Ero seduta sulla
mia poltrona preferita, di fronte alle mie tre strapiene librerie, e dopo una
breve pausa dai pasti, mi sporsi a recuperare questo romanzo che, assieme a quella
piccola cernita di romanzi ancora da leggere che fortunatamente diminuiscono sempre più, mi
chiesi quale divinità mi spinga ad essere così ambiziosa, obiettiva e testarda
a perseguire certi obiettivi. Voglio dire, si tratta di pazzia? La me quasi
trentenne che riposa comodamente nello spazio ridotto di un corpo minuto e
formoso crede si tratti di una cosa naturale. Un istinto che in un certo senso
ti mette a nudo, o meglio, pone la tua anima dinanzi a quella dell’autore,
conservando il piacere che conservano certe pagine beandosi semplicemente del
momento in cui si legge. Beh, forse è questo il mio segreto. Il mio lento
pellegrinare fra fiumi di parole che, lungo la corrente di un fiume, sboccano
in un contesto sociale in cui lo spirito ringiovanisce, rinvigorisce. E la mia
anima si bea di tutto questo, innalzandosi nell’Etere, divenendo materia e
forma. Per cui questo mese di maggio mi vide divorare un romanzo dopo l’altro,
ogni qualvolta potevo ritagliare del tempo libero, incappando fortunatamente in
una sola delusione e in tante belle storie, famigliari e non, che quasi per gioco,
quasi come esperimento tessono una rete di vicende in cui, pur quanto cambi l’azione
e la situazione, le sensazioni non cambiano. Chi se ne frega di cosa potrebbero
pensare gli altri? Ed ecco che questo secondo romanzo di Emily Eden che leggo,
non si è rivelato indimenticabile né bellissimo, un po’ più tedioso a dispetto
di Una casa quasi perfetta, ma una piacevole lettura d’intrattenimento che mi
ha accompagnata in due pomeriggi all’insegna del tedio e della monotonia. Non ammaliata
ma provando gusto a ciò che attanagliava l’anima della viziata Helen, curiosa
di ciò cui avrei potuto scovare dinanzi a questo nuovo cammino.
Autore: Emily Eden
Casa editrice: Elliot
Prezzo: 17, 50 €
N° di pagine: 245
Trama: L'autrice fu una appassionata seguace di Jane Austen e immaginò di scrivere dei romanzi laddove la grande scrittrice aveva concluso i suoi, ovvero dal racconto della vita di una coppia dopo il matrimonio. Come in "Orgoglio e pregiudizio", la storia inizia con un dialogo tra i genitori della protagonista, la dolce Helen Beaufort, che ha da poco sposato lo scapolo più ambito, Lord Teviot. Nonostante ci siano tutti i presupposti per un'unione ben riuscita - marito e moglie sono giovani, belli e facoltosi - i due dovranno affrontare gelosia, orgoglio e una serie di fraintendimenti che rischieranno di mandare a monte il matrimonio. Sullo sfondo di spettacolari tenute di campagna, tra cene eleganti, visite formali, lettere, dialoghi arguti e sottili considerazioni, l'autrice ha dato vita a un sofisticato intreccio psicologico dalla comicità ancora intatta, che ci insegna quanto sia difficile abituarsi alla vita coniugale nonostante l'amore.


