lunedì, novembre 29, 2021

Gocce d'inchiostro: Le intermittenze della morte e Il Vangelo secondo Gesù Cristo - Josè Saramago

Ero in un posto imprecisato da appena qualche minuto e già ero rimasta affascinata da ciò che trapelano queste pagine … assieme ad altre migliaia di persone. Avevo questi due romanzi che riposavano silenziosamente sullo scaffale da oltre un anno, lasso di tempo che francamente è per me una vergogna, una mancanza di rispetto per non aver dedicato del tempo a un autore come Saramago, finchè il giorno fatidico in cui potei cibarmi di queste letture avvenne sul finire del mese di novembre con un meccanismo di simbolismi, sillogismi, elevazioni mentali con la voce gracchiante dell’autore alle orecchie, disponibile ad inoltrarci in questo labirinto di parole e frasi che non molti hanno potuto accedere. Ma questo era il momento.
Questo fu il momento in cui finalmente potei leggere questi due romanzi, diversissimi fra loro per trama ma non per temi, fra un’enorme folla che si aggira nel più rigido dogma. L’impossibilità della morte o l’avvento di un adolescente che si camuffa sotto le mentite spoglie di Gesù Cristo avrebbe generato la creazione di un movimento di cittadini fermamente convinti che grazie alla semplice azione della volontà sarà possibile vincere la morte e che la scomparsa di tante personeè provocata dall’avvento di questo presunto Messia e dalle sue volontarie azioni. Proclamare il più grande sogno dell’umanità è una delle cose più belle si possa aspirare. Morire, rinascere, vivere sono atti assolutamente importanti e necessario del regno di Dio dunque vivere nella credenza che non si tratti di blasfeme, assurdità o ridicolaggini. Poiché senza morte non ci sarebbe stata resurrezione, senza l’avvento del Messia non ci sarebbe stata l’evoluzione della stirpe umana poiché si vive costantemente nel passato e accogliamo ciò come l’avvento, la novità. Dalla vetta di una montagna ho visto presiedere la presenza di due forme di vita le cui strade sono parallele, due linee rette, con qualunque opportunità di azione e agire, nonché proiezioni o trionfo dell’uomo sulla natura.


Titolo: Le intermittenze della morte
Autore: Josè Saramago
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: 9, 50 €
N° di pagine: 220
Trama: Un paese senza nome, 31 dicembre, scocca la mezzanotte. E arriva l’eternità, nella forma più semplice e quindi più inaspettata: nessuno muore più. La gioia è grande, la massima angoscia dell’umanità sembra sgominata per sempre. Ma non è tutto così semplice: chi sulla morte faceva affari per esempio perde la sua fonte di reddito. E cosa ne sarà della chiesa, ora che non c’è più uno spauracchio e non serve più nessuna resurrezione? I problemi come si vede, sono tanti e complessi. Ma la morte, con fattezze di donna, segue i suoi imprendibili ragionamenti: dopo sette mesi annuncia, con una lettera scritta a mano, affidata a una busta viola e diretta ai media, che sta per riprendere il suo usuale lavoro, fedele all’impegno di rinnovamento dell’umanità che la vede da sempre protagonista. Da lì in poi le lettere viola partono con cadenza regolare e raggiungono i loro sfortunati ( o fortunati? ) destinatari che tornano a morire come si conviene. Ma un violoncellista, dopo che la lettera a cui indirizzata è stata rinviata al mittente per tre volte, costringe la morte a bussare alla sua porta per consegnarla di persona.

sabato, novembre 27, 2021

Gocce d'inchiostro: La piccola Fadette - George Sand

Mi fece sorridere il fatto che anche questa lettura, in un periodo davvero ricco e appassionante per le letture, perché inaspettato ma bellissimo, non riuscì ad attirare prima la mia attenzione se non adesso, non sfuggendo all’arroganza, all’inerzia del tempo e a tutto ciò che esso avrebbe comportato. Che cosa ci sarebbe da dire, se non che mi pento per aver atteso così a lungo a leggere un romanzo come questo? Sebben accolsi l’anno con la lettura di un altro romanzo dell’autrice, Nanon, che mi piacque moltissimo e cui tutt’ora tesso ancora le lodi, mi avrebbe davvero irretito, appassionato, conquistato non chiedendo nient’altro che un briciolo del tuo tempo, della tua attenzione, interessata soprattutto agli eventi che avrebbero sconvolto la vita della sua protagonista, la piccola Fadette. Si, perché sebbene la cornice narrativa sia davvero interessante – proiettata all’alba delle prime rivoluzioni napoleoniche -  la mia anima non ha potuto non elevarsi al di sopra di tutto, fra armoniche benefattrici che pervadono lo spirito con un certo sollievo, con qualche segno di eloquenza, ma afflitti dall’impossibilità di essere liberi e amare la natura così com’è riposandoci fra le forti braccia della poesia. Respirare queste pagine, esserci mi ha davvero divertito, emozionato, interessata soprattutto all’assetto emotivo, naturalistico delle cose, che come la sua autrice traspare dalla piccola Fadette, che avrà certo svolto un ruolo essenziale, provato un’infinità di sensazioni, uno sbocco sul mondo che l’hanno resa la donna anticonformista che tutti conobbero. 

