mercoledì, marzo 30, 2022

Gocce d'inchiostro: Le storie di Arturo Bandini: Aspetta primavera, Bandini - La strada per Los Angeles - Sogni di Bunker Hill - John Fante

Di certi romanzi non se ne ricava che delle folgorazioni. La prima cosa che provai, quando decisi di approcciarmi ad un autore come John Fante, fu la beata indifferenza verso la vita americana in generale, ridotta a quella del suo essere, della sua sfera privata, del suo essere quanto uomo quanto scrittore, il fatto incomprensibile di come la scrittura – in questo straordinario marasma – avrebbe scandagliato le viscere più profonde, dove la letteratura avrebbe funto da diversivo agli effetti rabbiosi, frustanti, opprimenti della realtà. Da Los Angeles al Colorado e viceversa, il tutto così maleodorante e spesso irrespirabile, la cui luce sfolgorante di una nuova rinascita, un nuovo inizio avrebbe dissimulato qualunque cosa, qualunque paura. Altrimenti non sarebbe stato possibile spingersi oltre per rinascere, riscontrare nella bellezza dei sogni un guazzabuglio di prospettive. Niente che non avevo già visto in Chiedi alla polvere, romanzo straordinario che fece di Fante un altro di quegli autori miei preferiti, di cui questa raccolta ha la medesima parvenza. Ho ingerito con un certo entusiasmo, una strana fame queste pagine, ma il pasto succulento in tutto ciò è stato il suo continuo lasciarsi sconquassare da violenti e irrimediabili tremori di vita. Bandini, infatti, è l’alter ego dello stesso Fante, che mosso da azioni impure e malvagie, forme terrificanti e irirmediabili, fra dissezioni morali e filosofiche si impelagherà in situazioni in cui dovrà combattere pur di sopravvivere. Perché la vita è maestra, grande dispendiatrice di consigli e favori e pur quanto potremmo apparire mascalzoni, scaltri o egoisti, siamo esseri umani che scovano forme di fuga e appagamento pur di non essere inghiottiti dalla stessa bellezza dei sogni, dalle passioni irrimediabili del cuore, dal Paradiso ma anche dall’inferno.

Titolo: Le storie di Arturo Bandini: Aspetta primavera, Bandini-La strada per Los Angeles-Chiedi alla polvere-Sogni di Bunker Hill
Autore: John Fante
Casa editrice: Einaudi
Prezzo: 18 €
N° di pagine: 714
Trama: Immigrato, attaccabrighe, ribelle, megalomane, sprezzante e perennemente in lite con tutti. È Arturo Gabriel Bandini, alter ego di John Fante, il protagonista di queste storie. Bandini è l'antieroe per eccellenza che cattura il lettore fin dalle prime pagine di "Aspetta primavera, Bandini" dove, in un inverno desolante, facciamo la conoscenza di questo quattordicenne italo-americano ancora ignaro delle proprie potenzialità e impegnato ad adorare il padre Svevo. Negli altri tre atti della saga raccolti in questo volume, cioè "La strada per Los Angeles", "Chiedi alla polvere", da tutti considerato il capolavoro di Fante, e "Sogni di Bunker Hill", l'aspirante scrittore vive i suoi quotidiani fallimenti senza mai riuscire a coronare i propri sogni di gloria. Come scrive Pier Vittorio Tondelli, la voce di Fante è un impasto di humour, candore e cattiveria, che ne ha fatto uno scrittore amatissimo anche dal pubblico dei più giovani che in lui e nel suo alter ego hanno riconosciuto il prototipo di tutti gli sbandati-sognatori che hanno popolato la letteratura, non solo americana, dei nostri anni. Con uno scritto di Dan Fante.

lunedì, marzo 28, 2022

Instillati di letteratura: romanzi fantasy per giovani adulti

Vengo colta, alla sprovvista, da nuove idee, nuovi progetti, che alla fine convergono in consigli o recensioni librose che rallegrano il mio spirito. Come avvengono, francamente non lo so. Mi guardo attorno, prendo spunto e ispirazione da chi o da cosa mi circonda. Uno dei tanti lapsus letterari vissuti qualche tempo fa fu quello riguardante la letteratura fantasy. Prima di essere una lettrice forte sono stata anche una lettrice che amava sguazzare nei mondi luminosi del fantasy. Varcavo le soglie di mondi inesplorati, o camminavo su corridoi di limenau lucidi e puliti e vivevo con gioia la nascita di un amore folle e spericolato fra il bello di turno e la ragazza svampita. Quello era il mio mondo, e amavo viverci.


Perciò perché non consigliare qualche lettura, per giovani adulti, per approcciarli a questo splendido cosmo? Quale buon modo, se non questo, per pensare come vivere più felici di così. Che rode, mangia le viscere in una corsa folle e inarrestabile.

