Sul finire dell’anno possono accadere
tante cose. Sul finire del mese di dicembre mi trovai a vagare in un bel posto,
in un posto in cui venni chiamata a gran voce e seppi che questa venuta fu
piuttosto tardiva perché la prima volta avvenne ben cinque anni fa. Era da
tantissimo tempo che desideravo ascoltare questa chiamata. Perché non farlo
prima, voi direte? Semplice, perché aspettavo che fosse essa stessa a destarmi
perché quando accadono fatti simili penso non bisogna forzare la mano del
Destino. Ogni cosa accade in un dato momento per un dato motivo. E dunque
quando successe, non ci pensai due volte a sedermi sulla mia poltrona
preferita, sorseggiare una bella tazza fumante di caffe, coprire le mie membra
con un plaid e aprire certi romanzi. È servito una certa dose d’attenzione, ma
ognuno di essi ha avuto ciò che necessitavano di avere: ascolto. Si perché
sebbene trattasi di una serie di romanzi appartenenti alla mia comfort zone,
molto simile a tante altre, fu davvero impossibile non entrar a far parte di
questa grande congrega. Del resto i messaggi erano sempre gli stessi, ma gli
effetti davvero straordinari: una visione lucida e attenta sul mondo
circostante cosa avrebbe comportato? Romanzi che non espugnano niente di così
memorabile ma le confessioni, i pensieri che surclassano l’anima di chiunque,
qui proiettati mediante effetti o atti ipocrici che sono forme appiccicose di
parole tradite dai sentimenti del cuore, rivelano qualcosa di brutale ma
sincero, anticonformista e ribelle, che scritti così crudelmente perfetti,
lucidissimi, racchiudono la vita, quella che vi fecero parte anche gli stessi
autori.
Un viaggio che la porterà alla scoperta della sua identità. Cade prigioniera del suo passato e, estrapolando ricordi erosi dal vento, istantanee dai contorni inafferrabili, ci racconta la sua storia. A bordo di un'altalena che prima la trascina sulle vette dell'esaltazione e poi la fa affondare negli abissi della disperazione.
Intimidita dalla notevole mole ma certa che questa storia avrebbe fatto al caso mio, ho letto La casa delle sorelle con voracità e una piacevole dolcezza. La sua autrice, in questi primi pomeriggi d'inverno, mi ha portato lontano.



































