martedì, agosto 31, 2021

Romanzi su misura: Agosto

Con l’inizio delle vacanze estive mi ero imposta, a parte quella consueta, una lunga sessione di letture che solitamente intraprendo in questo periodo: amo leggere romanzi che hanno un certo spessore, storie che valicano confini di straordinaria bellezza, non perdere tempo appresso a qualcosa che so alla fine potrebbe rivelarsi inutile. A poco a poco, in questo ottavo mese dell’anno, fra regali di compleanno e sorprese, sono approdati fra gli scaffali delle mie librerie alcune storie, già conosciute e non, ancora inaccessibili perché non proiettate dalla luce del faro del momento. Ma ciò non mi ha mai scoraggiato. Sono dell’idea che ogni romanzo sia in attesa del suo momento. E questo mese di Agosto mi ha visto impegnata in romanzi che languivano sullo scaffale da un sacco di tempo, e che ancora non riesco a credere di aver letto e vissuto nel giro di una manciata di settimane. Vado a visitare un luogo, mi affascina talmente tanto che vi soggiorno fin quando non vedo dinanzi ai miei occhi districarsi il nodo di una matassa di segreti e misteri. La bellezza di certe storie è celata proprio da questa aura di mistero e magia. E ciò che ne scaturì in seguito fu davvero impressionante. Del resto, non è questa la bellezza che trascende la parola scritta?


Romanzi su misura in digitale:

Non è possibile sconfiggere qualcosa, se poi esso ci si rivolta contro continuamente. Il tutto avvolto in una patina di nebbia, che ho tentato di diradare inutilmente in un chiaro/ scuro che si era addensato sopra di me e colorò il mio cerchio personale di scuro. Nessuno potrà eguagliare la scrittura di Stephen King, nessuno potrà eguagliare il suo inarrestabile talento, nessuno più ammirevole di un autore di questo calibro che mi hanno indotto a riflettere su quanto domina il bene ma anche il male in ogni individuo.

Valutazione d’inchiostro: 4 e mezzo

domenica, agosto 29, 2021

Gocce d'inchiostro: Yoga - Emmanuel Carrère

Di Emmanuel Carrère ho letto quasi tutto e da qualche tempo a questa parte la sua è divenuta una presenza costante: quest’anno fa nuovamente la sua comparsa con un saggio, un diario, un memoir, che ricostruisca la memoria delle sue azioni, delle sue esperienze non volendo distruggere niente e nessuno se non se stesso. I suoi romanzi sono squarci di vita, specchi in cui negli anni mi è parso spontaneo riflettermi, specie nel silenzio delle mie riflessioni, qualunque sia il tema trattato, qualunque parola o azione perpetuerà nel tempo. Carrère lo fotografa mentalmente e poi lo riporta in un foglio bianco intrappolato in una finestra virtuale, e a forza di seminare pezzi sparsi qua e là rimette assieme un mosaico di vita che sono ancora impressi nella mia memoria con chiarezza e nitidezza. Li redige in quelli che diventano poi dei bellissimi romanzi, quasi sempre trascinata da una corrente di sensazioni altalenanti che anche io faccio fatica a tenermi dentro. Ho letto questo piccolo saggio in una manciata di ore, divorata da una curiosità disarmante, potente. Alberga in ognuno di noi diverse versioni, l’anima è assediata da diverse nozioni di esistenza e lo stesso autore si servì dell’arte della meditazione per trovare traccia di se, traccia della sua esistenza. Ogni parola, frase, gesto sono gocce di sangue che a mio avviso perpetueranno a lungo, che mediante il passaparola diverranno un buon prodotto mediatico. Forse un buon modo per essere ricordato ai posteri, ma palazzo d’oro e d’argento che lentamente è sorto all'incrocio del sentiero della vita.

Titolo: Yoga
Autore: Emmanuel Carrère
Casa editrice: Adelphi
Prezzo: 20 €
N° di pagine: 312
Trama: Una vita che è la sua, questa volta; trascorsa, in gran parte, a combattere contro “la volpe che gli divora le viscere” – quello che Baudelaire chiamava lo spleen. La vita che Emmanuel Carrère racconta, questa volta, è proprio la sua: trascorsa, in gran parte, a combattere contro quella che gli antichi chiamavano melanconia. C’è stato un momento in cui lo scrittore credeva di aver sconfitto i suoi demoni, di aver raggiunto << uno stato di meraviglia e serenità >>; allora ha deciso di buttare giù un libretto << arguto e accattivante >> sulle discipline che pratica da anni: lo yoga, la meditazione, il tai chi. Solo che quei demoni erano ancora in agguato, e quando meno se l’aspettava gli sono piombati addosso: e non sono bastati i farmaci, ci sono volute quattordici sedute di elettroshock per farlo uscire da quello che era stato diagnosticato come << disturbo bipolare di tipo II >>. Questo non è dunque il libretto << arguto e accattivante >> sullo yoga che Carrère intendeva offrirci: è molto di più. Vi si parla, certo, di che cos’è lo yoga e di come lo si pratica, e di un seminario di meditazione Vipassana che non era consentito abbandonare, e che eli abbandona senza esitazioni dopo aver appreso la morte di un amico nell’attentato a << Charlie Hebdo >>, ma anche di una relazione erotica intensissima e dei mesi terribili trascorsi al Sainte – Anne, l’ospedale psichiatrico di Parigi; del sorriso di Martha Argerich mentre suona la polacca Eroica di Chopin e di un soggiorno a Leros insieme ad alcuni ragazzi fuggiti dall’Afghanistan, di un’americana la cui sorella schizofrenica è scomparsa nel nulla e di come lui abbia smesso di battere a macchina con un solo dito – per finire, del suo lento ritorno alla vita, alla scrittura, all’amore.