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Una saga che mi ha concesso l’opportunità di cogliere una voce intrappolata nella soglia del tempo il cui eco risuona fra le pareti della mia camera. Ritrovatami fra le solide maglie di un mondo bellissimo molto simile al nostro, ma che non credevo di confidare di risentire ancora una volta: quando potrò. Quando mi pare e piace.









sabato, marzo 26, 2022

Gocce d'inchiostro: Seni e uova - Mieko Kawakami

Una cosa che mi affascina della letteratura orientale sono i monologhi interiori cui si sottopongono quasi sempre i protagonisti, la cui voce è quella dell’autore o dell’autrice, sforzandoci di capire se al di sopra di questa voce ci possa essere qualcosa che ci aiuti a comprenderne i meccanismi, la mentalità, il funzionamento portando alla luce le poche cose di cui sapremo, gli anni difficili, la condizione di inerzia cui si sentono, le innumerevoli prove a cui saranno sottoposti per sopravvivere. L’aura perenne di disagio, di estraneità passando da una fase di comprensione all’altra, mai del tutto compresa effettivamente, il mondo come universo inesplorato che con i suoi meccanismi avrebbe viziato ad un nuovo assetto mentale e spirituale alla scoperta del vero io e la costruzione del suo << straordinario >> destino. Nel caso di Seni e uova, una generale malinconia avvolse il tutto come una coperta troppo pesante. In un cielo infinito in cui si estendono un mare di ricordi nostalgici, un futuro invisibile da cui un mare di nuvoloni fluttuanti filtrano però le luci calde della speranza. Perché questa lettura, nel suo piccolo, parlando di isolamento e distacco, esplica come la donna sia continuamente soggetta ad una vita stantia, priva di colore, ma da cui è possibile scorgere un barlume di felicità. In una realtà non tanto illusoria ma vera e tangibile, di cui noi stessi spesso non diamo alcun peso ma arricchisce il nostro pensiero di acute riflessioni.
Dostoeviskiano e fortemente desideroso di una svolta positiva, anche quando ogni forma di felicità sembra essere svanita, un opera che è una composizione realistica in cui ognuno di noi può rispecchiarsi, specialmente le donne, che pone irrimediabili interrogativi su cosa voglia dire essere donna, madre, mettere al mondo un figlio, come una continua attesa nell’attesa.

Titolo: Seni e uova
Autore: Mieko Kawakami
Casa editrice: EO
Prezzo: 19, 50 €
N° di pagine: 615
Trama: Mescolando fine umorismo a un'avvincente profondità emotiva, Mieko Kawakami è oggi una delle scrittrici più importanti e più vendute del Giappone. Seni e uova racconta i viaggi intimi di tre donne mentre affrontano costumi oppressivi, incertezze sulla strada da intraprendere per trovare il benessere e la possibilità di scegliere il proprio futuro liberamente. Makiko va a Tōkyō alla ricerca di una clinica in cui possa mettere delle protesi al seno a prezzi accessibili. È accompagnata da sua figlia Midoriko, che non le parla da sei mesi, incapace di accettare i cambiamenti del suo corpo di adolescente e sconvolta dal desiderio della madre di modificare il proprio seno volontariamente. Dieci anni dopo, Natsu, sorella minore di Mikiko e scrittrice affermata, ritorna nella sua Ōsaka. È ossessionata dall'idea di invecchiare da sola e inizia il percorso per diventare madre, in una clinica specializzata, e si scontra con i pregiudizi della società giapponese e i problemi legali e fisici legati alla fecondazione assistita.

giovedì, marzo 24, 2022

Solo un'illusione: romanzi che credevo di odiare ma che ho amato

Le mie tre librerie contano oltre un centinaio di libri, e arricchire ogni mensola con un volume diverso checchè esso sia troppo grosso o troppo piccolo, vedere le coste voluminose e colorate di ognuno di loro mi rende a dir poco felicissima. Da sempre ospito autori di ogni sesso o razza, popolazione in stile borghese, o di grandi lavoratori, o ancor più signorotti dai frac lucidi e ben stirati, cosa che sembrano rendere i miei viaggi quasi tutti monocromi, monotoni quasi privi di fascino, ma non per me il cui fascino persiste e persisterà ancora per qualche tempo. Oltre di questi romanzi sono stati acquistati, arraffati con slancio, impulsività, gioia e emozioni che non sempre hanno risposto alla mia anima semplice e appassionata. 

C’era la ricerca inarrestabile per la felicità, il lavoro come fonte di sostentamento, l’amore come mezzo di rivisitazione in chiave grottesca e malinconica di ciò che è una realtà distorta, inappagante. Ci sono stati tanti romanzi che sono rimasti lì dove sono, altri invece che credevo di dover disfarmi in pochissimo tempo e invece ho osservato con calma di chi osserva e si chiede se vi sarà nuovamente occasione di riviverli come la prima volta. Con un guazzabuglio di sensazioni, emozioni che mi tengo ancora dentro e che in un momento imprecisato della mia vita hanno aperto uno squarcio sul mondo. 


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Il libro della vita di un uomo le cui gesta hanno fatto storia, e che poi giunge irrimediabilmente alla fine, alla pagina più preziosa d'ogni cosa sacra. Ove ogni cosa si compirà e che io ho lasciati si compisse.