Titolo: La piccola Fadette
Autore: George Sand
Casa editrice: Neri Pozza
Prezzo: €12
N° di pagine: 240
Trama: Un’oscura credenza vuole che due fratelli gemelli non possano vivere insieme senza danneggiarsi a vicenda, e che spesso solo la morte di uno dei due possa garantire all’altro di crescere bene. Così, quando nella famiglia Barbeau nascono i gemelli Landry e Sylvinet, la levatrice non esita a mettere in guardia i genitori: occorrerà impedire che i due fratelli passino troppo tempo insieme, per far si che non si affezionino troppo l’uno all’altro e non diventino, emulandosi a vicenda, ancora più identici di quanto già non siano. Ma il consiglio viene presto accantonato e i gemelli, col tempo, diventano inseparabili e pressochè identici. Anni dopo, quando sono oramai adolescenti, il padre decide che Landry, il più forte e maturo dei due, dovrà andare a servizio presso la tenuta dei Caillaud, in un borgo vicino. Landry si rassegna all’idea di dover partire da casa. Sylvinet, il più fragile, non riesce tuttavia ad accettare che le loro vite debbano prendere strade diverse. Il suo affetto per Landry è così esclusivo e morboso che, quando il fratello lontano da casa si invaghisce della piccola Fadette, una ragazzina del borgo della Cosse. Sylvinet è divorato dalla gelosia. La Fadette è una piccola vagabonda che gli abitanti del borgo giudicano con un po' di disprezzo – la considerano brutta, sporca e dispettosa tanto da soprannominarla << il grillo >> - e un po' di timore, soprattutto per via di quelle voci che corrono sul conto della nonna, un’esperta guaritrice le cui pratiche sono viste come un incrocio di sapere e stregoneria. La ragazza, invece, benchè sia capace di rispondere per le rime a chi la provoca con malizia, ha un carattere mite e generoso: non avendo nulla, si accontenta di poco per essere felice, insegna ai suoi coetanei i rimedi per curare ferite e malanni e rispetta tutte le creature, soprattutto quelle che considera brutte come lei. Ecco allora dipanarsi i fili di una triplice educazione sentimentale in cui gli inquieti desideri di Landry, Sylvinet e della piccola Fadette si scontrano con i pregiudizi di un mondo in cui << quando due o tre persone ne perseguitano un’altra, tutti vogliono immischiarsi, scagliarle la pietra addosso e parlar male di quest’ultima senza nemmeno sapere il perché >>.

giovedì, novembre 25, 2021

The Gilmore girls booktag

Una commedia americana nei primi anni del 2000, dai tratti godibili e di facile introspezione, e storie più profonde del previsto, sciorinava la storia di due donne, una madre e una figlia, impelagate in una serie di situazioni in cui il dramma avrebbe fatto da connubio al sentimentalismo, all’estatico e al bello. Per molti versi il classico tipo di serie televisiva per tutta la famiglia, che quando fu trasmessa su Italia 1 ricordo non mi perdei nemmeno una puntata. Accompagnò serate fredde e miti, prima dello scoccare della mezzanotte, attratta specialmente dall’ennesima storia d’amore che Rory avrebbe vissuto col bello di turno. Più matura e più posata delle altre ragazze della sua età, ambiziosa e curiosa, di cui ben presto avrei scoperto che condividevamo l’amore per la letteratura e che le sue letture sarebbero state fonte di mia ispirazione. Sorrido mentre ripongo queste poche righe, perché nel pensare alle ragazze Gilmor fui come acceda da una scintilla di interesse. Non mi dispiacerebbe tornare a varcare i corridoi di Yale. E in una ricerca forsennata di consigli a tema, mi sono imbattuta in questo semplice booktag che svela qualcosa di più della mia personalità. Un piccolo passatempo per smorzare la routine che è un connubio di passioni, sensazioni, emozioni difficili da tenere a bada.


Lorelai. Un personaggio simpatico e sarcastico.



Come non citare un romanzo ironico e divertente come questo, la cui protagonista è una zia che tutti – forse non proprio tutti - desidererebbero avere?!? Un legame famigliare a cui ci si aggrappa con slancio e che dissipa qualunque forma di malessere.





