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lunedì, novembre 03, 2025

Gocce d'inchiostro: Il padrone di Jalna - Mazo De La Roche

Il mondo aveva acquisito una struttura irreale, le cose cominciarono ad acquisire significato, tutto mi sembrava allo stesso tempo famigliare e irriconoscibile. La magia galleggiava nell'aria e la fantasia che abita nei libri era la vivida trasposizione tangibile di fatti vissuti dall'autrice.

Grazie alla bellissima opportunità concessami dall'autrice, non ho esitato a leggere Il padrone di Jalna con una certa irruenza, in quanto la trama appariva ai miei occhi come una proposta piuttosto allettante, un opportunità per vagare felice, con lo sguardo acceso da una strana vertigine. Inebriata dalla consapevolezza che quello che stavo vivendo fosse un posto simile al Paradiso.

Adagiata sulla mia poltrona di pelle preferita, ho letto e considerato la storia della De Roche come una sorta di talismano che mi avrebbe allontanato dai brutti pensieri. E, anche se sconosciuto, ha dato inizio a un nuovo cielo di persecuzione. Lei, che come la sottoscritta, ha sempre amato scrivere, aveva distillato sulla carta le oscurità che avvolgono l'anima dei suoi figli d'inchiostro. Posseduta dal veleno della creazione artistica, proiettata sulla carta con qualche imperfezione, raccontandoci la storia di ragazzi, uomini o donne comuni che potrebbero far parlare di se. La sua voce, così dolce ma penetrante, ha rimbombato contro le pareti spoglie del mio animo, producendo un baccano esilarante e travolgente, come una specie di sortilegio che evoca un mondo dal quale sono ospite da qualche tempo. Un mondo che ho potuto sentire come mio, e che non sospettavo nascondesse un certo fascino.

Titolo: Il padrone di Jalna

Autore: Mazo De La Roche

Casa editrice: Fazi

Prezzo: 18 €

N° di pagine: 414

Trama: 

È primavera inoltrata a Jalna, e Renny Whiteoak passeggia nella tenuta. Dopo la scomparsa di Adeline ha preso in mano le redini della dimora e dell’intero clan. Il denaro scarseggia e le preoccupazioni domestiche sono all’ordine del giorno; eppure, non può fare a meno di provare gioia e soddisfazione mentre calca quei sentieri che sente suoi, percorsi da lui e dai suoi cari per decenni, tracciati dalla famiglia dove prima c’erano solo foreste: sentieri che sono stati testimoni di scene di ogni tipo, pensa sorridendo fra sé e sé. Così, quando l’amministrazione locale decide di abbattere le querce secolari nei pressi della tenuta per allargare la strada che la costeggia, Renny non ci sta: quegli alberi fanno parte della storia dei Whiteoak. Li proteggerà dall’abbattimento, costi quel che costi. Nel frattempo, il suo rapporto con Alayne si fa sempre più complicato: l’attitudine da donnaiolo non aiuta, e anche la gestione della figlia è terreno di scontro. La piccola Adeline, che ha ereditato i capelli rossi, la forza di volontà e il carattere feroce dell’omonima bisnonna, è una mina vagante. Dal canto suo, invece, Wakefield ha presto messo da parte l’amore per la poesia in favore di una scoperta ben più appassionante: le ragazze. Una in particolare. E mentre i giovani di casa vanno avanti ognuno per la propria strada, gli adulti sono divisi da antichi risentimenti…

martedì, novembre 26, 2024

Slanci del cuore: i miei classici preferiti 5°

Il destino, alla fine, ci conduce quasi sempre sui nostri passi. A un ritorno, di qualunque argomento si tratti, che mette a posto qualcosa dentro di noi. Come una magia, si rievoca il ricordo affinché ci si guarda con gli occhi di un altro, ma in cui si portano a compimento quelle che sono divenute le priorità del momento. Per me che leggo ormai da tantissimo tempo, i classici esplicano un’importanza fondamentale. E, rischiando di diventare ripetitiva, alla fine sono riconducibili, facilmente, perlomeno per me, a scovare ciò che più desidero: felicità, la mia stessa integrità. Perché interpretando il passato riesco a comprendere il presente, farne testo, affinché il futuro sia migliore di questo. E affinchè tale operazione si ripete all’infinito, perlomeno ogni qualvolta mi imbatto nella lettura di un classico, a confrontarmi col mondo presente delle volte riscontro qualche difficoltà. Ma una volta scovato il proprio mondo, la tua comfort zone, perché distaccarsi? Ogniqualvolta esco ripongo un certo rispetto a ciò che mi è del tutto ignoto, sconosciuto, ma mai mi sento di farne parte. Un’estranea in un paese straniero. Nel giro di qualche settimana dall’ultimo post, ecco un’altra bella carrellata di romanzi classici letti e amati intensamente. L’eco di storie che, nel cantuccio personale in cui sono custodite, a volte sfavillano altre volte balenano. Nell’insieme divampano di una luce tutta loro che, per i miei occhi deboli, è sempre troppo forte.

Dichiarazione d’amore al poema originale, dipingendo una o più idiologie umane mosse da motivazioni che approfondiscono o confermano un tema significativo come quello della condizione umana, scandagliando ogni cosa, ponendo un’idea chiara di tale condizione che, seppur l’ironia di cui è impregnato, genera insoddisfazione, impotenza.

