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martedì, aprile 06, 2021

Gocce d'inchiostro: I dolori del giovane Werther - Johann Wolfgang Goethe

Talvolta certe frasi, certe parole ti inducono a restarne annichiliti, che pur quanto ci si intestardisca a divincolarsi fra le loro strette maglie, con voce rabbiosa incastrano nella loro presa. Quelle trascritte in queste pagine sono state parole ricche di sentimento, potentissime,, altisonanti, romantiche, in cui il lirismo coincide con la gioia dell’amore che mitiga la sofferenza, ma immerso in una certa immobilità che scalda il cuore ma che poi si dissolve nel nulla. Ma la bellezza di ciò che trascendono queste pagine di diario, non sono certamente stupidaggini, seppur raccontate con una certa malinconia ma che, sposate con la mia anima semplice, illustrano la vastità di quei sentimenti che risiedono negli alloggi del cuore umano. Riflessivo, profondo, estremamente romantico ci pone dinanzi a svariate interpretazioni individuali:  l’uomo è un essere senziente ma finito che si dibatte e batte per diventare << uomo >>, non indugiando sul passato ma voltandogli le spalle vivendo invece il presente. E proiettato in una sorta di immobilità, in un cosmo più grande di quel che si pensa, di cui non siamo altro che resti di materiali e derivati vari, è un bellissimo squarcio di ciò che ha costellato la vita dell’autore che effettivamente non possiedono niente di originale ma che valicano i limiti entro cui sono imprigionate le forze attive e speculative dell’uomo, quando ogni attività soddisfa ogni cosa con rassegnazione.

Titolo: I dolori del giovane Werther
Autore: Johann Wolfgang Goethe
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: 8, 50 €
N°di pagine: 152
Trama: La trama è semplice eppure di un agghiacciante realismo: Werther è innamorato di Lotte, di cui sa fin dall’inizio che non è libera, perché legata ad Albert. << Stia attento a non innamorarsene >>, sarà il consiglio di una cugina a Werther. Ma la tragedia è già innescata.

mercoledì, dicembre 30, 2015

Gocce d'inchiostro: I dolori del giovane Werther - J. W. Goethe

Se sia stata qualche forza divina a spingermi più in là o semplice forza di volontà, questo non lo so. In ogni caso, in questi giorni sto divorando romanzi come se fossero Nutella. Ingoiando avidamente storie che non possiedono solo la vita, ma hanno anche un battito; episodi precisi e nitidi; fantasmi intrappolati nell'oscuro limbo della vita, amalgamandosi a tal punto da costituire un unico essere.
Con l'approssimarsi di Capodanno, nel bel mezzo di mangiate che hanno un inizio e non una fine, con la voce gracchiante di qualche giovane disilluso la cui storia suscita emozioni tanto intense, quanto irresistibili.
Prendendo vita quasi nell'immediato, I dolori del giovane Werther è stata quel genere di lettura che mi ha colto del tutto impreparata: gentile, piacevole, romantica, ma anche tragica, malinconica e un po' angosciante. Che ha conferito un quadro significativo su quello che si avverte fra le sue pagine  e che, nella sua brevità, è  un montaggio di vicende struggenti intrise di malinconia.
Augurandovi buona lettura e soprattutto buone feste, vi abbraccio confidando che questo nuovo anno sia portatore di eventi positivi. Ottima salute e tante, fantastiche, splendide letture :)


Titolo: I dolori del giovane Werther
Autore: J. W. Goethe
Prezzo: 12 €
Casa editrice: Oscar Mondadori
N° di pagine: 167
Trama: La trama è semplice eppure di un agghiacciante realismo: Werther è innamorato di Lotte, di cui sa fin dall'inizio che non è libera, perché legata ad Albert. "Stia attento a non innamorarsene", sarà il consiglio di una cugina a Werther. Ma la tragedia è già innescata. Considerato il primo grande testo del Romanticismo, il Werther supera le barriere storiografiche per divenire il libro di una generazione, di tutte le generazioni, intramontabile.

La recensione:

... tu cerchi quel che non puoi trovare quaggiù. Ma io l'ho avuta, ho sentito il suo cuore, la sua grande anima, in presenza della quale mi sembrava d'essere più di quanto sono, perché ero tutto ciò che potevo essere.

Non potevo più aspettare e la scrittura, dopo tutto, sembra l'unico surrogato per esprimere ciò che desidero esprimere. Come un meccanismo naturale, incastri e composizioni perfette, esattissime, che hanno anche un loro ritmo. Una cadenza quanto lenta, quanto impetuosa che, talvolta, fungono da unico mezzo per poter arrivare lontano. Toccare apici di vette insormontabili.
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