Ogni lettore, quando legge, sprofonda completamente nel grembo di
una storia e osserva la sua inutilissima vita da qualche parte di un luogo nascosto.
Ma pochi ( soprattutto certe pietre militari ) appoggiano la tua posizione o i
gusti dell'autore si sposano completamente a te. Spesso e volentieri accadono
certe situazioni, gli occhi completamente magnetici alle pagine di una storia
che non possiede nulla di speciale ma immersa in una pace dell'animo, in una
bolla di tranquillità di chi è perso in profonde meditazioni. Ora questo
discorso si allaccia ai pensieri riguardanti la mia ultima lettura, di cui la
sua autrice ha tessuto una storia che su carta non mi ha entusiasmato completamente
ma che, divenendo un film, ha messo in luce quella forma nascosta di affetto e
complicità cesellata come un cammeo sullo sfondo scuro di un paesaggio immerso
completamente nel passato.
In The help non ci si accorge,
nell'immediato, che la sua storia mi aveva seguita e che, nella sua più totale immobilità, mi aveva
osservato. L'immobilità è una delle caratteristiche primordiali di questa storia,
difetto a mio parere che mi ha condotta anziché nell'onda dell'estasi in un
brusco stato di torpore: gli occhi erano spalancati, ma non hanno visto più al
di là delle sue stesse parole. Nulla che abbia conferito una parvenza di
complicità, a eccezione di drastici e improvvisi moti di tenerezza da sembrare
solo una pulsazione ritmica, come se non rispondessero a uno stimolo riflesso
come quello di un battito cardiaco.
Titolo: The help
Autore: Kathryn Stockett
Casa editrice: Oscar Mondadori
Prezzo: 13 €
N° di pagine: 524
Trama: E' l'estate del 1962 quando Eugenia "Skeeter" Phelan
torna a vivere in famiglia a Jackson, in Mississippi, dopo aver frequentato
l'università lontano da casa. Skeeter è molto diversa dalle sue amiche di un
tempo, già sposate e perfettamente inserite in un modello di vita borghese, e
sogna in segreto di diventare scrittrice. Aibileen è una domestica di colore. Saggia
e materna, ha allevato amorevolmente uno dopo l'altro diciassette bambini bianchi,
facendo le veci delle loro madri spesso assenti. Ma il destino è stato crudele
con lei, portandole via il suo unico figlio. Minny è la sua migliore amica. Bassa,
grassa, con un marito violento e una piccola tribù di figli, è con ogni probabilità
la donna più sfacciata e insolente di tutto il Mississippi. Cuoca straordinaria,
non sa però tenere a freno la lingua e viene licenziata di continuo. Sono gli anni
in cui Bob Dylan inizia a testimoniare con le sue canzoni la protesta nascente,
e il colore della pelle è ancora un ostacolo insormontabile. Nonostante ciò,
Skeeter, Aibileen e Minny si ritrovano a lavorare segretamente a un progetto
comune che le esporrà a gravi rischi, il profondo Sud degli Stati Uniti fa da
cornice a questa opera prima che ruota intorno a sentimenti, all'amicizia e alla
forza che può scaturire dal sostegno reciproco.

