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mercoledì, aprile 08, 2026

Gocce d'inchiostro: Morte e usignoli - Eugene McCabe

I romanzi che hanno una provenienza antica, remota, il cui eco assordante darebbe fastidio a chi non è avvezzo, o abituato alla percezione di certi suoni, di questa magia, questa percussione e ripercussione dell’anima, poggia su una struttura solida, durevole per il periodo storico di cui è incentrato, lo stile quasi poetico di cui è amalgamato, le immagini che come impazzite danzano ai nostri occhi come diapositive irrequiete, e una lotta costante, faticosa con o contro, dipende i casi, la natura. Questa lettura, che ho desiderato giungesse a casa, qui, fra le pareti colme di librerie fin troppo piene, aveva una struttura forte, ma una figura esile, asciutta, senza alcun strato adiposo; di quelle storie dotate di una certa corporatura, i cosiddetti mattonazzi, non se ne scorgeva nemmeno l’ombra. Ed evidentemente un dettaglio inutile, di poco conto, dato che la sua essenza si consumava, era esaltata e tradotta da quella capacità negativa keatsiana, in un allegoria storica nel quale si possono condividere due realtà opposte ma impossibili da staccare: cattolicesimo e protestantesimo, ibridazione pacifista e conciliante, consapevolezza di nuove forme di diversità e conflitto. In una misura cospicua di cui Beth, la protagonista, sarà prodotto del corpo di un luogo o realtà storica che è impossibilità di condivisione, coesione, integrarsi nella propria natura alla ricerca di una sua funzionale identità strutturata.

Titolo: Morte e usignoli

Autore: Eugene McCabe

Casa editrice: Fazi

Prezzo: 18 €

N° di pagine: 240

Trama: Nell'Irlanda rurale di fine Ottocento, la giovane Beth vive una cupa esistenza intessuta di ipocrisia e rancore. Le sue giornate trascorrono tutte uguali, tra la cura della casa e altre mansioni, nel tentativo di evitare un padre che, quando alza un po' il gomito, le riversa addosso tutto il suo disprezzo. Gli unici pensieri che la consolano sono il ricordo della madre, morta in un tragico incidente, e quell'isola a forma di pesce che scorge oltre la collina, ora di sua proprietà. Quando il sole sorge per l'ennesima volta e Beth si prepara ad affrontare il nuovo giorno con la solita rassegnazione, nota dalla finestra un uomo fermo al centro del cortile. Liam Ward è lì perché ha bisogno di aiuto con una delle sue mucche, e Beth si offre di assisterlo. Quello che inizialmente alla ragazza sembra un amore frutto di un incontro fortuito, grazie al quale inizierà a rincorrere il sogno di un futuro diverso, si rivelerà invece un tradimento imperdonabile, che scatenerà in lei un folle desiderio di vendetta. Non c'è possibilità di riscatto in questo dramma consumato nelle paludi irlandesi, e nemmeno la promessa di una nuova vita riesce a spezzare il cerchio di odio che racchiude tutti i personaggi in un abbraccio mortale.

martedì, novembre 12, 2019

Gocce d'inchiostro: Bohémien minori - Eimear McBride

Mi sono imposta di non farmi trascinare dal dubbio dello sconosciuto che ostento quando mi imbatto in romanzi di cui non ne conoscevo nemmeno l'esistenza, non essere prevenuta per nessun motivo. Sono sempre preparata alle cocenti delusioni letterarie e decisa, anche,come sempre del resto, a combattere. Bohemien minori ne è un esempio, un buon esempio a dire il vero in cui, dopo le prime dieci pagine, non ho dubitato più neppure per un secondo di ciò che è: dichiarazione d'amore ai sentimenti, all'emozione, alla vita alla forza dei ricordi che mi hanno coinvolta direttamente, e che coincidono con l'importanza del comunicare, il sentirsi intrecciati come fitti grovigli. Metafora di libertà mancata e sopravvalutata.
Titolo: Bohémien minori
Autore: Eimear McBride
Casa editrice: La nave di Teseo
Prezzo: 22€
N°di pagine: 388
Trama: Eily ha diciotto anni, si è appena trasferita a Londra dall'Irlanda: vuole studiare recitazione, cominciare a lavorare, diventare famosa, un pó come tutte le aspiranti attrici che arrivano dalla provincia. Se all'inizio la città la stordisce - è dopotutto una ragazza semplice e un pó ingenua - piano piano inizia a trovare il suo posto nel mondo e a farsi delle amicizie. Non sa ancora però quanto tutto è in procinto di cambiarla di nuovo e per sempre, fino a quando non incontra Stephen, un attore di vent'anni più grande di lei, e non se ne innamora follemente. I due iniziano una relazione che li appassiona e li consuma, sfociando spesso in una violenta inquietudine: se Eily è elettrizzata dal loro amore e dalle luci della grande città, Stephen è perseguitato dai demoni del suo passato e dalla paura dei rovinosi rischi del loro rapporto.
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