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Titolo: I nostri antenati

Autore: Italo Calvino

Casa editrice: Mondadori

Prezzo: 15 €

N° di pagine: 482

Trama: «Raccolgo in questo volume tre storie che ho scritto nel decennio '50-60 e che hanno in comune il fatto di essere inverosimili e di svolgersi in epoche lontane e in paesi immaginari. Ho voluto farne una trilogia d'esperienze sul come realizzarsi esseri umani: nel Cavaliere inesistente la conquista dell'essere, nel Visconte dimezzato l'aspirazione a una completezza al di là delle mutilazioni imposte dalla società, nel Barone rampante una via verso una completezza non individualistica da raggiungere attraverso la fedeltà a un'autodeterminazione individuale: tre gradi d'approccio alla libertà. E nello stesso tempo ho voluto che fossero tre storie, come si dice, "aperte", che innanzi tutto stiano in piedi come storie, per la logica del succedersi delle loro immagini, ma che comincino la loro vera vita nell'imprevedibile gioco d'interrogazioni e risposte suscitate nel lettore. Vorrei che potessero essere guardate come un albero genealogico degli antenati dell'uomo contemporaneo, in cui ogni volto cela qualche tratto delle persone che ci sono intorno, di voi, di me stesso.»

giovedì, luglio 25, 2024

Slanci del cuore: i miei classici preferiti 4 °

Soltanto su un treno sferragliante come quello dei classici posso essere me stessa, con tante ore di viaggio davanti, con paesaggi bucolici o provinciali scorrere dinanzi ai miei occhi come diapositive, improvvise tempeste di inchiostro rovesciato con fiumi neri, densi e appiccicosi, in cui quasi sempre mi lascio andare. E’ proprio in questo mondo, in cui mi sento a mio agio, che mi sento compresa e comprendo ciò che ai miei occhi era del tutto sfocato, celato, mediante una lettura attenta tentato di comprendere i meccanismi della vita. In storie che forse non hanno un significato specifico, ma riacquistano ridondanza, sapere, rilevanza in netta coesione col mondo circostante.

Una bellissima storia d’amore che ti impone a non giudicare ciò che ci si pone dinanzi, ma è anche un invito a osservare il mondo che devasta, tramortisce, rende vulnerabili in cui la suddivisione fra ceti è l’ennesimo effetto scatenante che innesca una sorta di avversione fra i personaggi.

Titolo: Due sulla torre
Autore: Thomas Hardy
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 17 €
N° di pagine: 336
Trama: Abbandonata dal marito, un ricco proprietario terriero, Viviette Constantine si innamora di Swithin St Cleve, di ben nove anni più giovane di lei, bellissimo, colto e gentile figlio di un curato di campagna. Swithin è un astronomo e lavora in cima a una torre dove trascorre tutto il suo tempo a studiare gli atri e i fenomeni celesti.

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martedì, luglio 09, 2024

Slanci del cuore: i miei classici preferiti 3°

Da un posto ad un altro la mia anima è perennemente sballottata in luoghi d’infinita pace e serenità. Quello dei classici è un luogo in cui mi piace viverci, in cui avverto l’esigenza di esserci perché indirizzati esclusivamente lungo un'unica direzione, un’unica rotta: la mia anima. Eppure in fondo ad un piccolo scompartimento ho visto autori sbarbarsi di qualunque remora o difficoltà, prendere una penna in mano e dipingere il mondo a seconda di come lo videro, interpretandolo in ogni forma o sfumatura, senza mai allontanarsi dal loro proposito. ritrarre la vita stessa.

Una storia che altri non è che la storia di un deterioramento graduale dello spirito di un mondo, da un mondo a un altro, dalla presa di coscienza di una nuova realtà del tutto sconosciuta, radicata nel profondo di noi stessi che come foglie secche si libra e si rigira nell'aria e scende sprofondando al suolo.


Titolo: Il ritratto di Dorian Gray

Autore: Oscar Wilde

Casa editrice: Feltrinelli

Prezzo: 7,50 €

N° di pagine: 261

Trama: Dorian Gray, un giovane di straordinaria bellezza, si è fatto fare un ritratto da un pittore. Ossessionato dalla paura della vecchiaia, ottiene, con un sortilegio, che ogni segno che il tempo dovrebbe lasciare sul suo viso, compaia invece solo sul ritratto. Avido di piacere, si abbandona agli eccessi più sfrenati, mantenendo intatta la freschezza e la perfezione del suo viso. Poiché Hallward il pittore, gli rimprovera tanta vergogna, lo uccide. A questo punto il ritratto diventa per Dorian un atto d’accusa e un impeto di disperazione lo squarcia con una pugnalata. Ma è lui a cadere morto: il ritratto torna a raffigurare il giovane bello e puro di un tempo e a terra giace un vecchio segnato dal vizio.

