È appena arrivata sotto una grande quercia quando un fulmine la colpisce sbalzandola lontano, esanime. Per tutto il piccolo villaggio sardo dove è cresciuta, la bambina è morta. Ma non è quello il suo destino. Nora riapre i suoi enormi occhi verdi, torna alla vita. Il fulmine le ha lasciato il segno di un fiore rosso sulla pelle bianca e la capacità di vedere quello che gli altri non vedono. Nella sua famiglia nessuno la riconosce più. Non sua madre, con cui amava ricamare la sera alla luce fioca di una candela, né i suoi fratelli, adorati compagni di scorribande nei boschi. C'è un nome per quelle come lei, "bidemortos", coloro che vedono i morti, e tutti ne hanno paura. Nel piccolo paese non c'è più posto per lei. La sua nuova casa è Cagliari, in un istituto per orfanelle, dove Nora chiude la sua anima in un guscio di dolore, mentre aspetta invano che qualcuno venga a prenderla.

sabato, marzo 23, 2024

Nel giardino della letteratura: la primavera nei libri 4°

Da quant’è ho aperto questo profilo libroso, la mia passione per la lettura e per i libri in generale è stata alimentata anche dalla conoscenza di nuovi autori o opere. In particolare, ai libri mi piace accostare cose. Oggetti, altri libri, o fiori. Fiori, tulipani, rose, e la lettrice che ci sta dietro non possiede affatto il pollice verde. Eppure i fiori, la natura in generale, ha sempre funto da pilastro, sostegno, forma architettonica su cui ritrarre un particolare romanzo. Classici, romanzi di narrativa contemporanea, saggi, che letti su un piccolo Kobo o in cartaceo esplicano ciò che i libri e la letteratura fungono per me: la linfa vitale. La natura per gli individui in generale, la letteratura per me… cosa aggiungere? Cosa portarsi dietro, ora che la primavera è sempre più vicina?!? Nient’altro che conferire un’idea di sacro, magico a qualcosa di essenziale, inestimabile e ineguagliabile come la letteratura. La letteratura che, specialmente in questo periodo, fiorisce come splendide e preziose gemme.

Primo fra questa piccola carrellata, un testo ambientato in primavera e che ritrae la donna come figura alata, posta ai bordi di una storia che lentamente matura maggiormente.


Titolo: La signora di Wildfell Hall

Autore: Anne Bronte

Casa editrice: Neri Pozza

Prezzo: 16 

N° di pagine: 390

Trama: Chi è l'affascinate signora nerovestita che si è installata nella decrepita, isolata residenza di Wildfell Hall? Quella donna sola, che vive con un bambino e un'anziana domestica, sarà davvero la giovane vedova che dice di essere? Helen Graham è estremamente riservata e il suo passato è avvolto in un fitto mistero. Fa il possibile per ridurre al minimo i contatti con i suoi vicini, a costo di apparire scostante e ombrosa, e trascorre le giornate dipingendo e prendendosi cura - fin troppo amorevolmente, dice qualcuno - del piccolo Arthur. Ma Gilbert Markham, giovane gentiluomo di campagna tutto dedito ai suoi terreni e al corteggiamento di fanciulle tanto graziose quanto superficiali, è subito punto da una viva curiosità per quella donna che lo tratta con insolita freddezza. Il comportamento schivo di Helen suscita presto voci e pettegolezzi maligni e lo stesso Gilbert, che pure è riuscito a stringere una bella e intensa amicizia con lei, è portato a sospettare. Solo quando la donna gli consegnerà il proprio diario emergeranno i dettagli del disastroso passato che si è lasciata alle spalle. 

giovedì, marzo 23, 2023

Nel giardino della letteratura: La primavera nei libri 3°

Ho sempre pensato che la primavera fosse sinonimo di rinascita. Dicono sia solo questione mentale, ma dubito sia così. In primis, credo si parli di rinascita se spiritualmente le cose si allineano per il verso giusto. È qualcosa d’inspiegabile, ma io ho sempre accolto così la primavera.
È straordinario. Infatti, è qualcosa che ha una certa magia. E dubito che tutti possano comprenderla. Quest’oggi ho desiderato sposare questi due elementi combinando alla stagione primaverile il mio amore per la letteratura. Ed ecco che è nato questo ennesimo post. La letteratura è zeppa di storie che parlano di rinascite, splendono nel loro comune essere, o, semplicemente sono ambientate in primavera. E questa piccola carrellata ne è un esempio.

Primo di questa carrellata un romanzo romantico, sensuale, realistico, che scruta una parte più intima della nostra anima: i sentimenti. Un bellissimo affresco sull'adolescenza, sulla giovinezza, sul periodo di transizione all'età adulta scritto magistralmente.

