Secondo il parere di coloro che in passato hanno letto questo romanzo,
La cattiva strada è una lettura da cui si rifiorisce. Lo scrittore che firma
questo trattato umanitario, realistico, quasi biografico, mise in evidenzia due
importanti temi: due massime di vita che oscillano perennemente fra l'esserci e
il non esserci, il possibile e l'impossibile.
La mia esperienza con questa storia coincise con la gioia di vedere
le nobili arti di un uomo oramai dimenticato, all'epoca diciassettenne,
implodere nel momento culminante in cui avevo bisogno di una ventata d'aria
fresca. Avevo bisogno di leggere qualcosa che mi trascinasse dalla monotonia
del giorno, mi esulasse dalla giurisdizione della vita in generale, lasciandomi
in pace con i miei nuovi amici d'inchiostro. E nonostante la giovane età dell'autore
quando scrisse il romanzo, mi sono rintanata in un angolo ombroso del suo cuore
con un mucchio di ricordi che impudritirono ogni cosa. Nel miglioramento personale
e individuale di un adolescente solo e incompreso, sotto il controllo onesto di
un lettore di anime la cui presenza invisibile sarà il contraccolpo cui si
muoverano come figure animate di volontà propria i suoi personaggi.
Titolo: La cattiva strada
Autore: Sèbastien Japrisot
Casa editrice: Adelphi
Prezzo: 18 €
N° di pagine: 220
Trama: Questa è la storia
dell'amore che lega un ragazzo appena quartodicenne a una suora che di anni ne
ha ventisei. La passione che vivono, fino in fondo e senza rimorsi, queste due
giovanissime creature viene raccontata con candore e precisione, senza compiacimenti
e senza moralismi, da uno scrittore che all'epoca ha solo diciott'anni.