mercoledì, agosto 25, 2021

Slanci del cuore: romanzi vissuti più volte

Di romanzi belli, indimenticabili, durante il mio percorso di lettrice, ce ne sono stati a gran misura. Quando una storia, un opera è scritta, raccontata così bene e dalla quale trapelano sensazioni, emozioni impossibili da tenersi dentro, qualcosa dentro di me va automaticamente al suo posto, e confidare che qualcosa di simile possa eguagliare o addirittura superare tale magnificenza è davvero impossibile. Ho letto romanzi che fanno parte di me, letti e vissuti un mucchio di volte, nient’altro che semplici storie con un guazzabuglio di tematiche da cui alla fine si impara sempre qualcosa. Quali furono questi romanzi? Semplice! Quelli letti più volte. E quali libri ho letto più volte? Beh, lascerò che siate voi a dirmi se concordate o meno con me con l’idea che certe letture bisogna leggerle o viverle più volte. Nessuna motivazione particolare, solo una scia di benessere così soffocante come un profumo.

Primo fra tutti, come non citare un avventura amorosa di due anime dannate, contrite, legate da un amore indissolubile - fino a quando esaleranno il loro ultimo respiro, per poter così finalmente farli fuggire nell'unico luogo dove né il cielo né l'inferno potranno mai trovarli - che precipita irrimediabilmente, scena dopo scena, in una catena di catastrofi?!?



Titolo: Cime tempestose
Autore: Emily Bronte
Editore: Feltrinelli
N° di pagine: 428
Prezzo: € 9, 50
Trama: “Per Heathcliff e Catherine la gioia più grande è fuggire nella brughiera e restarci tutto il giorno. Sono spiriti liberi, selvaggi, ribelli. A loro non importa delle convenzioni sociali, di cosa pensano gli altri nel vedere insieme lui, semplice stalliere, e lei, ragazza di buona famiglia. Si piacciono, si amano. Almeno fino a quando non entra in scena Edgar: bello, ricco e raffinato. È così che il cuore di Catherine si spacca: da un lato la passione divorante per Heathcliff, sua anima gemella; dall'altro l'attrazione per Edgar e le lusinghe di una vita aristocratica. Una storia senza tempo, il racconto di un amore tormentato e di un legame fortissimo, indistruttibile, così potente da sconfiggere la morte.”

lunedì, agosto 23, 2021

Gocce d'inchiostro: Storia di una passione. Lettere 1932 - 1953 - Anaïs Nin e Henry Miller

Non ho mai nascosto il mio amore per un’autrice del calibro come Anais Nin, né ho mai provato disgusto o diniego per la vasta gamma di temi che sono affrontati. Talvolta non esattamente accoglienti, talvolta irruenti, quasi volgari, ma nell’insieme tengono su un forte meccanismo di attrazione, ammirazione che oramai coltivo da più di cinque anni. La Nin ha un’anima forte, contrastata, seducente ma in cui si cela un chè di oscuro, per niente puro o innocente, ma solo un tratto di quella che fu la verve della sua prosa.
Ed è stato così anche nell’approcciarmi a questa corrispondenza fitta, unanime attestazioni di realtà in cui si vive e condivide il sogno del suo splendido amore fra lei e il suo amato Henry Miller. Queste conversazioni infatti non tengono in serbo alcunchè di relativamente importante ma simboleggiano quella scintilla di vita che albergò nella stessa Nin, da cui si rifugiò per sfuggire alle ingiustizie del tempo, ignorando ciò che effettivamente fu. Artista, essere umano, personalità o autoritratto che nell’insieme rese felice gli altri, mi rese felice imbarcarmi in questo ennesimo splendido viaggio, mediante parole che sono state colte dalla corrente del tempo, generano tristezza, suscitano emozioni contrastanti.
Fu così, che con grande emozione, dopo qualche mese che languiva sullo scaffale della mia libreria, che ho accolto questa ennesima bellissima opera con una vana forma di inquietudine nel cuore, come sempre dinanzi a un mistero di cui non si conosce la provenienza, che poi a posteriori si riconosce come si tratti di una confessione sussurrata dalla soglia morale delle loro conoscenze. Queste due anime, dallo spirito affine, finirono per contagiarmi così tanto che mi fecero perdere il senso del tempo. Ogni cosa è assolutamente buona, una stupenda sinfonia così eccitante di vita, in cui domina la sensazione di dover andare da qualche parte, raggiungere una certa chiarezza, una cognizione che è stata pulita e ripulita senza alcun residuo. Tanta musica, tanto lirismo, tanto denaro, tante concezioni sulla distinzione fra sessi, miscelato mediante un forte senso di catarsi in cui la paura della morte è qualcosa che ci indirizza a percorrere quella giusta strada.

