lunedì, maggio 06, 2024

Slanci del cuore: Romanzi ambientati nei paesi o nei borghi

Sapevo che quando sarebbe giunto questo momento non sarebbe stato semplice parlarne.. Quest’oggi funge da occasione per proporvi, nuovamente, romanzi che esplicano il mio amore per i classici e, nell’insieme, tutti accumunati da un unico elemento: l’ambientazione. Non troppo tempo fa vi ho presentato una bella piletta di romanzi ambientati nelle campagne, quest’oggi vi propongo qualcosa di simile, ma con niente di così eclatante che già non sapete. Eppure ho deciso di farlo senza tuttavia riferirmi al fatto, che considero questi testi come romanzi della vita, anche se forse per qualcuno lo sono. Eppure, in questi testi, le cui vicende si svolgono principalmente fra brughiere verdeggianti e incolte, c’è qualcosa di me. Ogni romanzo rivela qualcosa di mio, e nel riconoscere questi pezzi d’identità non mi sento intrappolata quanto viva. Viva, grata di farne parte, per le vite innumerevoli vissute, ciò che mi sono lasciata alle spalle e, alla fine, che ne è rimasto.

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Drammatico, moralista, richiamo costante alle paure, al senso di conforto e solidarietà che è insito in ognuno di noi, alla cooperazione affinchè sia possibile raggiungere ogni cosa, il titolo originale prevedeva il riferimento a fatti di cronaca realmente accaduti, dicotomia fra vecchio e nuovo, forte e debole, che si conserva nel tempo come modo, metodo per raggiungere la nostra anima.


Titolo: Uomini e topi

Autore: John Steinbeck

Casa editrice: Bompiani

Prezzo: 12 €

N° di pagine: 139

Trama: George Milton si occupa da sempre con ferma dolcezza di Lennie Small, un gigante con il cuore e la mente di un bambino. Il loro progetto, mentre vagano di ranch in ranch, è trovare un posto tutto per loro a Hill Country, odve la terra costa poco: un posto piccolo, giusto qualche acro da coltivare, e poi qualche pollo, maiali, conigli. Ma le loro speranze, come “ i migliori progetti predisposti da uomini e topi” ( è un verso di Burns), sono destinate a sbriciolarsi.

sabato, maggio 04, 2024

Gocce d'inchiostro: Senza un soldo a Parigi e a Londra - George Orwell

Certi problemi restano universali. La soluzione è anch’essa universale, e, se poi si è in un luogo come quello in cui ci si approda, fra queste pagine, agli inizi del 1900, specie sotto un regime capitalista che decima la popolazione in piccoli agglomerati di stenti e miseria, è impensabile credere che presto o tardi si potrebbe incorrere a un cambiamento. C’è in certi testi, in queste testimonianze di vita, una personalissima visione della realtà più cruda e antica, in cui qualcosa di moderno sembra rispondere a un vuoto spirituale creato dalla nuova corsa dell’uomo verso l’individualismo e il materialismo. Al contrario del celebre 1984, che ancora non ho disgraziatamente letto ma che mi premurò ad avere, al più presto, questo saggio propone una visione lucidissima ma cruda di una realtà che, a quasi cent’anni di tempo, può ancora definirsi attualissima, aspirando magari a una vita in cui il Paradiso ospiti anche queste povere anime: riconoscendo la loro più assoluta completezza, in questa vita. Adesso.

Titolo: Senza un soldo a Parigi e a Londra

Autore: George Orwell
Casa editrice: Mondadori
Prezzo: 13 €
N° di pagine: 240
Trama: Ispirato a un periodo della vita nel quale conobbe "i margini della miseria", Senza un soldo a Parigi e a Londra (1933) racconta, sulle orme del Jack London del Popolo dell'abisso , la discesa di un imperturbabile protagonista nel mondo sordido e disperato dei proletari metropolitani dell'una e dell'altra capitale, dove è possibile incontrare l'umanità più varia, contraddittoria e disperata e i suoi eccessi di ferocia e tenerezza. È l'opera prima di George Orwell, quella che segna la nascita dello scrittore. Si delineano già la sua duplice vocazione, narrativa da una parte e di testimonianza sociale dall'altra, e i temi dei libri futuri: il prevalere degli interessi sociali su quelli letterari, la matrice vissuta e sofferta delle posizioni ideologiche.

giovedì, maggio 02, 2024

Le TBR: richiami dell'anima 37 °

Puntuale, qualche giorno prima che finisse il mese, avevo già la mia pila di romanzi, quelli cioè che mi piacerebbe avere al fianco, in questo quinto mese dell’anno, prendermi e portarmi lontano, non troppo lontano, ma abbastanza da recidere il filo della monotonia: una fila di romanzi o autori già letti o ancora da conoscere, le copertine sfavillanti e colorate e una piccola grande torre che sono certa non cadrà tanto facilmente. I libri sono la linfa vitale della mia esistenza, e la ragazza coordinata col tempo, che delle volte vorrebbe padroneggiarlo, attende pazientemente di immergersi per la prima volta o per una seconda fra le pagine di questi magnifici testi, facendo svolazzare le sue parole come piccoli esserini che si stanziarono nel mio cerchio. In un luogo o in un tempo che è il riquadro della finestra di un mondo in cui il mio cuore gioisce già solo ad vederne la sua luce.