giovedì, giugno 27, 2024

Slanci del cuore: i miei classici preferiti 2°

La nave non è ancora affondata. La mia è sempre diretta lungo luoghi sconosciuti, straordinari o memorabili che tuttavia alla fine, nel bene o nel male, dona delle splendide sensazioni: sensazioni che sono sempre premonizioni. Meglio così: altrimenti in futuro avrei dovuto dare peso a qualcos’altro…. Eppure una cosa è certa. La mia nave approda sempre in tantissimi luoghi, e quello in cui riesce ad essere ornata di tante cose è sicuramente quello dei classici. Mio porto sicuro, nonché linfa vitale di tutta un’esistenza. Eppure si combatte e si tenta di non incappare, nel lungo cammino della nostra esistenza, dinanzi a premonizioni, fatti che avvalorano certe teorie e, in un modo o nell’altro, ci scottino. Di classici questo salotto letterario ne ha ospitato moltissimi, e a dimostrarlo sono i fatti che sono molto più necessari di queste parole. Suddiviso in tre parti, ecco come l’amore per la scrittura, i libri, i classici mi hanno nuovamente condotta qui, in balia di << mani >> sconosciute e non che mi hanno stregata, tenuta su, o, addirittura, in vita. Nessuno mi aveva avvisato che, quando ero adolescente e li temevo, alla fine mi sarei ammalata pure io….

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La storia di questo piccolo burattino, detto dai più come marionetta, aveva emesso il suo piccolo vagito nell’androne di un corridoio lungo e poco luminoso, mentre mia sorella combatteva l’ennesima battaglia contro i Pokemon, la cui provenienza era sconosciuta. 


Titolo: Pinocchio
Autore: Carlo Collodi
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: 9 €
N° di pagine: 240
Trama: Il falegname Geppetto si fa un burattino con un pezzo di legno speciale, che parla in modo impertinente e si muove. Appena il "padre" gli fa le gambe, però, Pinocchio prende vita e scappa. Nel corso delle sue tante avventure racconta bugie, viene derubato da un gatto furbo e da una volpe, finisce nella pancia di un pescecane... e alla fine scopre come realizzare il suo sogno di diventare un bambino vero.

domenica, marzo 19, 2023

Viaggi letterari difficoltosi ma indimenticabili 2°

Suddiviso in due parti, questa seconda non rivela niente che non sia stato detto o scritto. I romanzi, i loro autori, nel tempo mi hanno sussurrato tante cose, e nel momento in cui accettai loro, le loro storie avrei dovuto restringere il campo del possibile. Non c’erano alternative. Si erano presentati come forme invalicabili di sapere, letture criptiche e ostiche in cui avrei dovuto spremere le meningi, due realtà separate e distinte, e per quanto avessi tentato più volte non sarei mai riuscita a farli collimare. Mi rendo conto di questo, ma sono anche consapevole che se adesso ripongo queste poche righe e le elogio semplicemente perché tutte queste storie alla fine mi hanno conquistata. Nel pantano del dolore e della confusione in cui rimasi apparentemente incischiata, scelti poi repentinamente con slancio e fervore. 
Eduard Limonov era quella figura di carta e inchiostro che mi trasmise una certa soggezzione sin dal primo momento che lo conobbi. Rivoluzionario di professione, esperto di guarriglia urbana, personaggio sulfureo di grande talento e impudenza.
Due universi così differenti che hanno tracciato una linea di confine fra la figura di Limonov - detenuto comune in un campo di lavori forzati - , uno scrittore - artista ambito che si muove in ambienti altrettanto ambiti -, e il lettore che ha seguito di pari passo le vicende e le testimonianze di entrambi. Vivendo molte più vite di quel che credeva, vestendo i panni di sovietico, barbone, maggiordomo, domestico, scrittore, soldato, amante, puttaniere, col desiderio insopprimibile di una trasformazione o mutazione del terrorista e ribelle Limonov in pacifista.

Titolo: Limonov
Autore: Emmanuel Carrère
Casa editrice: Adelphi
Prezzo: 13 
N° di pagine: 356
Trama: Limonov non è un personaggio inventato. Esiste davvero: " è stato teppista in Ucraina, idolo dell'underground sovietico, barbone e poi domestico di un miliardario a Manhattan, scrittore alla moda a Parigi, soldato sperduto nei Balcani; e adesso, nell'immenso bordello del dopo comunismo, vecchio capo carismatico di un partito di giovani desperados. Lui si vede come un eroe, ma lo si può considerare anche una carogna: io sospendo il giudizio" si legge nelle prime pagine di questo libro. E se Carrère ha deciso di scriverlo è perché ha pensato " che la sua vita romanzesca e spericolata raccontasse qualcosa, non solamente di lui, Limonov, non solamente della Russia, ma della storia di noi tutti dopo la fine della seconda guerra mondiale". La vita di Eduard Limonov, però, è inanzittutto un romanzo di avventure: al tempo stesso avvincente, nero, scandaloso, scapigliato, amaro, sorprendente, e irresistibile. Perché Carrère riesce a fare di lui un personaggio a volte commovente, a volte ripugnante - a volte perfino accattivante. Ma mai, assolutamente mai, mediocre. Che si trascini gonfio di alcol sui marciapiedi di New York dopo essere stato piantato dall'amatissima moglie o si lasci invischiare nei più grotteschi salotti parigini, che vada ad arruolarsi nelle milizie filoserbe o approfitti della reclusione in un campo di lavoro per temprare il "duro metallo di cui è fatta la sua anima", Limonov vive ciascuna di queste esperienze fino in fondo …

