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giovedì, settembre 07, 2023

Nella baia delle parole: romanzi che non meritano visibilità parte 1

Una volta che apro quel portale segreto che mi conduce in un altro mondo, non so mai cosa aspettarmi quando arrivo dall’altra parte. La mia anima è contenta, si sbizzarrisce quando incappa in simili momenti, ma capita delle volte che ne resta completamente delusa. Perché, una volta entrata, ho dovuto ricredermi della sua validità. Tutto questo per dire, che così come ci sono state belle letture, vi sono disgraziatamente anche romanzi che sarebbe stato meglio non avessi letto o che, una volta chiuso il romanzo e riposto nello scaffale, il motivo di così tanto clamore è ancora per me sconosciuto. Perciò l’ennesimo post in cui si parla di libri ma non meritevoli di così tanta attenzione.

Sistema metaletterario che esordisce in maniera alquanto funzionale. Esempio di come il fantasy moderno, influenzato dai social media e dalle novità del tempo si sottopone ad un tentativo di scrittura su un mondo realistico, ombroso, soffocante, smistato in situazioni di diverso tipo per quasi tutta la durata del romanzo.

Titolo: Sei di corvi
Autore: Leigh Bardugo
Casa editrice: Mondadori
Prezzo: 17, 90 €
N° di pagine: 408
Trama: A Ketterdam, vivace centro di scambi commerciali internazionali, non c’è niente che non possa essere comprato e nessuno lo sa meglio di Kaz Brekker, cresciuto nei vicoli bui e dannati del Barile, la zona più malfamata della città, un ricettacolo di sporcizia, vizi e violenza: Kaz, detto anche Manisporche, è un ladro spietato, bugiardo e senza un grammo di coscienza che si muove con disinvoltura tra bische clandestine, traffici illeciti e bordelli, con indosso gli immancabili guanti di pelle nera e un bastone decorato con una testa di corvo. Uno che, nonostante la giovane età,  tutti hanno imparato a temere e rispettare. Un giorno Brekker viene avvicinato da uno dei più ricchi e potenti mercanti della città e gli viene offerta una ricompensa esorbitante a patto che riesca a liberare lo scienziato Bo Yul – Bayur dalla leggendaria Corte di Ghiaccio, una fortezza considerata da tutti inespugnabile. Una missione impossibile che Kaz non è in grado di affrontare da solo. Assoldati i cinque compagni di avventura – un detenuto con sete di vendetta, un tiratore scelto col vizio del gioco, uno scappato di casa con un passato da privilegiato, una spia che tutti chiamano lo “Spettro”, una ragazza dotata di poteri magici -, ladri e delinquenti con capacità fuori dal comune e così disperati da non tirarsi indietro nemmeno davanti alla possibilità concreta di non fare più ritorno a casa, Kaz è pronto a tentare l’ambizioso quanto azzardato colpo. Per riuscirci, però, lui e i suoi compagni dovranno imparare a lavorare in squadra e a fidarsi l’uno dell’altro, perché il loro potenziale può si condurli a compiere grandi cose, ma anche provocare grossi danni.

domenica, marzo 05, 2023

Gocce d'inchiostro: Foundryside - Robert Jackson Bennett

Si raccontano e si leggono tanti romanzi. Io, ne leggo un bel pò, anche se forse delle volte dovrei darmi una regolata, ma di libri non riesco proprio a saziarmi e di storie da leggere e scoprire ce ne sono un’infinità. Di Foundryside sinceramente non sapevo nemmeno l’esistenza, ma la recente pubblicazione in casa Oscar Vault, che confido vivamente possa continuare a sfornarci opere di questo tipo, ho visto in queste pagine un che di affascinante, ammaliante, la cui anima poggia su aspetti che macchiano qualunque entità semplice, pura, avvolgono le nostre fragili membri in qualcosa di solido e indistricabile che, sulle prime, mi ha disorientato, poi introdotto in un mondo il cui meccanismo magico intercetta le istoriazioni, i simbolismi, affondando le sue radici negli antichi miti i cui protagonisti non sono solo le semplici persone in carne e ossa quanto gli oggetti. Qualunque materiale abbia una sua anima, un suo spirito, rispondendo ai bisogni altrui quasi inconsapevolmente.
 Quella di questo romanzo è una storia che mi ha piantata dinanzi a una verità cruda e scomoda che sulle prime mi ha fatto sentire a disagio per aver dubitato della sua straordinaria capacità di essere un piccolo grande mondo nelle mani di falsi miti, antiche leggende, allibita dal fatto che si possono ancora riporre speranze a certe letture, nonostante il target possa sembrare indirizzato esclusivamente a un pubblico giovane. E, una volta terminata la lettura, ho sentito il bisogno di parlarne con qualcuno, elencare gli innumerevoli motivi per cui qualcosa dentro di me doveva andare al suo posto per cui mi ha letteralmente surclassato lo spirito, la forte esigenza di accaparrarne presto una copia cartacea. Avrei tenuto a bada la mia anima semplice e appassionata, dando sfogo ai miei “problemi”, situazione che non avrebbe cessato di esistere se non quando mi sarei sentita completa. Questa lettura è avvenuta in un momento particolare senza chiedere nient’altro che un briciolo della mia attenzione cui mi sono rivolta con un caloroso slancio. E non senza una certa amarezza, rivolgo un arrivederci risolvendo in un doppio evento, un incontro speciale e particolare su entrambi i fronti.

