Sono stata nella Berlino degli anni 20 in pieno fermento della Repubblica di Weiman, un'epoca straordinaria e contradditoria sospesa tra un esplosione di libertà culturale e una profonda crisi economica e sociale che si riflette nel destino dei protagoisti. In una regione in cui non vi ero mai capitata, più lontana delle mie
prospettive o preferenze letterarie, sfogando questa mia mancanza nella lettura
di un romanzo bellissimo, intenso e profondo che ho divorato esageratamente senza
rendermene nemmeno conto. Una città, in un luogo rurale alquanto
affollato, ma misero e sporco che, assieme al protagonista, solo e immerso nei
suoi pensieri, senza curarsi delle cose intorno, inconsapevolmente allaccia un
rapporto di amicizia con un suo amico lavoratore che, una mattina di fine
luglio, gli cadde il mondo addosso. La capitale vantava di essere culla della cultura europea in cui vige un certo laboratorio a cielo aperto per l'espressionismo, la pittura, la musica jazz in cui la visione di una donna, una creatura dalle fattezze simili a una Madonna, incarna forme di avanguardia mediante il sacrificio che ripone ad esse nel compiere gesti o azioni che virino alla sua libertà. In una serpeggiante e copiosa solitudine del cuore, esistenziale e dalla libertà limitata nel quale ogni cosa sembra sospesa, esaspera in un tempo intenso e tragico. L'inafferrabilità della psiche umana che cozza col contesto storico in cui arte e vita si fondono come uno splendida enigma da decifrare, invitando alla scoperta dell'uno per l'altro.
Raif
Effedi rimase scioccato dal quadro di una donna comunemente seduta, ma avvolta
in un bellissimo cappotto di pelliccia. Alla fine non fa nessuna differenza se
ella è coperta, ricca o sposata; tutto ciò che si desidera, perlomeno che io ho
desiderato, è riconoscersi tra la folla concedendoci così l'opportunità di far
sentire anche la nostra voce. Una voce che ha riconosciuto questa storia esattamente
così com'è, serbando il ricordo speciale della loro compagnia come un talismano
prezioso.
Autore: Sebastian Ali
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 16 €
N° di pagine: 209
Trama: Ci sono incontri casuali in grado di segnare un'intera
esistenza. E ci sono storie che restano segrete per una vita intera ma poi, una
volta raccontate, fanno il giro del mondo. Quando ad Ankara, negli anni Trenta,
un giovane conosce sul posto di lavoro Raif Effendi, viso onesto e sguardo assente,
è subito colpito dalla sua mediocrità. Man mano che i due entrano in confidenza,
questa prima impressione non fa altro che ricevere conferme; schernito ed evitato
da tutti sul lavoro, Raif viene maltrattato persino dai suoi familiari. Quale
può essere la ragione di vita di una persona simile? Quale, se c'è, il segreto
dietro una vita apparentemente inutile? Il taccuino di Effendi, consegnato in
punto di morte al collega, contiene le rispsote, raccontando una storia tutta
nuova: dieci anni prima, un giovane e timido Raif Effendi lascia la provincia
turca per imparare un mestiere a Berlino. Visitando un museo, rimane folgorato
dal dipinto di una donna che indossa un cappotto di pelliccia, e ne è così affascinato
che per diversi giorni torna a contemplare il quadro. Finchè una notte incrocia
una donna per strada: la stessa donna del dipinto. Maria. Un incontro che gli
sconvolgerà la vita.