sabato, marzo 11, 2023

Viaggi letterari difficoltosi ma indimenticabili 1°

In alcuni momenti della mia vita, la letteratura e la mia anima sono stati in stretto legame. Non ho alcun fondamento di ciò che scrivo, ma quel poco di esperienza assimilata nei miei trent’anni di vita mi ha indotto a concepire questo pensiero, come constatazione a momenti vissuti a dir poco surreali e straordinari. Mezz’ora dopo avevo raccolto un discreto numero di romanzi che ostici e apparentemente invalicabili racchiudono un’infinità di sensazioni bellissime e straordinarie, che ho concepito alacremente. L’idea di scrivere questo ennesimo post si è insinuata nella mia mente e una volta stanziata estirparla è stato davvero difficile, mi fece sentire più coinvolta, più contenta del previsto. Forse questo spiega il mio entusiasmo che trapelano queste parole. Ed ecco che questo periodo, con l’estate oramai alle porte, mi vede impegnata, ancora una volta, a consigliare romanzi che mi hanno oppresso il cuore. Avvinta, appassionata alle pagine, insinuati in una fessurrina del mio cuore e rimasti lì, per sempre.


 

Un romanzo che ho amato e compreso pian pianino, in cui la vita torna a trionfare sulla morte, ma lo fa nel modo più primitivo possibile, nel più crudele dei modi, con l’uomo che torna ad essere l’essere umano limitato e curioso di sempre. Un opera che scandaglia il labile confine del possibile e del reale, che taglia qualunque legame col mondo esterno ed elimina qualunque segno di remora o incertezza. Simbolo di quella modernità che presto avrebbe determinato quella che è la letteratura gotica più affascinante degli ultimi tempi.


Titolo: Il caso di Charles Dexter Ward
Autore: Howard P Lovecraft
Casa editrice: Bur
Prezzo: 10 €
N° di pagine: 202
Trama: “Il caso di Charles Dexter Ward” è il romanzo di un pazzo: Ward, personaggio schivo, opaco e studioso, si trasforma lentamente in una sorta di alieno, che incute terrore e sgomento. A indagare sul caso è uno psichiatra, che ha conosciuto Ward fin dalla giovinezza e che scioglie il mistero scoprendo una realtà di orrore insospettabile, svelando pratiche ancestrali di resurrezione dei morti e oscure forze soprannaturali.


venerdì, gennaio 20, 2023

Gocce d'inchiostro: Padri e figli - Ivan Turgenev

L’uomo, l'individuo di sesso maschile, nei romanzi classici di letteratura russa ha propositi tutti suoi e, se espansive di emozioni, etichettate come seccatrici e avventuriere. Io, che sono un’emancipatrice incallita, ho notato invece che nel capolavoro di Turgenev vi erano strani modi di porsi; ho notato tutto quello che accadde in Russia. E se l'orgoglio era talmente utile per valorizzare alcune categorie della condizione umana, la letteratura e i libri un mezzo primordiale per vivere. Una luce accecante che molti non riescono, o, non vogliono sopportare. Incatenati a non poter seguire un sentimento, una passione onesta come una bellezza indefinibile che circondava l'aura tetra di ogni figura, in una terra ancora veduta e sentita in modo imperfetto, che mi si è stesa dinanzi come una terra promessa in cui il paradigma della moralità non può essere confortato da un sapere senza fine. Quella dei Padri e figli fu quel genere di storia che divorai in una manciata di giorni, nonostante la mole piuttosto esile e che, rievocando la libertà sopita di tempi andati, trova compenso nel carattere forte e determinato e nello splendore dei suoi ideali letterari dove la sua natura stessa sembrava arcaica come la rude architettura di un palazzo. Il freddo spirare dei suoi corteggiatori, non poté non avvolgere le mie membra stanche finché il colore intenso di una nuova storia non avesse schiarito le stanze buie della mia anima. Non avrei potuto comportarmi diversamente: questo era senz'altro vero. Ma questo mio girovagare fra esperienze di vita di due uomini che inconsapevolmente rincorrono la libertà, sotto diversi punti di vista, atipici ed originale sotto altri, impulsivi, quasi repentini e brutali, come chi in una stanza affollata e calda avrebbe potuto servirsi di una fiala dall'acuto profumo nascosto in un fazzoletto. Ed io non ho potuto fare nient’altro che leggere, e fin quando non comprerò qualcos’altro dell’autore, ritenermi soddisfatta.

Titolo: Padri e figli
Autore: Ivan Turgenev
Casa editrice: Bur Rizzoli
Prezzo: 10 €
N° di pagine: 304
Trama: Quando nella casa di campagna di Nikolaj Kirsanov arriva il figlio Arkadij con l'amico Evgenij Bazarov, si delinea subito il conflitto tra vecchie e nuove generazioni. Evgenij è un giovane medico, fiducioso solo nelle scienze sperimentali, un nichilista, lo definisce l'autore, con un termine che avrebbe poi avuto grande fortuna. Le sue idee turbano Kirsanov e irritano suo fratello, lo scettico Pavel. In una città vicina i due incontrano la bella vedova Anna Odincova di cui Bazarov si innamora, ma da cui è rifiutato. Dopo un duello con Pavel, Evgenij contrae, durante un'autopsia, un'infezione che non vuole curare e muore assistito da Anna, con pietà, ma senza amore.

domenica, novembre 27, 2022

Classic booktag

Sciami di persone, checchè siano di carta e inchiostro o di carne e ossa non ha importanza, soggiornano nel mio salotto letterario per qualche tempo. È sempre bello vedere così tanta gente attorniarsi sulla soglia di casa tua: nel giro di un anno, ne ho incrociato e ospitato tantissime. Soprattutto gente di un’altra epoca, che indossavano vestiti dai colori sgargianti, lunghi abiti da sera, e soprattutto condividevano modalità di pensiero che naturalmente non coincidono con la mia filosofia di vita.

