Così trascorrono i giorni, con io che divoro
romanzi su romanzi, uno appresso all’altro, e man mano che il tempo passa mi
rendo conto quanto si arricchisce il mio bagaglio culturale. Non sono abituata
all’ozio, al non far niente, e con l’età adulta avanzano inesorabilmente anche
nuove prospettive, spiccano nuove predisposizioni. A me è sempre piaciuto
avvertire sulla pelle il brivido dell’avventura, scoprire l’ignoto, spostarmi
da un luogo ad un altro. E quando si tratta di letteratura vi ci affondo i
denti impunemente. Ora che si avvicina il Carnevale, dopo le zuccherose moine
dei valentini impavidi, eccomi folgorata da un’idea: un nuovo post che si
premura a consigliare romanzi attinenti a questa sgargiante e formidabile
festa. Perché consigliare libri è sempre un piacere, un impulso irrefrenabile
che non riesco a smorzare. L’unico modo per comprendere il mondo, o ciò che mi
circonda, lasciando i pensieri vagare a briglia sciolta nei meandri più
reconditi.
E’ cosa oramai nota, che il Carnevale è una
festa che si celebra mediante l’uso del mascheramento. In letteratura, è
possibile riconoscere quei romanzi che recano in sé il messaggio di trame
insidiose ed insite nella natura umana mediante espedienti narrativi che
smascherano l’individuo e il suo relazionarsi con gli altri. Eccone qualche
romanzo di cui conosco disgraziatamente solo il volto ma non l’anima, che
rivelano ancora alcune di quelle lacune letterarie da colmare assolutamente.
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Titolo: I tre moschettieri
Autore: Alexandre Dumas
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: 11 €
N° di pagine: 758
Trama: Dove sta la magia? Nella forza del
plot? Nella qualità possente dello scenario storico che è in grado di evocare? Nella
suspense? Forse, più di tutto nella gioia del raccontare. Questo capolavoro
dell’intrigo cattura a ogni pagina il lettore, lo “spiazza” lo depista, lo
inganna e lo rende complice, per poi coinvolgerlo in uno strabiliante “effetto
meraviglia”. A partire dal titolo: non solo I tre moschettieri sono quattro, ma
– come ha osservato Umberto Eco il romanzo è palesemente “la storia del quarto”,
di d’Artagnan, che è l’assoluto protagonista non solo di questo libro, ma degli
altri due che seguiranno: Vent’anni dopo e Il visconte di Bragelonne.


