Nella sua carriera di scrittrice, Donna Tartt credo si sia sentita
dire da molti, perlomeno dal suo amico di lunga data Bret Easton Ellis, che la vita
somiglia a un libro, una storia che comincia da un inizio e va avanti finchè l’eroe
non muore. Ma se il futuro immaginato acquisisce una certa forma, cambia anche il modo per cui lo si interpreta. Per l’autrice de Il cardellino, infatti,
il tempo, va si avanti e indietro, ma nei libri, nei racconti, le storie
nascono o si concretizzano anche mediante un processo a ritroso, la metafora
del libro come miglior vascello su cui viaggiare. Al limite, la vita è spesso
più simile alla struttura di un rebus, con i fatti salienti, come per esempio
lo scoppio di una guerra o la cocente rivelazione di qualcosa di estremamente
privato, e le innumerevoli conoscenze o legami che intercorrono fra una persona
ed un'altra, ma anche elementi che contengono pezzi forti, notizie futili o
coinvolgenti, sfogliando certe << articoli >> dinanzi alle
soglie del tempo rivelano molto più di quel che si crede.
Visualizzazione post con etichetta Donna Tartt. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Donna Tartt. Mostra tutti i post
giovedì, aprile 16, 2020
Amori di carta: Donna Tartt
sabato, marzo 21, 2020
Gocce d'inchiostro: Dio di illusioni - Donna Tartt
Si è come instaurato un certo legame fra me e Donna Tartt,
quantomeno non con la medesima intensità con cui credevo si instaurasse, e dopo
la lettura di due splendidi romanzi e ora questa sua terza ed ultima – per il
momento – opera, quando dovetti lasciarmi alle spalle ciò che si era
concatenato fra noi per cimentarmi col mondo esterno, eravamo tornati ad essere
divisibili. Le letture che più amo e che mi fanno perdere il senso del tempo,
solitamente si concretizzano in un certo tipo di idillio. Sino ad ora non c’è
stato niente e nessuno che mi ha fatto cambiare idea, e la lettura di Dio di
illusioni avvale questa mia teoria, perché quando mi metto in testa qualcosa
non c’è alcuna forza suprema a farmi cambiare idea. Più che altro i romanzi di
Donna Tartt rinfacciano il mondo giovanile, quello dei ragazzi, così
aggressivo, egocentrico, troppo << attivo >> rispetto a tutte
quelle altre questioni che esulano dalla mia portata letteraria, troppo
pretenzioso, malvagio, che in una trama di simboli, coincidenze, premonizioni,
auspici, provenienti da qualcosa di estremamente fortuito, sfortunato e poco
benevolo si svela per gradi, alle soglie di una favolosa scoperta. In attesa di
quel miracolo, che ci faccia comprendere chi effettivamente siamo.
Titolo: Dio di illusioni
Autore: Donna Tartt
Casa editrice: Bur rizzoli
Prezzo: 13 €
N° di pagine: 622
Trama: Un piccolo raffinato college nel Vermont. Cinque ragazzi
ricchi e viziati e il loro insegnante di greco antico, un esteta che esercita
sugli allievi una forte seduzione spirituale. A
loro si aggiunge un giovane piccolo borghese squattrinato. In pigri
weekend consumati tra gli stordimenti di alcol, droga e sottili giochi d’amore,
torna a galla il ricordo di un crimine di inaudita violenza. Per nascondere il
quale è ora necessario commetterne un altro ancora più spietato…
martedì, febbraio 04, 2020
Gocce d'inchiostro: Il piccolo amico - Donna Tartt
Il quadro era molto
più complesso di quanto avessi immaginato. In quasi otto giorni trascorsi con Harriet,
mi sono reputata sostanzialmente affascinata. Bene o male, Donna Tartt scrive
dei libri bellissimi, scruta a fondo nell’animo dei suoi personaggi nell’attesa
di una possibile rivelazione, e, senza demordere, ci induce a porci delle
domande su ciò che talvolta ci riserva la vita e su quanto essa sia
imprevedibile. Adesso, dopo le innumerevoli vicende vissute in Il piccolo amico
e le ulteriori complicazioni di un brutale assassinio risalente a quasi
quindici anni fa, osservata da diversi punti di vista e affrontata con un certo
tatto. A questo proposito sarà il lutto a non renderci per niente liberi. Né ad
una intelligentissima e appassionata lettrice come Harriet, né ai lettori a cui
sono state ostacolate qualunque via di fuga. Curiosamente l’idea mi ha
ampiamente ricordato quella sfruttata ne il bellissimo Il cardellino, ma certa nel
non aver riscontrato le medesime sensazioni suscitate. A causa di un marasma di
sensazioni, debolezze, ci collochiamo in una situazione spiacevole, quasi
scomoda in cui uscirne è doppiamente difficile. Tuttavia, pur quanto sia stato
evidente ciò la sua esperienza si è rivelata molto bella e intrigante. La cui
vera e propria essenza si riassume nell’identificazione della natura del
problema stesso, e nello scoprire chi sia il vero autore che lo minaccia quasi
ossessivamente.