Nell’insieme hanno organizzato bellissime sorprese che ho vissuto con piacere. Perché le migliori avventure le vivo sempre nei romanzi d’altri tempi. Questo booktag in un certo senso esplica questa mia concezione, formando un cordone intorno a me che ci tiene legati, uniti affinchè qualunque legame intercorso nel tempo non si frantumi ma persista nel tempo.


Un classico celebre sopravvalutato che non ti è piaciuto

Sicuramente il capolavoro di Pirandello. Letto quando ero adolescente, riletto in età adulta. Romanzo che narra una vicenda interessante, ma che, a me, ha annoiato parecchio.




domenica, ottobre 30, 2022

Brividi e sussurri: la paura travestita di bianco e nero 4°

I romanzi a tema sono sempre stati per me motivo di grande fascino. I viaggi in cui mi imbarco sono meravigliosi, straordinari. E non importa se avvengono nell’immediato o a distanza di qualche mese o anno. Quello che so per certo è che celano tesori di inestimabile bellezza. Dopo le letture dell’autunno fu la volta dei romanzi halloweeniani. Ogni storia gotica, spaventosa, orribilante che non incuta solo paura ma generi un certo fascino; il fascino di chi non vorrebbe essere in nessun altro posto se non fra le sue pagine. Perciò eccomi nuovamente con una carrellata di consigli, questa volta con un numero esorbitante di letture, che ho letto in questa manciata di giorni dell’anno. Da lettrice vorace, romanzi da leggere non se ne ha mai abbastanza. Sicuramente molti saranno stati omessi, ma questo non significa non saranno letti prima o poi.

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C’è un vincolo che lega i valori di una società e il suo ambiente sociale, l’esistenza vuota dei personaggi e la sua correttezza. Ma comprendendo l’ambiente possiamo comprendere le persone.
Algido e impenetrabile, circondato da quella patina di emozioni che ti scavano dentro, romanzo che affonda le sue radici nel cuore di chi legge non badando a niente e nessuno se a ciò che potrebbe intaccare la sua anima semplice e lucente

Titolo: Lo scarabeo d’oro e altri racconti
Autore: Edgar Allan Poe
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: 10 €
N° di pagine: 180
Trama: Un insidioso insetto dorato, una pergamena con uno strano messaggio cifrato, un’avventurosa spedizione notturna sulle tracce del ricchissimo tesoro di capitan Kidd: sono questi gli elementi di uno dei racconti più straordinari del grande maestro del mistero.



giovedì, ottobre 20, 2022

Gocce d'inchiostro: La coppa d'oro - Henry James

Mi rendo conto che a volte mi metto in posizioni a dir poco insostenibili. Voglio dire, fino a quando non si conosce un autore né le sue opere, ignoro il loro contenuto e la loro conoscenza. Si vive illudendosi nel frattempo che la fortuna arridesse e il momento tanto atteso giungesse quando meno me lo sarei aspettata. Così è la vita. Così avvengono gli incontri. E come fra persone, anche con i libri.  L’incontro con Henry James giunse in un momento in cui mi colse del tutto impreparata, fra i banchi di scuola, con alcuna idea sul suo conto né di cosa avrebbe potuto garantirmi la sua storia. Stringevo fra le mani una copia minuscola ma graziosa di Ritratto di signora, che divorai nel giro di due settimane, fra una lezione scolastica e l’altra. Ma ora che ho raggiunto già da un po' la maturità, nel mio corredo di esperienze letterarie ne ho collezionate un bel po'. Qualche settimana fa fu la volta di Le bostoniane, adesso di La coppa d’oro. James aveva lasciato un solco nel mio animo, ed io ero sempre più curiosa di colmarlo. Questo romanzo però fu come valicare uno scoglio, sebbene fra le sue pagine non ho potuto non respirare una certa tensione in cui l’anima si riduceva in minuscoli pezzettini. Quasi in uno stato di pura lietezza da cui ci si allontana dall’umanità. Sebbene di tentativi che ci inducano ad apparire più ricchi e sofisticati, la natura che sommerge si cristallizza in forme di ritrovata felicità, che pende da un invisibile filo. Il sogno americano è dotato di una certa doppiezza che coglie alla sprovvista e affinchè ci si possa adattare al mondo circostante non è necessario sgomitare per essere magnifici ma accettare i nostri limiti non avvertendo niente di così impensabile che non si può avere.

