Non ricordo a quando risale l'ultimo post riguardante una delle
rubriche più amate dalla sottoscritta; all'ultimo momento, l'altro pomeriggio,
fui folgorata come da un'illuminazione.
Da quanto tempo non riesumavo dalle
soglie del tempo la rubrica Amori di
carta? A dire il vero, l'ultimo post non prevede un lasso di tempo così
lungo e indimenticabile. Avevo parlato di un autrice che, sebbene non più avvezza
a questo genere di letture, è un antidoto contro gli effetti repentini ma
devastanti della vita. Il suo nome? Laini Taylor, e, i suoi libri, una certezza
nel panorama letterario. Ho temuto un certo biasimo per non aver parlato di lei
e dei suoi libri prima del tempo, ma la curiosità e il mio amore per la
letteratura fu più forte di ogni altra cosa.
I miei lettori spero saranno contenti di sapere che fra non molto
la casa editrice Fazi pubblicherà il secondo volume delle vicende incentrate
sul bel Lasco, appassionato e fervido lettore. Per l'affetto che provo per la
Taylor e soprattutto per l'insana curiosità che nutro nei riguardi de La musa della notte, non posso non
tenere fede a questo sentimento e, qualche giorno dopo San Valentino,
accapparrarmi di una copia. Ma per il momento, desidero allietare questa mia presenza
con un post riguardante un altro autore che si annovera fra i miei preferiti:
Paullina Simmons.
I romanzi che ella scrive hanno sortito una certa notevole
diffidenza nel mondo in cui è stata accettata, dopo una lettura fervida e
forsennata di ogni suo libro. Nel mio bagaglio culturale, la saga de Il cavaliere d'inverno si annovera fra
le migliori saghe del momento, sebbene molte lettrici avranno avuto un'idea
alquanto diversa su ciò che più si ritiene sia l'amore, risaltandolo in ogni
sua forma o sfaccettatura.
Si, a onor del vero non ho mai dubitato della straordinaria abilità
dela Simmons del saperci parlare d'amore.



