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domenica, maggio 24, 2026

Un atlante storico della cultura contadina 4°

Queste opere, perlopiù attuali, realistici, che mi hanno accompagnata in una serata estremamente tediosa con quella particolare aura di identità e rispetto che trasmettono le sue pagine, mi ha resa spettatrice di uno spettacolo in cui ho potuto identificarmi, popolato da personaggi descritti come anime perdute che lentamente scorgono la luce. Insoddisfatti, non sempre consapevoli della loro triste condizione. Percependo il mondo in una nuova dimensione, e adattandosi il più velocemente possibile colmando, anche se in minima parte, quel senso di vuoto delle loro esistenze.

Leggere di loro, di questi testi, di una fetta di popolazione prostrata dal dolore e dalla miseria, è stato quasi come camminare inconsapevolmente senza rendersi conto che quello sprazzo di luce che credevamo di scorgere fra le tenebre non c'è più. 

La solitudine, l'inappagamento, il bisogno irrinunciabile di condivisione, sono onnipresenti, così come l'incessante desiderio di scovare una strada quando non si era certi di scorgere una meta. Tematiche queste a cui è stato impossibile non esserne travolti. Non provare emozioni forti o deboli.

Riferimento esplicito all'attività individuale di chiunque, sprazzi di una vita passata, lontana, racconti estremamente veritieri di situazioni di svariato genere. Riflessioni e idee sul mondo circostante che caratterizzano la vita di molti e che, fra situazioni e circostanze diverse, attraverso una sorta di indagine accurata, restituiscono quei sceneggiati di vita che pretendono libertà e una forza vitale che non possono essere racchiusi nei confini del senso comune.

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Titolo: Pian della tortilla

Autore: John Steinbeck

Casa editrice: Bompiani

Prezzo: 11 €

N° di pagine: 263

Trama: << Pian della Tortilla >> è il quartiere di Monterey in cui vivono i paisanos, un luogo dove sopravvivere è il fine primario. Discendenti dei primi californiani, formano una colonia di gente povera ma felice, di perdigiorno amorali ma intimamente inconscienti nelle cui vene si intreccia sngue messicano, indio e spagnolo. Tra questi vive Danny, che ha ereditato due case e vive con sette paisanos cui ha concesso il diritto di dimorare nelle sue proprietà. Le giornate passano tra bevute e corteggiamenti, truffe ed espedienti, mentre il lavoro viene considerato l’ultima risorsa per procurarsi i mezzi di sussistenza.

lunedì, marzo 09, 2026

Un atlante storico della cultura contadina 3°

Ah, i classici! Meravigliosi, non credete?!? Uno spaccato di vita in cui chiunque può identificarsi, i cui personaggi e tematiche offrono una storia indipendente e chiusa a se stessa. Con vasti richiami all'amore, al dolore, alla diversità, alla solitudine, all'insoddisfazione. Un mondo splendido e visionario in cui spesso non desidero nient’altro che viverci, accomunati da una dimensione molto simile alla nostra, evanescente e quasi lontana da superare ogni sospetto e curiosità. Dinanzi alla loro essenza, con mistero, silenzio, gesti o sguardi repentini, il mio sguardo, il mio cuore, sfavilla.

Nella letteratura classica, i protagonisti principali sono una fetta di popolo, un gruppo o etnia le cui condizioni misere o riprovevoli infondono o meno speranza per una rinascita. Quest’oggi, in questo post, non voglio togliere né tantomeno aggiungere niente che è stato detto o scritto, in passato, da autori intramontabili, inavvicinabili, ma aggiungere però delle piccole postille. Queste postille sono in riferimento a quei testi moderni, che, in questo carosello di tentazioni letterarie, accostate ai classici, tentano di rievocare il passato, ma non così bene e non a sufficienza di come faccia un classico per eccellenza.

 Sebbene il sapore, l’odore, quel sentore di vecchio sfumato al nuovo possa sembrare familiare, ma non vero. Ma che donano comunque opportunità per lasciare un piccolo segno del loro passaggio.


Titolo: La casa degli spiriti

Autore: Isabel Allende

Prezzo: 9,50 €

Casa editrice: Feltrinelli

Numero di pagine: 364

Trama: Una saga familiare del nostro secolo in cui si rispecchiano la storia e il destino di tutto un popolo, quello cileno, nei racconti delle donne di una importante e stravagante famiglia. Un grande affresco che per fascino ed emozione può ricordare al lettore, nell'ambito della narrativa sudamericana, soltanto "Cent'anni di solitudine" di Garcia Màrquez.

martedì, aprile 16, 2024

Un atlante storico della cultura contadina 2

Gli stessi romanzi che in passato ho amato, diffuso come un virus, mi hanno permesso l’opportunità di vedere il mondo sotto nuovi occhi, nuove prospettive. Mi avevano parlato della vita umile di contadini, agricoltori, donne forti e coraggiose di cui nemmeno lo scorrere inesorabile del Tempo potrà contrastare, e in cui io ho potuto rifugiarsi in un piccolo e sperduto paesino tenuto su da un meccanismo meta letterario, che, alla fine, mi sconvolgeva quasi sempre.