Titolo: Storia di una passione. Lettere 1932 - 1953
Autore: Anaïs Nin e Henry Miller
Casa editrice: Bompiani
Prezzo: 15 €
N° di pagine: 544
Trama: Un dialogo tra due scrittori che mette a nudo, oltre ogni pudore, un rapporto sentimentale che si rivela ben più carnale e terreno di quanto ci si potesse immaginare. L’incontro tra Anais Nin e Henry Miller non è un semplice incontro culturale, basato solo su affinità intellettuali: << Storia di una passione >> racconta dichiarazioni d’amore, ricatti, gelosie e tenerezze nel resoconto di un’appassionante amicizia che rimase intatta per tutta la vita tra due scrittori profondamente innamorati della parola.

sabato, agosto 21, 2021

Gocce d'inchiostro: La casa del tempo sospeso - Mariam Petrosian

Chi mi conosce sa che romanzi che hanno un chè di ipnotico dalla copertina subiscono un processo di analisi nel valutare se, al di là delle belle figure, dei colori o addirittura lo stesso titolo, possa accadere qualcosa che vada oltre le mie previsioni. Una ragione in più per accrescere il mio interesse nei riguardi di un opera. Talvolta rido di me stessa per aver messo su una certa dose di buonsenso, ho come un certo intuito nel comprendere se un romanzo faccia o meno al caso mio. L’esperienza, gli anni di letture intense e spasmodiche mi hanno messo in piedi, hanno designato un percorso che oramai intraprendo ad occhi chiusi. Una situazione analoga accadde con La casa del tempo sospeso, che prima di entrarci, prima di accogliermi, ha fatto una folgorante carriera nel mondo letterario, diventando rivelante poi anche per me. E questo fattore fu l’espediente a indirizzarmi fra le sue pagine, ad ospitarmi per più tempo di quel che credevo. Questa favola moderna, onirica, quasi trascendentale non credo però sia quel tipo di esperienza che rifarei. C’è qualcosa di misterioso e di malinconico in cui gli inquilini di questo posto sono bambini la cui vita è stata disgraziatamente segnata da anomalie e malformazioni varie, e da cui sembra non esserci alcuna via di scampo. Questa Casa sembra l’unica << amica >>, l’unico luogo che li faccia sentire normali. Addentrarsi nella storia non è stato semplice. Dietro una facciata grigia e vecchia, questa storia sopravvive e perpetua nel tempo per i tanti messaggi disseminati, che mi hanno raccolta, accolta come non credevo. Racconta storie comuni che possiedono un chè di magico, parte invisibile di una vita adulta e bellissima attraverso cui ci si strugge dal desiderio di scendere o non muoversi dal posto.

Titolo: La casa del tempo sospeso
Autore: Mariam Petrosjan
Casa editrice: Sonzogno
Prezzo: 20 €
N° di pagine: 879
Trama: Nella periferia di una città qualunque, una Casa si staglia tra le altre, ordinria e un po’ inquietante. È un istituto dove, per qualche tempo, si raccolgono ragazzi disabili, dall’infanzia all’adolescenza. Ma dal momento in cui varcano quella soglia, tutto cambia. La realtà cessa di esistere e viene rimpiazzata da un altro mondo con regole, leggi e riti spesso crudeli e oscuri. I nuovi eroi – Fumatore, Tabaqui, Lord, Sfinge, Cieco e gli altri – si conoscono e si dividono in gruppi, ingaggiano epiche battaglie nei luoghi a un tempo sconfinati e ristretti della Casa: il Solaio, la Foresta, il Tetto diventano gli scenari di una guerra di desideri, di speranze e di immaginazione, dove la posta in gioco è scegliere se tornare al mondo esterno o rimanere, sospesi per sempre in una realtà fantastica. Nella Casa tutto è possibile: l’amore, l’odio e la morte; la perdita, il dolore e la gioia; nella Casa i ragazzi sono liberi, il tempo si ferma e si dilata smisuratamente. Alla fine, perduta l’infanzia, essi si troveranno di fronte alla prova più difficile: credere alla promessa dell’età adulta e lasciare la Casa o rinunciarvi e rifiutarsi di crescere.

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