Titolo: Il piccolo amico
Autore: Donna Tartt
Casa editrice: Bur
Prezzo: 13 €
N° di pagine: 685
Trama: Un’ombra cupa si stende sull’infanzia
di Harriet Cleve, che cresce con la famiglia in una cittadina del Mississippi:
è l’omicidio, senza colpevoli, del fratello Robin, impiccato a un albero del
giardino quando lei era appena nata. Quella tragedia ha segnato tutta la
famiglia, che non è più riuscita a superare il dolore. Per Harriet, Robin è il “
piccolo amico”, il legame con un passato felice che lei conosce solo attraverso
le fotografie, i ricordi, i racconti dei familiari. Così, nell’estate in cui
compie dodici anni, decide di scoprire l’assassino del fratello e di compiere
la sua vendetta.
martedì, novembre 26, 2019
Gocce d'inchiostro: Il cardellino - Donna Tartt
Il viaggio fra la ricchezza di
parole, la maestosità con cui è stato scritto questo romanzo porta con sé un
gelido eco degli anni ’40, un sentore di precauzioni e austerità. Sprofondata
come in un’isola sotto l’effetto di uno strambo incantesimo, come se ci fossi
sempre stata, ne Il cardellino
apparentemente ho rifugito da un epoca, un tiepido alone di speranza, un
generico molle sentore di cose antiche, che poi splende nella nitidezza, nel
colore, nella luce, come un retaggio che oscilla continuamente fra la vita e la
morte, in un gioco di luci e ombre che strascica sui piedi, palco immerso nella
penombra.
Quando si odono voci smorzate
di anime curiose dalla vita, ma avvolti da una certa aura di tristezza e
drammaticità, che sedimenta nell’animo come un male incurabile, coloro che non
ne riconoscono la provenienza sono affascinati, incuriositi, affamati nel
conoscere qualcosa di cui se ne ignorava completamente l’esistenza più di
quanto lo si credeva.
Con l’imminente uscita della
trasposizione cinematogtafica, ho così accolto Il cardellino nel mio cantuccio personale partecipando nient’altro
che a una parata di affetti, legami trovati e poi perduti, mancati o troncati
che tuttavia niente e nessuno potrà mai colmare ed in cui il significato
intrinseco di queste parole avrà una certa valenza. Ebbene si, poiché quella
narrata è una certa grandezza che è stata proiettata nel mondo e non che appartiene al mondo in quanto incomprensibile
ma vivo, dotato di un suo cuore bel magrado. Donna Tartt, a questo proposito,
ha riconosciuto negli strascichi e nel linguaggio indecifrabile ma di ampio
spazio dell’arte, i reduci di un piccolo capolavoro a sé, che conta su
commettenti importanti quanto indispensabili. E, come nella stessa arte, ha messo
in mostra un piccolo gioiellino che è stato esposto sotto un cielo perennemente
grigio e fosco.
Titolo: Il cardellino
Autore: Donna Tartt
Casa editrice: Bur
Prezzo: 17€
N° di pagine: 900
Trama: La storia di
Theo Decker, sopravvissuto, appena tredicenne, all’attentato terroristico che in
un istante manda in pezzi la sua vita. Solo a New York, senza parenti né un posto
dove stare, viene accolto dalla ricca famiglia di un suo compagno di scuola. A disagio
nella sua nuova casa di Park Avenue, isolato dagli amici e tormentato dalla nostalgia
per la madre, l’unica cosa che riesce a consolarlo è un piccolo quadro dal fascino
singolare. E da lì, il suo futuro diventa una rocambolesca giravolta tra salotti
chic, amori e criminalità, guidato da una pulsione autodistruttiva, impossibile
da controllare.
Iscriviti a:
Post (Atom)
You can replace this text by going to "Layout" and then "Page Elements" section. Edit " About "