Titolo: La coppa d’oro
Autore: Henry James
Casa editrice: Bur Rizzoli
Prezzo: 15 €
N° di pagine: 736
Trama: Romanzo di simmetrie e di circoli viziosi, La coppa d'oro è la storia di due uomini e due donne, e degli intrecci sentimentali che nascono all'interno del gruppo. Elemento centrale della trama è una coppa d'oro che i quattro protagonisti acquistano, vendono, ammirano, distruggono. Ed è proprio attraverso questo oggetto simbolico che si determina la svolta decisiva dell'intreccio, con la scoperta, da parte di Maggie, del tradimento del marito e il suo impegno per ridistribuire le relazioni all'interno del quartetto, secondo una simmetria questa volta rispettosa dei legami matrimoniali.

martedì, ottobre 18, 2022

Booktag: I love mattonazzi

Certi booktag sono espedienti per guardare e osservare noi stessi; credo che riflettano la nostra anima, il nostro modo di essere. Da tempo leggo, sono oramai una lettrice forte, e di certo non mi spaventano più quei libri giganteschi e grossi di cui gran parte dei lettori invece temono. Davvero sensato tale timore, ma non per me, che ama quando si imbatte nella scoperta di libri voluminosi e corposi. Accrescono il mio interesse nei riguardi di una certa storia, ma in fin dei conti sono stata abituata ed educata così: credo nell’idea che certe letture preservino a lungo la loro magia. E dunque, un pomeriggio di fine estate, fu così che mi imbattei in questo divertente booktag: la mia attenzione fu attratta nell’immediato perché amo questa tipologia di giochini letterari. E fra letture di ogni genere, ecco un numero modesto di storie che le considero le più belle. Le più indimenticabili. Perché sebbene quando si giunge al loro epilogo comprendiamo come finisca ogni cosa, certe letture le si possono rivivere sulla pelle quando si vuole. In un futuro non troppo lontano, o un presente prossimo. Il destino ha forgiato il nostro cammino, ed  io non posso assolutamente cessare di perseguirlo.

 1)Libro più grosso che possiedo e che ho già letto

Sicuramente questo bel mattoncino in cui Dickens, a modo suo, ha disturbato e disorientato il lettore, facendo riflettere e ribaltando qualunque forma di evoluzione, sabotando le sue menti e facendo danzare gruppi di figure intrappolati in un vortice di corruzione a cui disgraziatamente non ci sarà fine. A tratti drammatico e commovente, a tratti subdolo e fallace un romanzo scritto egregiamente che però non ho amato come David Copperfield o – al momento imbattibile – Grandi speranze.

Titolo: Martin Chuzzlewit
Autore: Charles Dickens
Casa editrice: Adelphi
Prezzo: 20 €
N° di pagine: 1289
Trama: “Voi sapere con altrettanta sicurezza di me, che io giudico il “Chuzzlewit” la mia opera senza confronti migliore, sotto infiniti aspetti. Che io sono cosciente delle mie forze come mai prima d’ora. Che io so che, se la salute mi assisterà, potrò conservare il mio posto nell’animo degli uomini pensanti, anche se cinquanta romanzieri cominciassero a scrivere domani stesso”.



domenica, ottobre 16, 2022

Gocce d'inchiostro:Il rilegatore - Bridget Collins

La mia curiosità è spesso pagata da gesti impulsivi e irruenti. Quando si parla di letteratura non riesco a ragionare, e se poi la mia attenzione cade sulla trama di una storia che ha vasti richiami al passato, ai classici, al mondo vittoriano, la cui parvenza è quella di un sogno camuffato in incubo in cui la bellezza di ogni cosa si trasforma in qualcosa di brutto, la mia attenzione raggiunge vette insormontabili. Quella della Collins è un romanzo che mi ha piacevolmente sorpresa ma non conquistata, come desideravo. Mi sono incamminata in un luogo, nelle maglie di una storia che ha vasti richiami al mio amato Thomas Hardy, il tutto avvolto in un’atmosfera opprimente, ossessiva, in un silenzio che assorda le orecchie in cui la visione proiettata è puramente femminile e dotata di una certa sensibilità. Una certa sofferenza che sedimenta nell’anima mista al dramma e alla malinconia poiché riflette lo stesso romanzo, sospeso in un tempo imprecisato. Ciò nonostante ha aperto una breccia nel mio cuore, e per la prima volta dopo tantissimo tempo mi sono sentita svuotata. Non è una storia perfetta né indimenticabile o da perpetuare nel tempo, ma nel riporre in ordine i miei pensieri ho compreso come alla fine ogni cosa, qualunque assetto non propriamente brillante, avesse sconfitto l’impossibile, l’irraggiungibile, e vivendo ogni cosa con l’irruenza di sentimenti forti e mancati non riesco a non prendere questa storia esattamente com’è: un omaggio ai libri, ai ricordi che preservano e restano incastonati su carta, nel momento in cui apriamo quel portale segreto che colleghi il mondo di qua con quello di là. Qualunque lato si consideri il Caso, anche se non immancabile, ma il cui sentore credo preserverò per qualche tempo.