Ognuna di queste storie, ogni romanzo che vi presenterò quest’oggi adotta una certa tradizione: quella che presto o tardi io vi faccia ritorno, quasi improvvisa vertigine che decreta il mio personalissimo sè. C’è chi lo fece attraverso i delicati petali di fiori che bisognava cogliere e chi invece mi intrappolava in un bellissimo giardino. Nell’insieme facilmente riconducibile ad una terra zeppa di magnificenza in cui la voce altisonante di donne e uomini umili, rozzi o perbene avrebbe sovrastato persino l’eco altisonante del mio cuore.

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 Un giro di vite di personaggi potenti, impavidi, navigati, fini conoscitori, capaci di affrontare qualunque imprevisto. Una lettura bellissima, sorprendente, zeppo di rivelazioni toccanti, su cui predomina la forza e una certa malinconia. Popolato da anime inquiete che vagano lungo la riva dell'assurdo. Un'ora, un minuto del suo amore non valgono forse tutto il resto della vita, sia pure fra i tormenti del disonore? Andare da lei, solo da lei, guardarla, ascoltarla, senza pensare a nulla, dimenticare tutto il resto, anche solo per questa notte, per un'ora, per un istante.


Titolo: I fratelli Karamazov

Autore: Fedor Dostoeviskij

Casa editrice: Einaudi

Prezzo: 32 €

N° di pagine: 1080

Trama: << I fratelli Karamazov sono il romanzo più grandioso che mai sia stato scritto, l’episodio del Grande Inquisitore è uno dei vertici della letteratura universale, un capitolo di bellezza inestimabile … non è certo un caso che tre capolavori di tutti i tempi trattino lo stesso tema, il parricidio: alludiamo all’Edipo re di Sofocle, all’Amleto di Shakespeare e ai Fratelli Karamazov di Dostoevskij. In tutte e tre le opere è messo a nudo anche il motivo del misfatto: la rivalità sessuale per il possesso della donna … >>

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mercoledì, aprile 13, 2022

Un atlante storico della cultura contadina

Se penso alla primavera immagino storie ambientate in un momento imprecisato, ma il cui luogo di ritrovo o di coesione sono zone giallognole, verdastre in cui spesso incontro personaggi o figure che non pensano a cosa potrebbero fare o cosa possa accadere in futuro, quanto a formalità legislative spesso proiettate in situazione famigliari da cui non è possibile trarre vantaggio. La letteratura inglese, specie quella classica, è un idioma fondamentale di questo tipo di letteratura i cui testi sono perlopiù proiettati in radure soleggiate e verdeggianti, nel cuore di cottage rurali e luminosi e se non amassi così tanto i classici non credo ora sarei qui, seduta dinanzi alla scrivania, a riporre queste poche righe. Ed ecco che entrano in scena quei romanzi che considero letture pertinenti al sogno a occhi aperti di lettori desiderosi di essere proiettati nelle campagne inglesi, che moderni o no, antichi o attuali, spingono ad osservare il tutto con gli occhi dello stesso poeta che coglie aspetti visibili anche ad occhi poco attenti e cauti.


Primo romanzo che vi consiglio, un giallo all’inglese proiettato in una Londra giallastra e seducente. Una storia che altri non è che la vera testimonianza di fatti realmente accaduti, e in cui noi mortali arriviamo a conoscere il nostro vero destino; semplicemente ne veniamo investiti. Un tentativo per scovare la verità, fuggendo da se stessi. Un opera che ho accolto con un certo entusiasmo e che, medesimamente, ho slegato diligentemente i fili di una matassa contorta e quasi inestricabile, che mi ha resa prigioniera di marionette macchiate da crimini e omicidi violenti, esemplari della razza umana che hanno già provato tutto ciò che c'è da provare. 

Titolo: Il segreto di Lady Audley
Autore: Mary Elizabeth Braddon
Casa editrice: Fazi
Prezzo: 18 €
N° di pagine: 480
Trama:Sir Michael Audley, vedovo da anni, sposa la giovane e bellissima Lucy Graham, un’istitutrice dall’oscuro passato i cui capricci scatenano la gelosia di Alicia, la figlia di primo letto poco più che adolescente. Un giorno Robert Audley, lo sfaccendato nipote, avvocato a tempo perso, porta con sé in visita George Talboys, un caro amico appena tornato dall’Australia e prostrato da una recente vedovanza – o almeno così sembra -, che d’un tratto scompare misteriosamente. Facendo i conti con le menzogne, l’inganno, e anche un tentato omicidio nei suoi confronti, sarà proprio Robert, le cui doti di tenacia e intelligenza erano state finora celate da un carattere indolente, a intraprendere un’indagine dai risvolti inattesi che condurrà alla scioccante e imprevedibile colpo di scena finale.

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