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mercoledì, settembre 27, 2023

Nella baia delle parole: trasposizioni cinematografiche fedeli ai romanzi parte 2

Il bello in tutto questo è vedere quel determinato romanzo prendere vita. Ci si dibatte fra fiumi di parole, dialoghi delle volte insensati, legati da una sorta di potere magico che metta in relazione il mondo di qua con quello di là. Cuciti addosso a questi romanzi tuttavia e fortunatamente c’è il marchio cinematografico che, come la prima parte, anche per questa seconda i romanzi o meglio i film di cui parleremo quest’oggi hanno lasciato un segno sul mio cuore. Ed io, naturalmente, non potevo non parlarvene 😊

Esplica certi concetti, sebbene l’inquadratura che li mette a fuoco è proiettata in un mondo di ricchezze gentili e la gente si vestiva in un certo modo. Non ammetteva alcun tipo di religione, ne concepivano l’idea che possa esserci una strada più percorribile, e che la si può imboccare mediante il perdono o la comprensione. Forse erano così atei e diffidenti perché non hanno mai potuto guardare dall’alto fino al basso. Eppure Anna Karenina la si giudica mediante i suoi valori e non i valori premeditati. Fino a quando essi sarebbero stati leali e rispettosi, ci sarebbe stata lealtà e rispetto reciproco.


Titolo: Anna Karenina
Autore: Lev Tolstoj
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: 12 €
N° di pagine: 1107
Trama: “Qual è il vero peccato di Anna, quello che non si può perdonare e che la fa consegnare alla vendetta divina? E’ la sua prorompente vitalità, che cogliamo in lei fin dal primo momento, da quando è appena scesa dal treno di Pietroburgo, il suo bisogno d’amore, che è anche inevitabilmente repressa sensualità; è questo il suo vero, imperdonabile peccato. Una scoperta allusione alla sotterranea presenza nel suo inconscio della propria colpevolezza è il sogno, minaccioso come un incubo che ritorna spesso nel sonno o nelle veglie angosciose, del vecchio contadino che rovista in un sacco borbottando, con l’erre moscia, certe sconnesse parole in francese. Ed è l’immagine minacciosa di quel brutale contadino, conservatasi indelebilmente nella sua memoria, che le riappare davanti e la terrorizza alla vista di quell’altro vecchio contadino, un qualsiasi frenatore, che passa sul marciapiede sotto il suo finestrino curvandosi a controllare qualcosa; ed è quel vecchio a farle improvvisamente comprendere cosa deve fare: distruggere quella vitalità, e cioè distruggere se stessa per espiare la sua colpa”.

martedì, settembre 19, 2023

Nella baia delle parole: trasposizioni cinematografiche fedeli ai romanzi parte 1

Ora che sono seduta dinanzi alla scrivana, penso a quanti libri abbia letto sulla soglia dei trent’un anni. Leggo da quando avevo sei anni, i libri sono sempre stati fedeli compagni di viaggio. La mia vita sarebbe insulsa, vuota, senza di essi. Cosa chiedere di più se non immergersi in un libro e confondere la realtà circostante con quella che si dibatte silenziosamente nella tua testa? Forse, il desiderio di vedere tutto questo non solo con gli occhi ma anche con la mente e perciò quale miglior appiglio se non le trasposizioni cinematografiche. Suddiviso in due parti questo ennesimo non trasmetterà niente di particolare se non l’ennesima sfida di libri le cui trasposizioni cinematografiche sono state da me apprezzate, accolte con un certo entusiasmo.



 La storia di questo piccolo burattino, detto dai più come marionetta, aveva emesso il suo piccolo vagito nell’androne di un corridoio lungo e poco luminoso.

Titolo: Pinocchio
Autore: Carlo Collodi
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: 9 €
N° di pagine: 240
Trama: Il falegname Geppetto si fa un burattino con un pezzo di legno speciale, che parla in modo impertinente e si muove. Appena il "padre" gli fa le gambe, però, Pinocchio prende vita e scappa. Nel corso delle sue tante avventure racconta bugie, viene derubato da un gatto furbo e da una volpe, finisce nella pancia di un pescecane... e alla fine scopre come realizzare il suo sogno di diventare un bambino vero.
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