domenica, gennaio 09, 2022

Le TBR: richiami dell'anima 9°

 L’inizio dell’anno sortisce quasi sempre forti sentimenti di speranza e aspettative. Vorresti valicare qualunque confine, solcare qualunque mare, luogo, nazione ma questo sembra così difficile a parole che solo quando lo metti in pratica riesci a comprenderne effettivamente la sua attinenza. La letteratura mi ha sempre donato assetti simili. Le sensazioni che scaturiscono, i luoghi in cui mi conduce sono quasi sempre incredibili, straordinarie. Del resto l’atto del leggere è il mezzo migliore per fantasticare, aspettare e caricare e poi ripartire con il suo braccio magico, dirimpetto a qualcosa che non sempre conosco.

Eppure no, nessuno di questi viaggi ha rifiutato la mia presenza. E questo 2022 mi vede stilare l’ennesima lista di quei romanzi che confido possano tenermi prigioniera per qualche tempo, si osserva mediante un binocolo invisibile alcuni assetti in cui mi ritrovo e mi sorprendo quasi sempre felice di vedere. Ed ecco che per l’ennesima volta sono arrivata a parlare di letteratura, ecco formatasi l’ennesima pila, ecco che fra riletture e recuperoni prometto a me stessa di scoprire effettivamente la bellezza per me conosciutissima di questi viaggi chiedendomi però quali siano le vere ragioni per cui riconducono sempre alla mia anima.

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Titolo: Il monaco
Autore: Matthew Gregory Lewis
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo: 12 €
N° di pagine: 496
Trama: Ambrosio, monaco dell’ordine dei Cappuccini di Madrid, è conosciuto in città per la sua saggezza e la condotta virtuosa. Fino al giorno in cui scopre che il discepolo con cui ha un profondo legame è in realtà una fanciulla, Matilda. Caduto in tentazioni sempre più torbide, Ambrosio ricorrerà alla magia e al demonio nel tentativo di celare i propri crimini all’Inquisizione.

venerdì, gennaio 07, 2022

Gocce d'inchiostro: La sera, il giorno e la notte - Octavia E Butler

Il mondo ha riso dei dispetti, della crudeltà del sangue che è stato versato nel bel mezzo di un caos cosmico, un disordine spirituale e morale che, inconsapevolmente, serpeggia fra noi come mali incurabili e indissolubili e che una volta detenuto un certo potere subiscono un processo per le violazioni dei diritti umani avvenute sotto la responsabilità di altri. Una ragione in più per conoscere o assaggiare una fetta di storia che da sempre sortisce in me un certo interesse. La persona designata a impartirmi tutto ciò fu Octavia E Bulter che mediante questo piccolo volume sortì effetti in cui il corpo si dissocia e si discosta al punto di avvertire ciò che lo circonda come qualcosa di distante, inavvicinabile. Perennemente sospeso fra utopia e distopia, una raccolta di storie che sembrano paradossali ma che sono riconducibili alla realtà, al nostro stare nel mondo comprendendo così la realtà circostante, il senso della vita, aspirando a qualcosa di assolutamente assurdo, trascedentale che estingue qualunque assetto negativo.




Titolo: La sera, il giorno e la notte
Autore: Octavia E Butler
Casa editrice: Big Sur
Prezzo: 17 €
N° di pagine: 209
Trama: Pochi scrittori hanno saputo aprire nuove riflessioni sulla contemporaneità partendo da premesse vertiginosamente fantastiche come quelle che troviamo nella narrativa di Octavia Butler. Perennemente sospese tra utopia e distopia, le sue storie ci obbligano a salti del pensiero in apparenza paradossali, ma ci riportano ogni volta alle radici concrete e umanissime del nostro stare nel mondo. Cosa accadrebbe in una società in cui la parola fosse scomparsa per sempre, e con essa la capacità di mediare i conflitti tramite il dialogo, lasciandoci come unica risorsa disponibile l’uso della violenza? Si può immaginare un mondo in cui siano gli uomini e non le donne a dover sopportare il fardello della gravidanza? Cosa chiederemmo a Dio, se avessimo la possibilità di incontrarlo ( o di incontrarla ) e di esprimere uno e un solo desiderio per salvare il genere umano dall’autodistruzione?