Titolo: Foundryside
Autore: Robert Jackson Bennett
Casa editrice: Oscar Vault
Prezzo: 19 €
N° di pagine: 600
Trama: Sancia Grado è una ladra, e una ladra tremendamente brava. Il suo ultimo obiettivo, un magazzino sorvegliatissimo sul molo di Tevanne, non sembra per niente fuori della sua portata. Ciò che Sancia non sa è che quello che le hanno chiesto di rubare è un manufatto dal potere inimmaginabile, che potrebbe rivoluzionare la tecnologia magica delle istoriazioni. Le compagnie mercantili che controllano questo potere – l'arte di usare speciali segni per far diventare gli oggetti quotidiani senzienti – l'hanno già usato per trasformare Tevanne in una spietata macchina capitalista. E se dovessero riuscire a decifrare i segreti del manufatto, riscriverebbero il mondo stesso per adattarlo ai loro scopi. Nemici potenti vogliono Sancia morta e il manufatto per sé. E nella città di Tevanne non c'è nessuno che possa fermarli. Per avere una possibilità di sopravvivere e di fermare il letale processo che si è messo in moto, la ragazza dovrà schierare alleati improbabili, imparare a sfruttare il potere del manufatto e, soprattutto, dovrà trasformarsi in qualcosa che non avrebbe mai immaginato.

mercoledì, gennaio 19, 2022

Gocce d'inchiostro: Lei che divenne il sole - Shelley Parker Chan

No, macchè. Si sarebbe trattata dell’ennesima delusione letteraria, ho pensato, nel mentre mi approcciavo a questo libro. Forse sarebbe stato l’inizio, l’inizio di una nuova cotta letteraria, o dell’ennesima capocciata in testa. Ma in tutto ciò io avrei dovuto accettarlo. Fosse stato qualcosa di spiacevole credo avrei scritto lunghe e inutili lamentele. Del resto, se un romanzo è brutto la colpa non è di chi l’ha scritto – forse in parte si -, ma è anche del nostro essere lettori, al modo in cui ci approcciamo ad un’opera, alle aspettative che le riserviamo. Non riesco però mai ad accettare una delusione letteraria, e da tutto quello che ho scritto sin’ora sembra che quella di questo romanzo sia stata l’ennesima ciofeca. Non avrei potuto sopportarne un’altra, di fila. Eppure quella di questo romanzo è una storia che mi ha piantata dinanzi a una verità cruda e scomoda che sulle prime mi ha fatto sentire a disagio per aver dubitato della sua straordinaria capacità di essere un piccolo grande mondo nelle mani di falsi miti, antiche leggende, allibita dal fatto che si possono ancora riporre speranze a certe letture, nonostante il target possa sembrare indirizzato esclusivamente a un pubblico giovane. E, una volta terminata la lettura, ho sentito il bisogno di parlarne con qualcuno, elencare gli innumerevoli motivi per cui qualcosa dentro di me doveva andare al suo posto per cui mi ha letteralmente surclassato lo spirito, la forte esigenza di accaparrarne presto una copia cartacea. Avrei tenuto a bada la mia anima semplice e appassionata, dando sfogo ai miei “problemi”, situazione che non avrebbe cessato di esistere se non quando mi sarei sentita completa. Non che nutra un amore profondo per i romanzi storici, ma questa lettura è avvenuta in un momento particolare senza chiedere nient’altro che un briciolo della tua attenzione cui mi sono rivolta con un caloroso slancio. E non senza una certa amarezza, rivolgo un arrivederci risolvendo in un doppio evento, un incontro speciale e particolare su entrambi i fronti.


Titolo: Lei che divenne il sole
Autore: Shelley Parker Chan
Casa editrice: Oscar Vault
Prezzo: 20 €
N° di pagine: 408
Trama: Una piana polverosa, un villaggio tormentato dalla siccità, un indovino. È così che due bambini apprendono il loro fato: per maschio si prepara un futuro di eccellenza; per la femmina, nulla. Ma nella Cina del 1345, che soggiace irrequieta al gioco della dominazione mongola, l’unica “eccellenza” che i contadini possono immaginare è negli antichi racconti e il vecchio Zhu non sa proprio come suo figlio, Chongba, potrà avere successo. Viceversa, la sorte della figlia, per quanto intelligente e capace, non stupisce nessuno. Quando un’incursione di banditi devasta la loro casa e li rende orfani, però, è Chonaba che si arrende alla disperazione e muore. La sorella decide invece di combattere contro il suo destino: assume l’identità del fratello e inizia il suo viaggio, in una terra in cui si è accesa la fiamma della rivolta. Riuscirà a sfuggire a ciò che è scritto nelle stelle? Potrà rivendicare per sé la grandezza promessa al fratello e sollevarsi oltre i suoi stessi sogni?
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