Titolo: Limonov
Autore: Emmanuel Carrère
Casa editrice: Adelphi
Prezzo: 13 €
N° 
di pagine: 356
Trama: Limonov non è un personaggio inventato. Esiste davvero: " è stato teppista in Ucraina, idolo dell'underground sovietico, barbone e poi domestico di un miliardario a Manhattan, scrittore alla moda a Parigi, soldato sperduto nei Balcani; e adesso, nell'immenso bordello del dopo comunismo, vecchio capo carismatico di un partito di giovani desperados. Lui si vede come un eroe, ma lo si può considerare anche una carogna: io sospendo il giudizio" si legge nelle prime pagine di questo libro. E se Carrère ha deciso di scriverlo è perché ha pensato " che la sua vita romanzesca e spericolata raccontasse qualcosa, non solamente di lui, Limonov, non solamente della Russia, ma della storia di noi tutti dopo la fine della seconda guerra mondiale". La vita di Eduard Limonov, però, è inanzittutto un romanzo di avventure: al tempo stesso avvincente, nero, scandaloso, scapigliato, amaro, sorprendente, e irresistibile. Perché Carrère riesce a fare di lui un personaggio a volte commovente, a volte ripugnante - a volte perfino accattivante. Ma mai, assolutamente mai, mediocre. Che si trascini gonfio di alcol sui marciapiedi di New York dopo essere stato piantato dall'amatissima moglie o si lasci invischiare nei più grotteschi salotti parigini, che vada ad arruolarsi nelle milizie filoserbe o approfitti della reclusione in un campo di lavoro per temprare il "duro metallo di cui è fatta la sua anima", Limonov vive ciascuna di queste esperienze fino in fondo …
 

martedì, marzo 22, 2022

Gocce d'inchiostro: Un'alleanza pericolosa - Jennieke Cohen

Le possibilità che questo romanzo scoccasse la sua ardente freccia c’erano tutte. Un amore intrinseco e viscerale per Jane Austen, una ragazza amante dei libri e della buona letteratura, attività famigliari che prendono consapevolezza come nell’800 il matrimonio era un dovere legittimo e indistricabile che prevedeva la totale appartenenza fra i due coniugi. Romanzi di questo tipo, generalmente, fanno parte di una tipologia di letteratura che definisco classica. toccano svariate questioni politiche relative a svariate cause, organizzano delle intercessioni affinchè sia sradicata quella ingiusta guerra di intercessione che incorre fra chi depone una certa supremazia per i propri diritti e chi invece se ne vuole accaparrare. Per quanto riguarda l’aura di questo romanzo, c’è da dire che dovetti ricredermi, nel momento in cui conobbi la protagonista, e la << gara >> ad accaparrarsi il principe di turno, che avrebbe offerto garanzie economiche e filiali. Un romanzo generato dal forte senso di curiosità che l’autrice riservò al tema del matrimonio nell’epoca vittoriana, la cui stesura vanta ben vent’anni, che dato il tempo stabilito avrebbe dovuto deporre perlomeno una certa soddisfazione in me. Ciò che vi ho invece riscontrato è stato nient’altro che una rottura improvvisa, un’illusione all’idea che avrebbe autorizzato un certo coinvolgimento emotivo. Questa storia però non narra niente che parla della mia amata Jane Austen né depone quel fascino misto a una certa dose di ammirazione i cui fatti parlano da soli. Scrivere romanzi ambientati in epoca ottocentesca comporta un certo coinvolgimento ma anche un distacco dal mondo. Io sfortunatamente sono stata completamente lontana dalla sua orbita, non potendo accettare i termini di questo insulso paradosso, non potendo vivere in questa condizione di drammaticità smielata.


Titolo: Un’alleanza pericolosa
Autore: Jennieke Cohen
Casa editrice: Oscar Vault
Prezzo: 20 €
N° di pagine: 456
Trama: Lady Victoria Aston ha tutto ciò che potrebbe desiderare: una sorella maggiore felicemente sposata, il futuro della proprietà di famiglia assicurato, e la possibilità di perdere tempo gironzolando nei campi attorno a casa. Ma basta una notte per sconvolgere definitivamente la sua vita comoda e idilliaca. Suo cognato si rivela infatti un terribile mascalzone e adesso tocca a lei trovare un marito, o la sua famiglia perderà tutto. Armata solo di quello che ha imparato dai romanzi di Jane Austen, Vicky fa il suo debutto in società: ma nemmeno le parole della scrittrice sono in grado di aiutarla a capire se il meraviglioso e astuto signor Carmichael sia in realtà una canaglia; se il suo ex migliore amico, il bellissimo Tom Sherborne, sia più interessato alla sua dote o al suo cuore; né sono in grado di aiutarla a liberarsi delle attenzioni del lezioso signor Silby. Soprattutto, nei libri di Vicky non c'è nulla riguardo gli strani incidenti che iniziano a capitare attorno a lei. E che potrebbero non farla arrivare viva al giorno delle nozze.
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