Generalmente le storie che decido di vivere sulla mia pelle, senza
criteri di pregiudizio o di scelta, mostrano simpatia per un particolare tipo
di lettori e antipatia per un altro gruppo, spingendo spesso e volentieri
queste due fazioni a non poter rifiutarsi di non patteggiare l'uno contro l'altro,
se non sotto lo sguardo attento dei loro autori, rovesciando poco gentilmente
le spettative di coloro che avevano giudicato quella storia sotto una buona
luce.
E' per me massima di vita insistere nel leggere e concludere una
storia, anche quando so che il nostro scambio di informazioni può o meno essere
breve, per troncare questa parziale antipatia, se non nel momento in cui si
decide di abbandonare ogni cosa prima di giungere all'epilogo.
Le mie aspirazioni letterarie, così come la vita in generale,
spesso e non poche volte mi inducono a vivere sulla pelle esperienze il cui sapore
brucia ancora ai miei occhi, spesso e volentieri in netto contrasto con le mie
teorie di vita.
Come molti altri lettori, ben presto la lettura de Il signore delle
mosche doveva certamente approdare tra gli scaffali della mia strapiena libreria,
mostrando tuttavia la faccia di una medaglia che mi ha indotto ad andare
incontro alle mie esigenze.
Questo lungo e insensato preambolo solo per dire, che del romanzo
di Golding serberò un ricordo ma non piacevole come credevo. La storia di
questi ragazzi dispersi, per molti versi piuttosto simile ai Bambini sperduti
di Peter Pan, si è mossa lungo una strada tutta sua che ha accentuato le mie
preferenze e catalogando questa lettura in una tipologia di romanzi che io
disgraziatamente non amo.
Queste, così come la recensione qui sotto, alcune delle motivazioni
che mi hanno indotta a non promuovere il romanzo col massimo dei voti, sebbene
la scrittura è molto bella e articolata, i messaggi svariati e colmi di
significato, i pensieri oscuri che spingono a prendere consapevolezza di quanto
possa essere talvolta spietato l'essere umano, ma di cui io non ho colto propriamente
il suo essere emozionante e avvincente. Ricevuta forse con troppa
sollecitudine, confidando che la sua presenza sarebbe stata parte delle mie aspirazioni
letterarie.
Titolo: Il signore delle mosche
Autore: William Golding
Casa editrice: Oscar Mondadori
Prezzo: 12 €
N° di pagine: 282
Trama: Le emozioni in questo romanzo ci sono tutte. Poi ci sono coraggio,
dolore e piacere. La protagonista è l''ombra. L'ombra da cui ognuno di noi cerca
di fuggire, ma che poi ci prende. Ma cosa fare quando la tua parte nascosta
finisce dentro il corpo della persona che ami? Forse, non resta che mollare le
cime del pontile e salpare verso la follia. E qual è la follia? Quella di
ritrovarsi all'Inferno senza aver peccato? Oppure affidarsi a un sistema non
strutturato per la presa in cura, che si affida alla tecnica, che non approfondisce
e non si pone domande?

