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lunedì, maggio 20, 2024

Gocce d'inchiostro: Salambò - Gustave Flaubert

L’obiettivo era di conoscere questa Dea. Salambò. La più bella di tutta Cartagine, la cui voce dolce e delicata rimbombava ancora fra le stanze polverose del mio spirito. Fui felice di conoscerla, come se conoscerla fosse la chiave di un tipo di ostracismo che francamente avrebbe potuto non esserci. All’origine di uno scontro sanguinoso come quello di Cartagine c’era, effettivamente, la presa al potere fra sovrani e ricchi possidenti. Non un dettaglio irrilevante ma un dato di fatto da cui ne conseguirono tante cose.

Salambò aveva il fascino degli antichi poemi omerici che al liceo ho visto, ho scrutato e poi dimenticato. E, sorrido, nel mentre ripongo queste poche righe, nel constatare come, dal passato si può trarre spunto e con una lente d’ingrandimento osservare a lungo ciò che non avevo visto all’epoca. Ma solo adesso esaminare un popolo in cerca di una loro etnia, di una redenzione, se non addirittura di un sovrano. E, alla fine, sottrarsi a una dinastia la cui voce, i cui gridi d’aiuto rimbombano ancora nelle mie orecchie. Ebbero un certo influsso su di me per cui ho dovuto prestare una certa attenzione ai raggi di una storia che, alla fine, ha bruciato, in pieno viso, anche me.

Titolo: Salambò

Autore: Gustave Flaubert

Casa editrice: Ippocampo
Prezzo: 25€
N° di pagine: 400
Trama: La riscoperta del capolavoro di Flaubert attraverso le illustrazioni di un’artista Art déco di una modernità sconvolgente. Mentre Cartagine è in lotta contro i mercenari assoldati nella Prima guerra punica – esasperati per non aver ricevuto il compenso pattuito –, uno dei capi della rivolta, Matho, finisce per innamorarsi della figlia di Amilcare Barca, dopo averla intravista a una festa. Romanzo epico dallo stile esuberante, Salambò ha avuto nel tempo diverse edizioni illustrate, grazie a nomi come François-Louis Schmied e Georges-Antoine Rochegrosse. Nel 1928, per la prima volta, si cimenta in tale impresa anche una donna, Suzanne-Raphaële Lagneau(1890-1985), con 76 illustrazioni a colori il cui stile, essenziale ed elegante, anticipa quella « linea chiara » che si imporrà soprattutto nel fumetto a partire dagli anni Cinquanta. Con questa lussuosa edizione, L’ippocampo si propone di ridare finalmente il giusto merito a un’artista troppo a lungo dimenticata.

giovedì, dicembre 13, 2018

Gocce d'inchiostro: Madame Bovary - Gustave Flaubert

I romanzi classici sono solitamente letture a cui una volta riservavo poco tempo. Le loro storie, la vita di eroine quasi sempre svampite e con poca concomitanza con la sottoscritta non vertevano al centro di giornate intense di studio, piuttosto si stanziavano ai bordi della mia anima come un turbinio di polvere che ben presto sarebbe stata spazzata via.
Cinque anni fa non vedevo ciò che riservo invece adesso in trattati realistici, di vita, soprattutto in lontanza, in qualsiasi luogo io possa essere a romanzi che negli anni sono divenuti dei veri e propri cult della letteratura, o, semplicemente, opere di cui non scorderemo tanto facilmente.
Madame Bovary si annida in questa categoria con una voce molto profonda, tediosa ma allo stesso tempo ammaliante, capace e normale che si è fatta strada nella mia pelle impossessandosi di me. Consapevole di conoscere le sue tormentate vicende d'amore, sorpresa solo in parte in quanto di Emma Bovary e delle sue insoddisfazioni riservo un ricordo particolare. Un ricordo specifico che coincise con gli anni in cui osservavo le persone vivere la loro vita, mentre io ero in disparte. Rincantucciata buona parte in me stessa mentre la donna matura, impulsiva, sognatrice e romantica stava per sbocciare, dosava la vita come minuscole foglie di te da mescolare e versare.


Titolo: Madame Bovary
Autore: Gustave Flaubert
Casa editrice: Oscar Mondadori
Prezzo: 9, 50 €
N° di pagine: 300
Trama: La storia della signora Bovary, una povera adultera malata di sogni impossibili, che scende la scala della sua degredazione fino al suicidio, è , scriveva Garboli, solo in apparenza la storia di una vita mancata: dominata dalla fatalità, dotata di una cieca e meccanica articolazione. Emma Bovary è piuttosto il ritratto statico, marmoreo, della mancanza della vita.

martedì, giugno 14, 2016

Gocce d'inchiostro: Madame Bovary - Gustave Flaubert

La bellezza di alcuni romanzi celano talvolta qualcosa di speciale, quando le loro storie aleggiano ancora nell'aria e l'anima non è ancora del tutto satura, quando la distinzione fra finzione e realtà non è poi così netta. E' in questi momenti che mi scopro, involontariamente, a compiere profonde riflessioni su tutto quello che leggo e per cui mi piace leggere certi tipi di storie. Madame Bovary ne è un esempio e, come una prigioniera confinata nel proprio spazio, ho seguito Emma come un ombra. Per qualche giorno è stata un'altra delle mie compagne di viaggio lasciate sola nell'immensità del cosmo, che mi ha impedito di andare da nessun'altra parte. Non mollandola nemmeno per un istante.






Titolo: Madame Bovary
Autore: Gustave Flaubert
Casa editrice: Oscar Mondadori
Prezzo: 10, 50€
N° di pagine: 464
Trama: Emma Bovary, moglie insoddisfatta di un mite medico di campagna, cerca un senso alla sua monotona esistenza in una serie di sfortunate vicende sentimentali.
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