mercoledì, gennaio 05, 2022

Romanzi su misura: Dicembre

Un lettore avido di storie che si ciba nient’altro che di letture che fungono da linfa di sostentamento chiede quasi sempre l’intervento di qualche divinità affinchè rintracci anche un briciolo di dignità per parlare dell’ennesima pila di libri che l’hanno accompagnato in quest’ennesimo ultimo mese di letture. Altissime e coloratissime pile di libri si appropriano di ogni momento cospicuo per approvare importanti impennate amorose già vagliate da aspetti importanti e seducenti. Questo mese mi ha vista protagonista di tali eventi grazie al potere di parole che sono state messe di traverso nella corrente di un fiume, pretendendo nient’altro che al suo interno resti salda una parte della tua anima. Una banalità? Forse, ma è sempre stato così.

Questo lungo e infinito preambolo per dire, che anche questa volta non posso nient’altro che alzare le mani e buttare giù qualcosa su ciò che mi hanno trasmesso queste letture. Non posso raggiungere la vetta ma ammirare il paesaggio. La fantasia mi ha sempre permesso di valicare cieli indescrivibili, nel rispetto dei limiti, ma la mia mente lasciata a se stessa, mi diede ragione.
Ed ecco che con l’anno appena passato, c’è l’ultima ed ennesima pila di romanzi che nel loro piccolo ha curato i mali provocati dalla monotonia, la routine in generale. Questa è quel tipo di magia cui mi riferisco ogni qualvolta, più forte di qualunque cosa. Una magia che è un punto di forza e che irrimediabilmente conduce alla felicità.

lunedì, gennaio 03, 2022

Gocce d'inchiostro: Il vampiro Marius e Blood - Anne Rice

Durante il periodo di tempo che ha scandito attimi di lettura delle Cronache del vampiro mi è capitato di assistere a cose davvero importanti. Ho scoperto come da lettrice ed essere umana, ho vissuto qualcosa di diverso dal mondo spirituale, rinunciando a qualunque forma di abnegazione raccontando non solo funzioni catartiche ma tormenti di vita di figure fatte nient’altro che di carne e ossa che in una manciata di pagine erano diventate persone. Quando avevo riposto delle forti ripercussioni, dubbi, perplessità che sono evaporati in niente era scoccata quella scintilla che ha riposto a posto ogni cosa. Cadde una fitta pioggia di ammaliamento, tepore, amore e una bella sferzata di originalità e accuratezza che entrando dalla finestra di un mondo immaginario che da quant’è ho deciso di imbarcarmi in questa avventura non ho avuto più alcun potere. Alcuna volontà. Gli ultimi casi sono avvenuti con la lettura di questi due romanzi, gli ultimi che decretano il mio stare in questo posto splendido e bellissimo in cui ho perso completamente la testa. Ero cresciuta, respirato, osservato insieme a loro attutendo qualunque << malvagità >>. Ma anche una risposta a quel naturale desiderio di giustizia e armonia che queste figure avevano in se. Non mi sarebbe capitato molte altre volte di incontrare vampiri con la v maiuscola ed ecco che il mio azzardo non poteva non essere più soddisfacente da quando ho deciso di accogliere anche io questo straordinario bellissimo mondo. E certamente fra spiriti, forme di magia, esoterismo, sesso e amore di qualunque tipo mi appresto a porre il punto, a mettere giù il sipario su questo scenario bellissimo, venuta niente che poco di meno che tastare l’ascesa di una straordinaria autrice come Anne Rice.


