La ragione per cui mi sono fiondata in questa ennesima sfida è semplicemente dovuto dal fatto che volevo comparare le mie letture con quelle di Rory Gilmore. Fra le pagine di questi testi, letti in svariati momenti della mia vita, il desiderio di mettermi in gioco e osservare il mondo con altri occhi, ha accresciuto in me una certa curiosità. Una curiosità che, nel tempo, è divenuta certezza: i libri erano la mia vita, e come tale era necessario porre un certo rispetto.
Di punto in bianco, senza lasciare spazio a discussioni o motivazioni, senza il minimo preavviso su cosa mi ha spinto a stare in loro compagnia, a tratti malinconiche a tratti resi sensibili per le continue digressioni morali. Né del resto, io avevo osato domandarmelo. La letteratura, i libri, per me, equivale a tutto questo, ma anche a tanto altro: illuminando i corridoi bui della mia anima, pellegrinaggio di vita che presto o tardi, così come Rory, abbiamo intrapreso ed intraprenderemo nel tempo.
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Titolo: Il maestro e Margherita
Autore: Michael Bulgakov
Casa editrice: Newton Classici
Prezzo: 8,50
N° di pagine: 386
Trama: "Un miracolo che ognuno deve salutare con commozione". Così Eugenio Montale accoglieva nel 1967 il romanzo postumo che consacrava di colpo Bulgakov, fino ad allora sconosciuto, tra i grandi scrittori russi del Novecento, e forniva un quadro indimenticabile della Russia di Stalin. Nella Mosca degli anni '30 arriva Satana in persona e sotto le spoglie di un esperto di magia nera accende una girandola di eventi tragicomici.



