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sabato, dicembre 31, 2022

The lost review: ultime letture dell'anno 2022 parte 2

Il momento di parlarvi della seconda carrellata di romanzi letti in questo 2022 oramai concluso prosegue imerpeterrito lungo il suo cammino, sul finire di un altro anno, cui giunsi inaspettatamente ma con una carrozza sferragliante e rumorosa che trainata da simpatici uomini e amici, abbracciai la vita e queste nuove creature di penna - nuove per me - con la consapevolezza di recitare una parte o farne parte, addirittura. Non accontentandomi più in seguito di osservare ciò che ci circonda senza andare avanti e compiere qualche passo in più ma mantenendo viva quell'attenzione, quell'emozione, quei sentimenti che fagocitano irrimediabilmente in un viaggio picaresco i cui episodi snocciolati avvengono gradulamente come un racconto d'appendice. Apparentemente complessi, romanzi beli da tenere in considerazione ma costellati da innumerevoli personaggi che hanno accresciuto il tono sarcastico e ilare, dagli archetipi miei famigliari.

 Titolo: La famiglia Karnowski
Autore: I J Singer
Casa editrice: Adelphi

Prezzo: 12 €
N° di pagine: 500
Trama: «... Un capolavoro, al quale auguro un grande successo. "La famiglia Karnowski" è un grandioso romanzo che racconta la storia di tre generazioni ebraiche, dal 1860 al 1940. Gli eventi trascorrono: i personaggi crescono, maturano, si avvicinano alla morte; tutto è corposo e robusto, mentre dall'alto Israel Singer guarda le cose con uno sguardo sovrano e imperturbabile». (Pietro Citati)


lunedì, luglio 15, 2019

Gocce d'inchiostro: Macbeth e Otello - William Shakespeare

Il mio commiato con un maestro della letteratura inglese come Shakespeare fu così brusco che per qualche anno, precisamente da quant'è che lessi Amleto, lo ignorai impunemente. Sullo scaffale di una libreria sempre più grande, Macbeth e Otello avevano atteso il momento più adatto per cui mi accorgessi di loro. Incapace di fare alcunché, se non attendere pazientemente, rimasero lì, seduti, inermi, pronti ad attaccarmi nel momento in cui invasi il loro territorio. L'eco dei miei passi si spense man mano mi inoltravo in un fatiscente castello, rimuginando su ciò che avevo visto, fin quando mi dissi che le parole adoperate nel realizzare ed estrapolare qualcosa dal nulla non meritavano che un post tutto speciale. Un post in cui mi premuro di analizzare non un romanzo, dunque, ma entrambi i poemi tragici, che a eccezione dell'Amleto mi fece dimenticare quanto fosse in realtà bella la prosa shakesperiana. Poiché sono drammi che colgono frammenti di realtà, disordini politici e morali e sociali, con un fardello di fannulloni che non possono solo che arrabbiarsi con il Fato, in parte inconsapevoli di atti generati dalle loro stesse sorti.
Accompagnata come da un invito, ho così finalmente preso parte a due di questi famosissimi e splendidi viaggi. Niente mi avrebbe fatto cambiare idea, niente mi avrebbe distolto dal volere di benedire questa mia nobile impresa mediante l'architettata menzogna letteraria creata dall'autore, cosa che naturalmente ha sortito un certo fascino.
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