Mi sono imposta di non farmi trascinare dal dubbio dello sconosciuto che ostento quando mi imbatto in romanzi di cui non ne conoscevo nemmeno l'esistenza, non essere prevenuta per nessun motivo. Sono sempre preparata alle cocenti delusioni letterarie e decisa, anche,come sempre del resto, a combattere. Bohemien minori ne è un esempio, un buon esempio a dire il vero in cui, dopo le prime dieci pagine, non ho dubitato più neppure per un secondo di ciò che è: dichiarazione d'amore ai sentimenti, all'emozione, alla vita alla forza dei ricordi che mi hanno coinvolta direttamente, e che coincidono con l'importanza del comunicare, il sentirsi intrecciati come fitti grovigli. Metafora di libertà mancata e sopravvalutata.
Titolo: Bohémien minori
Autore: Eimear McBride
Casa editrice: La nave di Teseo
Prezzo: 22€
N°di pagine: 388
Trama: Eily ha diciotto anni, si è appena trasferita a Londra dall'Irlanda: vuole studiare recitazione, cominciare a lavorare, diventare famosa, un pó come tutte le aspiranti attrici che arrivano dalla provincia. Se all'inizio la città la stordisce - è dopotutto una ragazza semplice e un pó ingenua - piano piano inizia a trovare il suo posto nel mondo e a farsi delle amicizie. Non sa ancora però quanto tutto è in procinto di cambiarla di nuovo e per sempre, fino a quando non incontra Stephen, un attore di vent'anni più grande di lei, e non se ne innamora follemente. I due iniziano una relazione che li appassiona e li consuma, sfociando spesso in una violenta inquietudine: se Eily è elettrizzata dal loro amore e dalle luci della grande città, Stephen è perseguitato dai demoni del suo passato e dalla paura dei rovinosi rischi del loro rapporto.

