In un recesso della mia
memoria, questo piccolo volume stanziava in una stanza impolverata della mia
coscienza da molto tempo. Sul finire del mese di agosto, Louisa May Alcott
approdò nuovamente nel mio cantuccio personale con una ghirlanda di storie che,
non rinunciando alle tematiche che la resero celebre, è oramai una delle
autrici a cui sono più affezionata, una piccola donna inglese, amante della
letteratura e della scrittura, che non potè vivere se non stringendo fra le
mani piuma e calamaio. Con un certo dispiacere, dunque, questa storia scivolò
fra le mia mani con la stessa scioglievolezza di cui sono dotati i sogni, che
reclamò la mia attenzione in un momento imprecisato della mia vita, disposta ad
andare ovunque lei volesse, oramai così legata all’Inghilterra di fine
ottocento da provare rimpianti, moti di nostalgia e sentimentalismo vario
ogniqualvolta devo lasciarla. Eh si, perchè è davvero difficile tornare alla vita di tutti i giorni, quando ci si imbatte in certi romanzi che, senza nemmeno darti il
tempo di pensare, senza doverci nemmeno pensare, ti inducono a restarci. Lasciare
un segno indelebile del tuo passaggio.
Titolo: Una ghirlanda per ragazze
Autore: Louisa May Alcott
Casa editrice: RBA
Prezzo: 9,90 €
N° di pagine: 250
Trama: Durante un periodo di forzata immobilità, Louisa May Alcott scrisse sette storie ispirate ai fiori, intrecciando questa meravigliosa ghirlanda per suo diletto e per le sue ragazze, raccontò dell’amore per i buoni libri e per le altre persone, della ricerca della pace e della crescita personale, di quei valori, insomma, sui quali basò la propria esistenza e che volle condividere con le sue lettrici. Mostrò loro come fosse possibile migliorare la propria personalità, e di conseguenza il mondo, con semplici gesti quotidiani, nella scelta delle proprie letture, nella vita familiare o nell’incontro con le altre persone.