martedì, novembre 23, 2021

Gocce d'inchiostro: Il fiume della colpa - Wilkie Collins

C’è chi è disperato nel vedere una pila di libri che compongono i tuoi scaffali da eoni ed eoni. C’è chi invece, come me, nel vedere così tanti libri ancora da leggere sorride poiché la mia insaziabile sete di curiosità mi mette sempre di buon umore. Mi porta a valicare sentieri, luoghi meravigliosi di cui avrei fatto presto perdere le mie tracce. E da grande appassionata della parola scritta, della letteratura vera  e propria credo fermamente che se un romanzo riposto nella tua strapiena libreria ti << chiami >> solo in quel preciso momento è perché era giusto così. Sono una credente, una romanticona, una ragazza obiettiva e determinata, e mi sembra di mancare di rispetto al suo autore o alla sua autrice quando tali opere si rivelano godibilissime, piacevolissime, sorprendenti. La procedura però è sempre la stessa: l’autore, la sua fama, i suoi romanzi, ma l’approccio fu diverso. Si perché di Wilkie Collins lessi qualcosa qualche tempo fa, recentemente desiderai rileggere La donna in bianco, e ora senza esitazioni abbracciai questa opera “minore” per usare un eufemismo il cui responso non fu poi così diverso. È una storia che mi ha letteralmente trascinata in un epoca classica poiché richiama costantemente il passato, desideroso di scovare la verità, qualunque forma di libertà che non ci incastri nel passato. La ruota della vita emergeva da un banco di nubi e oscurità, ponendoci dinanzi a ostacoli immaginari da cui sembra di uscire da un sogno. L’idea, la possibilità di scovare una via d’uscita, la scrittura sono solo alcuni di quelli aspetti che avrebbero messo a tacere quel mondo ideale che lentamente sta andando a pezzi. Questo romanzo tuttavia esplica come persino la cosa più insignificante è detentrice di sfumature che tuttavia non celano la possibilità possano recare malvagità. L’isolamento si contrappone a una condizione e dimensione famigliare implicita, analoga a quella di altri suoi romanzi ma più semplice la cui magnificenza troverà sfogo in luoghi che esaltano lo stato emotivo affidata alla sfera privata e sociale da cui non se ne torna liberamente.


Titolo: Il fiume della colpa
Autore: Wilkie Collins
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 17, 50 €
N° di pagine: 184
Trama: Dopo anni di forzata lontananza, in seguito alla morte del padre, Gerard Roylake fa ritorno alla residenza di famiglia per prendere possesso della casa e delle terre ereditate. Quella che ritrova è una contea avvolta da un groviglio di misteri. L’incontro con Cristel Toller, la bellissima figlia del mugnaio, ridesta in Gerard ricordi sopiti dal tempo dell’infanzia e fa sorgere in lui una passione fatale, ma lo porta anche a imbattersi in un uomo misterioso e affascinante: tutti lo conoscono come “l’inquilino”, un individuo sinistro che la sordità e l’isolamento dal mondo hanno reso insofferente nei confronti di quanti lo circondano. Questi, infatuato di Cristel, finirà inevitabilmente per vedere in Gerard un pericoloso rivale in amore. Un orribile delitto sta per avere luogo, oppure i timori dei protagonisti – e del lettore – sono infondati? E qual è il motivo della strana attrazione, che, in segreto, sembra spingere Cristel tra le braccia dell’inquilino?

venerdì, novembre 19, 2021

Gocce d'inchiostro: Il ladro di corpi - Anne Rice

Altro giro, altra lettura. Il mio percorso con Anne Rice prosegue imperterrito verso una strada di cui francamente non ho idea di cosa aspettarmi, e sebbene anche questa lettura sia conclusa la << cerimonia >>era appena iniziata. Tornai nel santuario magico della mia camera e mi chiesi i motivi per cui questa storia fosse giunta adesso. Come l’ho scoperta? Per caso, ma tendenzialmente restia ad immergermi in uno scenario in cui da adolescente lessi, vissi, respirari innumerevoli volte. No, non potevo. Ma come ogni cosa nella vita, se io e la Rice non ci fossimo incontrate non ci sarebbe stato quel momento proprizio per sedersi qui, alla scrivani, e scrivere di lei e dei suoi figli della notte. Anche loro zeppi di segreti, inavvicinabili, intraprendenti, proiettati in un terreno sterile, macchiati di impurità attraverso cui ho osservato la luminescenza di una città che è l’essenza stessa del mondo moderno, così dimenticato e assolutamente terrificante, un grande vuoto in mezzo a vecchi edifici pittoreschi. Qualcosa di straordinario stava per accadere. Cosa, non avrei saputo dirlo, ed essere l’interprete di questi saggi barbari era divenuto qualcosa di assoluto, necessario.

Titolo: Il ladro di corpi
Autore: Anne Rice
Casa editrice: Tea
Prezzo: 6,90 €
N° di pagine: 479
Trama: È la solitudine ,la “maledizione” che si impradonisce di Lestat, il vampiro immortale, il principe incontrastato del tenebroso universo dei morti viventi. Lestat avverte dolorosamente la “maledizione” della sua solitudine e desidera rinascere come mortale liberandosi quindi del suo corpo di “non – morto “ e impadronendosi di un corpo “vivo”. Intraprende così un viaggio che lo porterà da Miami al deserto del Gobi, da Amsterdam alla giungla amazzonica, fino all’incontro cruciale con l’unico uomo che può soddisfare il suo desiderio, Raglan James, il Ladro di Corpi. Più sinistro e malvagio di un demone, il Ladro di Corpi si impadronisce con l’inganno del corpo vampiresco di Lestat.
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