Titolo: Il rilegatore
Autore: Bridget Collins
Casa editrice: Garzanti
Prezzo: 17, 90 €
N° di pagine: 352
Trama: Immagina di poter cancellare per sempre un ricordo, una colpa, un segreto. Per sempre. È esistito un tempo in cui era possibile. È questa l'arte di antichi rilegatori che nelle loro polverose botteghe, oltre a modellare la pelle e incollare fogli, aiutano le persone a dimenticare. Seduti con un libro in mano ascoltano le esperienze del passato che vengono raccontate loro. Parola dopo parola, le cuciono tra le pagine, le intrappolano tra i fili dei risguardi. Così il ricordo sparisce per sempre dalla memoria. Catturato sulla carta non ce n'è più traccia. Per anni l'anziana Seredith ha portato avanti questo affascinante mestiere, ma è arrivato il momento di trovare un apprendista. Qualcuno che rappresenti il futuro. La sua scelta cade su Emmet. Sarà lui il nuovo rilegatore. Lui per cui i libri sono sempre stati proibiti. Ne ha paura anche se non sa cosa c'è di sbagliato in quello che nascondono. Eppure giorno dopo giorno quella diventa la sua vita e il suo compito quello di raccogliere segreti, colpe e confessioni. E il luogo in cui quel mistero ogni volta si compie è ormai la sua casa. Casa che crede di conoscere in ogni suo angolo fino al giorno in cui scopre una stanza di cui nessuno gli aveva parlato. Una libreria immensa la riempie. Tra quelli scaffali Emmet trova un libro con scritto il suo nome. Al suo interno è celato un ricordo che gli appartiene. Non c'è nessun dubbio. Ma il ragazzo non sa di cosa si tratta. Non può saperlo. Ed è ora di scoprirlo. Perché per sapere chi è veramente ha bisogno di conoscere ogni cosa, anche quello che ha voluto o dovuto dimenticare.

mercoledì, ottobre 12, 2022

Gocce d'inchiostro: Evelina - Fanny Burney

Su un comodino zeppo di libri capitano, in svariati momenti della nostra vita, che un romanzo cui non avevamo prestato particolare attenzione spicchi nel bel mezzo di una caterva di progetti e idee da realizzare. C’era una ragazza, un’adolescente di appena diciassette anni, che per la prima volta da quant’è aprì gli occhi su questo mondo infame si vide. Si osservò in uno specchio invisibile, e per la prima volta si vide come esattamente è: sbagliata, guasta, schiava di un regime totalitario che non lascia scampo né adito ad alcun dubbio, vittima di pregiudizi e recriminazioni, in cui qualunque forma di giudizio o criterio avrebbe condannato qualunque tentativo per raggiungere la felicità. Non che c’era da immaginarsi qualcos’altro, una volta che Evelina approdò anche nel mio cerchio. Semplicemente, era fin troppo ingenua, troppo innocente per saper contrastare il male circondante. Troppo presa a scovare le sue radici, riconducibili in lettere e false speranze, e la questione del suo essere imberbe non esisteva più. Ora però che tutto si è concluso, ripongo queste poche righe con una certa soddisfazione. Il cuore è stato allietato dalla sua compagnia, da questo dramma sentimentale la cui autrice riportò con ironia e sarcasmo, ripudiando la società e l’ambiente circostante. Ma non provando più che del fascino e dell’ammaliamento, per il semplice motivo che la mia libreria vanta storie maggiormente indimenticabili. Ma nel lasso di tempo in cui Evelina è stata in mia compagnia ho visto farsi strada nel suo cuore la depravazione e la sventura del secolo, che fortunatamente non hanno intaccato la sua bontà d’animo quanto scoperto e valutato maggiormente se stessa. Quelle figure così estranee all’insolenza di cui la Burney mantiene intatto alla sua eroina quella genuina semplicità che la contraddistingue.


Titolo: Evelina
Autore: Fanny Burney
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 20 €
N° di pagine: 535
Trama: Evelina è il capolavoro di Fanny Burney, una delle madri del romanzo inglese, che con la sua opera ha ispirato autori come Jane Austen e William Makepeace Thackeray. Figlia non riconosciuta di Lord Belmont, Evelina viene allevata in campagna sotto le amorevoli cure del reverendo Villars. A diciassette anni, invitata da alcuni amici a Londra, viene introdotta alla vita mondana e ai divertimenti dell’epoca. Ed è proprio durante una festa da ballo che la giovane conosce Lord Orville, uomo nobile e saggio. Il rapporto tra i due, condito da inevitabili incomprensioni ed equivoci, attraversa tutte le tappe dell’interesse, dell’amicizia e, infine, dell’amore. In parallelo, scorre la travagliata vicenda del riconoscimento legale di Evelina da parte di Lord Belmont. Esortata dal suo benefattore, Mr Villars, alla prudenza e al giudizio, ma anche alla forza d’animo e alla fermezza, Evelina matura una visione del mondo più consapevole e si avvia alla scoperta di se stessa e, finalmente, alla felicità. Protetta dalla forma anonima sotto cui venne inizialmente pubblicato il romanzo, in Evelina l’autrice smaschera con ironia e lucidità i pregiudizi e le convenzioni che dominano la buona società del diciottesimo secolo, affidando il compito allo sguardo ingenuo e alla sensibilità della protagonista, cresciuta nell’isolamento della campagna e inesperta dei costumi del bel mondo londinese.