Titolo: Il vampiro Marius
Autore: Anne Rice
Casa editrice: Longanesi
Prezzo: 18, 60 €
N° di pagine: 370
Trama: Risvegliatosi da un sonno millenario, il va,piro Thorne è in cerca di una guida che lo reintroduca nel mondo attuale. Il fato lo porta a incontrare Marius, antico mentore di Lestat e amante di Pandora, il quale soddisfa la sua avida curiosità narrandogli la propria vita, un resoconto che diviene appassionata cronaca dei suoi amori, delle sue sofferenze e dei segreti finora mai svelati. La voce intima e profonda di Marius ci accompagna così attraverso i secoli, testimone diretta degli eventi cruciali della Storia. È tuttavia nel presente, nella giungla più intricata, che Marius andrà incontro al proprio destino reclamando giustizia per il vampiro più vecchio dell’universo.

sabato, gennaio 01, 2022

Slanci del cuore: una dichiarazione d'amore alla letteratura, auguri e nuovi progetti

All'autrice nonché creatrice di questo blog, di questo piccolo angolo di Paradiso mancato, sarebbe piaciuto vivere nel mondo che narrano i romanzi, un mondo rinchiuso in un sortilegio di ricordi che restano intatti nella nebbia del tempo, nel quale esiste una specie di morale proibita che perpetua il ricordo di autori conosciuti e non a proprio vantaggio, e nel quale i lettori più coraggiosi che hanno avuto l'ardire di farlo alla fine hanno visto eclissarsi qualunque ipotetica remissione, condannandoli a vivere all'ingrata maniera degli uomini comuni. Cibandosi nient’altro che di carta e inchiostro. E << fortunatamente >> il mondo in cui abito è così. Nel mondo in cui abito tutto è permesso, o almeno così mi piace pensare, e non credo di sbagliarmi, poiché dopo qualche anno che questo spazio personale è in vita in cui parlo perlopiù di me stessa, porto con me segreti che non mi appartengono, scrivo lunghe e forse inutili recensioni senza che amici, parenti, sospettassero della cosa, e addirittura credendo che la ragazza timida e insicura che c’era in me non vedesse mai la luce.


Questo è stato il motivo scatenante per cui in questo grigio pomeriggio di inizio gennaio, fra cenoni e giri di valzer, ho immaginato firmare in uno squarcio del mondo il mio più caldo augurio di buon anno. Quasi sempre assorta per le strade di città che forse non vedrò mai, metropoli grandi e orgogliose che da sempre destano il mio fascino, inerpicandomi giù per qualche collina, finché lo spirito del Natale e del nuovo anno si congiungesse al mio.
La storia che mi porto dentro, ha come inizio una degna conclusione del 2021. Le letture sono state numerose, le sorprese inimmaginabili, perché il disegno creato nel 2020 era un'alleanza di sforzo e illusione che in questo 2021 avrebbe decretato definitivamente il suo posto nel mondo. Una pagina bianca del mio diario personale le cui virtù sono irrimediabilmente state macchiate se qualcuno mi avesse spianato la strada. Ma il bello del vivere è questo. In una traversata solitaria di parole labirintiche ho così letto quasi duecento libri, conosciuto autori cui non avrei degnato nemmeno uno sguardo, letto molti più classici di quel che pensavo di possedere, a cui mi sono aggrappata pur di scoprire chi e cosa sono veramente, affinando quella forza e quel coraggio che riposava silenziosamente ma che ora è in bella mostra. La letteratura, perciò, la linfa vitale della vita di una lettrice qualunque, sarà una costante imprescindibile della mia anima mediante cui giorno dopo giorno mi premuro a lanciare messaggi d’amore. Perché leggere non è una pratica raffazzonata e noiosa, un vilupo di parole stampate su carta. Leggere è un caos fantasmagorico di un giro di vite che inconsapevolmente noi lettori rubiamo, conserviamo e poi perpetuiamo fra anime evanescenti il cui spirito è simile al mio.
Non quindi i classici auguri di buon anno, ma l’occasione perfetta per rivelare cosa significa per me un nuovo anno letterario. Vivere in nuove epoche, quelle del passato, smaltire la pila di libri che riposa silenziosamente da qualche tempo, ma soprattutto rileggere quei romanzi il cui ricordo è svanito dalla mia memoria. Nonostante bisogna pagare il prezzo di estraniarsi dal mondo, nonostante bisogna inerpicarsi su cime ripide di montagne invalicabili. Perché senza sarei completamente persa, avvinta ad una vita sempre uguale a se stessa. Accarezzando, carpendo o scrutando ogni cosa, balsamo contro gli effetti collaterali della realtà, vi auguro un buon anno ma soprattutto innumerevoli sbornie letterarie.

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