 

Titolo: A sud del confine, a ovest del sole
Autore: Murakami Haruki
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: 13€
N° di pagine: 204
Trama: Fino ad allora Hajime aveva vissuto in un universo abitato solo da lui: figlio unico quando, nel Giappone degli anni Cinquanta, era rarissimo non avere fratelli o sorelle, aveva fatto della propria eccezionalità una fortezza in cui nascondersi, un modo per zittire quella sensazione costante di non essere mai lì dove si vorrebbe veramente. Invece un giorno scopre che la solitudine è solo un'abitudine, non un destino: lo capisce quando, a dodici anni, stringe la mano di Shimamoto, una compagna di classe sola quanto lui, forse di più: a distinguerla non c'è solo la condizione di figlia unica, ma anche il suo incedere zoppicante, come se in quel passo faticoso e incerto ci fosse tutta la sua difficoltà a essere una creatura di questo mondo. Quando capisci che non sei destinato alla solitudine, che il tuo posto nel mondo è solo là dove è lei, capisci anche un'altra cosa: che sei innamorato. Ma Hajime se ne rende conto troppo tardi - è uno di quegli insegnamenti che si imparano solo con l'esperienza - quando ormai la vita l'ha separato da lei. Come il dolore di un arto fantasma, come una leggera zoppia esistenziale, Hajime diventerà uomo e accumulerà amori, esperienze, dolori, errori, ma sempre con la consapevolezza che la vita, la vita vera, non è quella che sta dissipando, ma quell'altra, quella che sarebbe potuta essere con Shimamoto, quella in un altrove indefinito, a sud del confine, a ovest del sole. Una vita che forse, venticinque anni dopo, quando lei riappare dal nulla, diventerà realtà.

sabato, aprile 23, 2022

Nel giardino della letteratura: La primavera nei libri 2°

Mi è sempre piaciuto attribuire ai libri qualcosa, quantomeno nel modo in cui mi piace vederli in un ottica che va al di là delle semplici parole, e dato che la primavera è forse finalmente giunta, nel riporre queste poche righe mi lascio letteralmente alle spalle giornate fredde e uggiose per proiettarmi nel cuore delle stesse parole, nella loro essenza, guardandoli però sotto una prospettiva diversa dal solito. Alla fine i libri sono e restano sempre delle semplice risme di carta in cui sono riversate parole, ma cui mi basta aprirne uno per respirarne la magia che mi piace tanto, cui credo di esserne completamente assuefatta. Ci si sveglia poi da questo mondo idilliaco, ma il mio amore per la letteratura resta intatto. Più che altro i miei post, le mie recensioni perpetuano questa magia, troppo poco a dire il vero per raccoglierne anche la minima parte, ma amo farlo e mi trovo sempre qui.
Da questa profonda riflessione nasce questo ennesimo post, che in un certo senso compone un piccolo mosaico che alacremente mi impegno a curare e costruire, giorno dopo giorno. Affinchè il semplice leggere diventa qualcosa di più potente, gioendo in mia compagnia in questa semplice ma folle avventura.


Primo romanzo che vi consiglio è di un autrice tedesca che lega me e le sue opere da un filo sottile, indivisibile, che gira quasi sempre su storie di donne forti, apparentemente fragili, repliche di altre opere omonime di cui io non mi stanco mai. 


 

Titolo: La donna delle rose
Autore: Charlotte Link
Casa editrice: Tea
Prezzo: 10 €
N° di pagine: 542
Trama: In preda a una profonda crisi personale e professionale, la giovane berlinese Franca Palmer decide di rifugiarsi nell'isola di Guernsey, nel canale della Manica. Qui trova alloggio presso un'antica villa a Le Variouf, dove l'anziana inglese Beatrice Shaye si prende cura di uno splendido roseto. Con lei vive Helene Feldmann, una tedesca trasferitasi sull'isola con il marito ufficiale al tempo dell'occupazione tedesca durante la Seconda guerra mondiale. Ben presto Franca si accorge che la sua presenza ha un effetto dirompente sul rapporto fra Beatrice e Helene, un rapporto che in realtà nasconde odi e rivalità, mai sopiti risalenti agli anni della guerra.

domenica, marzo 21, 2021

Nel giardino della letteratura: La primavera nei libri

Il tempo scorre ininterrottamente, e dai legami forti fra padri e figli in cui molti romanzi citati sono un omaggio per la letteratura americana o inglese, quest’oggi desidero portarvi in un giardino letterario che questa volta ha per tema, per l’appunto, la primavera. Una stanza soleggiata e verdeggiante che ospita parecchie figure della letteratura, parecchie forme di espressioni  che in un certo senso esplorano i confini della nostra mente.

Ed ecco lanciarmi in questa nuova carrellata di consigli. Prelibatezze perlopiù dallo stampo inglese, che richiamano il passato, li classifico come splendidi, l’efficienza o l’incarnazione del XIX o XX secolo nella sua incarnazione più folle, più accattivante, sana, spiritualmente bella e lirica che fungono da contenitori fatti apposta per noi. E una volta scelto il piatto ecco inserirvi il numero giusto di letture in piccole fessure del nostro animo che si aprono su un mondo, e così, come niente, esplicare una parte del tuo animo, prima di scegliere un'altra pietanza, un altro piatto che ti induce a discutere su altri motivi per cui lo si ha amato così tanto. Una rivoluzione spirituale che sono quasi alle porte della felicità.


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Primo fra questa lista, un opera russa zeppa di esoterismo, magia e stregoneria che è ineguagliabile per stile e temi, così ostica e sublime che rasenta il sovrannaturale. Naviga sull’onda dell’impossibile, nel modo più imprevisto possibile, particolare e inimmaginabile allo stato puro.

 





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