venerdì, settembre 30, 2022

Gocce d'inchiostro: Le bostoniane - Henry James

Ho scelto di leggere Henry James perché qualche mese fa, prima che giungesse il caldo e la bella stagione, lessi Le ali della colomba e, sulla scia di un sentimento che generò entusiasmo, gioia, curiosità, sulla mensola delle mie strapiene librerie attendono ancora qualche altro romanzo, e fra questi Le bostoniane spiccava in tutta la sua rigogliosa bellezza. In fondo il mio destino aveva previsto questo incontro: il mio intento di smaltire la pila della vergogna si fa sempre più pressante, e questa lettura non sarebbe stata un’eccezione: forse ancora più bello de Le ali della colomba. Se non altro risente di un forte dualismo poiché l’autore ebbe origini americane e inglesi e dunque ogni sua opera riflette questa contrapposizione fra, mondo vecchio e mondo nuovo. Il primo, quello cioè raffinato e affascinante, il secondo quello nuovo e sicuro di sé, schietto ed intrappolato nelle puritane convenzioni sociali. Incontro/ scontro che è un assetto primordiale del romanzo. Dipanato in una linea retta, rigidissima, severa, fatalista, drammatica e sofferente in cui si avverte questa sofferenza quasi come se portassimo addosso il peso di una condanna. Una condanna che in un certo senso non ci appartiene né compete, ma di cui la vita stessa è la migliore fonte per scovare ed estirpare qualunque forma di cattiveria, malvagità, così imperiosa ed iraconda da non lasciare alcuna via di scampo.

Titolo: Le bostoniane
Autore: Henry James
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: 13 €
N° di pagine: 512
Trama: Ne «Le bostoniane», ovvero "Le donne di Boston", ovvero "The Bostonians", come recita il titolo originale, Henry James racconta quel particolare momento della storia americana che segue la fine della Guerra di secessione (1861-1865) e segna la nascita degli Stati Uniti. È il momento in cui si confrontano, ma potremmo anche dire "in cui vengono in contatto e a conoscenza", gli Stati del Nord, aperti all'influenza dell'Inghilterra e dell'Europa, e alle ideologie e alle culture liberali, con gli Stati del Sud, ben stretti attorno ai loro interessi economici agrari, ancora fondati sulla schiavitù e l'oppressione. Protagonista (o filo conduttore del racconto) è Basil Ransom, affascinante giovanotto del Mississippi, che è tra i primi "sudisti" a tentare l'avventura nella ricca e promettente New York (solo quattro ore da Boston, che ne è quasi una dépendance). La vicenda si sviluppa attorno alla passione che coglie Ransom per la bella e giovanissima Verena, figlia di un guaritore mesmerico, che egli riuscirà, sì, a sposare ma non senza una durissima lotta con la ricca e bellissima Olive Chancellor, che la ama senza veli di sorta, di un amore sul quale Henry James stende un discretissimo velo di silenzio.

mercoledì, settembre 28, 2022

Back to school: romanzi ambientati nelle scuole o nei college 2°

Sono romanzi, questi, che mi hanno trasmesso un’infinità di sensazioni. Nient’altro che sedermi nella mia stanza, con un libro appoggiato sulle gambe a mò di leggio. Ma come uscirne da una storia, nel momento in cui si entra? Semplice, è davvero impossibile. E francamente non voglio valicare questo confine. Confido nella magia della letteratura, delle parole, che continueranno a risuonare nella mia testa. E con questa ennesima carrellata credo di poterne trasmettere qualche messaggio.

Un’opera in cui il vecchio si mescola al nuovo, colmo di speranza, romanticismo, magia ed esoterismo, che riesce a spiccare il volo e a compiere persino innumerevoli voli pindarici. Questa, la storia di Eloise e Axel, raffigurata come un’eroina testarda in combutta col suo amato principe. Questa, la storia di passioni sopite dal tempo, vampiri di casate nobiliari e antiche leggende, scoprendomi ai confini di una realtà dura e un po' ingiusta, sciorinata fra le fatiscenti mura di un college.

Titolo: Black Friars. L'ordine della spada
Autore: Virginia De Winter
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 19,50€
N° di pagine: 682
Trama: Chi è Eloise Weiss? Perché il più antico vampiro della stirpe di Blackmore abbandona per l'eternità suscitando le ire di Axel Vandemberg, glaciale Princeps dello Studium e tormentato amore della giovane? La Vecchia Capitale si prepara alla Vigilia di Ognissanti e il coprifuoco è vicino perché il Presidio sta per aprire le sue porte. Il lento salmodiare delle orde di penitenti che si riversano per le vie, in cerca di anime da punire, è il segnale per gli abitanti di affrettarsi nelle proprie case, ma per Eloise Weiss è già troppo tardi. Scambiata per una vampira, cade vittima dell'irrazionalità di una fede che brucia ogni cosa al suo passaggio. In fin di vita esala una richiesta d'aiuto che giunge alle soglie della tomba dove Ashton Blackmore, un redivivo secolare, riposa protetto dalle ombre della Cattedrale di Black Friars. Il richiamo della ragazza è un sussurro che si trasforma in ordine, irrompe nella sua mente e lo riporta alla vita. Nobili vampiri di vecchie casate, spiriti reclusi e guerrieri, eroici umani e passioni che il tempo non è riuscito a cancellare.
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