E' vero; forse in un certo senso dovevo immaginarmelo. I romanzi
della Ferrante superano quasi sempre di gran lunga le mie aspettative. Il romanzo
di cui mi appresto a parlarvi ne avevo sentito parlare in lungo e largo. E il
mio comportamento nei riguardi di questa lettura fu nettamente superiore al
previsto in quanto il mio tempo trascorso in compagnia dei suoi personaggi -
sentinelle attanagliate dal dolore che si aggrappano a qualunque cosa pur di
sottrarsi a questo terribile destino- mi servì come espediente per interpretare
il mondo.
Alla fine anche questo ennesimo esperimento ferrantiano ha avuto
successo, e già programmo di accomiatarmi definitivamente con l'ultima sua straordinaria
opera, La figlia oscura, che si
presenta breve ma intenso. Intenso come sprazzi lunghi e sentiti di vita, e
che, insomma, in un modo o nell'altro, sconquassano inevitabilmente la mia anima.
Titolo: I giorni dell'abbandono
Autore: Elena Ferrante
Casa editrice: E/O
Prezzo: 9, 90 €
N° di pagine: 211
Trama: Una donna ancora giovane, serena e appagata viene abbandonata
all'improvviso dal marito e precipita in un gorgo oscuro e antico. Rimasta con
i due figli e il cane, profondamente segnata dal dolore e dall'umiliazione, Olga,
dalla tranquilla Torino dove si è trasferita da qualche anno, è risucchiata tra
i fantasmi della sua infanzia napoletana, che si impossessano del presente e la
chiudono in una alienata e intermittente percezione di sé. Comincia così una caduta
rovinosa.