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Primo romanzo che mi piacerebbe rileggere, un testo che lessi ben dieci anni fa e il cui ricordo è oramai sbiadito. Il desiderio di ravvivare quella piccola fiamma che anni fa mi indusse a conoscere Ivo e Stella, anime dannate e contrite, forse inadatta ai più sensibili.

Titolo: Il mio dolce gemello

Autore: Nino Haratischwili

Prezzo: 17 €

Casa editrice: Mondadori

N° di pagine: 271

Trama: Stella si è costruita un'esistenza di affetti sereni e sicurezze quotidiane: un bambino amatissimo, un marito attento, un buon lavoro, una bella casa. Un giorno Ivo suona alla sua porta spalancandola d'un colpo sul passato. Ivo e Stella hanno condiviso un'infanzia faticosa, impigliati nelle trame sentimentali dei loro genitori, lanciati verso una tragedia che legherà per sempre l'uno all'altra i figli. Bambini, sono cresciuti nella simbiosi dolce e disperata di due fratelli adottivi affidati all'amore eccentrico di una vecchia zia che li ha lasciati correre pomeriggi interi a piedi nudi nel forte vento del Mare del Nord, sulle sue spiagge luminose. Più grandi, sono diventati quegli amanti che non riescono a stare lontani e finiscono per distruggersi per troppa vicinanza. Poi si sono separati con uno strappo violento. Ma ora Ivo è tornato e Stella capisce che tutto il mondo che ha così caparbiamente costruito e tutte le sue difese stanno per crollare. Non resta loro che un'ultima possibilità, un lungo viaggio in Georgia, per liberarsi dal trauma sepolto che li lega e per liberare, forse, il loro amore.

martedì, aprile 30, 2024

Gocce d'inchiostro: Se una notte d'inverno un viaggiatore - Italo Calvino

Le storie messe in scena mediante un autore onnisciente, un autore che si fa onnipresente e straordinario vengono divorate nel giro di qualche giorno. Succede quasi sempre quando poi il romanzo, il suo autore mi piacciono tantissimo. Capitò che questo romanzo, che lessi già altre volte, qualche anno fa, rappresentava questo momento di cui vi facevo cenno: trapelano quasi sempre parole che mi hanno aiutata nel momento del bisogno. Pilastro della produzione calviniana che, a mio avviso, bisognerebbe leggere almeno una volta nella vita, Se una notte d’inverno un viaggiatore è un 'opera sensazionale e travolgente sull'immediato quanto benefico potere che cela talvolta la parola scritta, la cui natura invisibile e sconosciuta trascina in un limbo letterario illuminato sospeso fra due oscurità: quella del fascino di chi legge e quello invisibile della cittadella che alberga la mente dell'autore.

Spettatrice di qualcosa che non avevo ancora visto, il mio pensiero, le mie prime impressioni indelebili come un tatuaggio, in uno spessore di piombo fitto e opaco in cui sono potuta passare inosservata e spedita.


 Titolo: Se una notte d'inverno un viaggiatore

Autore: Italo Calvino

Casa editrice: Oscar Mondadori

Prezzo: 14 €

N° di pagine: 267

Trama: Un viaggiatore, una piccola stazione, una valigia da consegnare a una misteriosa persona... Da questa premessa si possono snodare innumerevoli vicende, ma sono dieci quelle che l'autore propone in questo sorprendente e godibilissimo romanzo. "E' un romanzo sul piacere di leggere romanzi: protagonista è il lettore, che per dieci volte comincia a leggere un libro che per vicissitudini estranee alla sua volontà non riesce a finire. Ho dovuto dunque scrivere l'inizio di dieci romanzi d'autori immaginari, tutti in qualche modo diversi da me e diversi tra loro." (Italo Calvino)

domenica, aprile 28, 2024

Romanzi su misura: Aprile

Ormai viaggiamo su una bella strada, quella perennemente affiancata da un sole giallo caldo, quieto e confortevole che costeggia la cittadella della mia memoria, è spettatore assiduo di letture di svariato genere. In un ambiente così quieto, confortevole, ogni cosa, ogni bruttura del mondo, sembra evaporare nel nulla. Ed addentrarsi in forme, archetipi letterari che hanno a che fare con ciò che più mi piace, testi che rendono sempre più evidente il mio amore per la scrittura, conferiscono quell’idea di felicità cui spesso incorro. Questo mese raggiunta, più o meno, dalla lettura di testi che mi hanno sorpresa, colpita, trascinata in situazioni estremamente spinose in cui in gioco non c’era solo l’idea di fondare un nuovo ciclo di letture, scoperte letterarie cui farò testo in futuro, quanto salvaguardarsi da ogni assalto esterno.

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Romanzi su misura in digitale:

Acuto e diretto ma anche un pò rozzo e frettoloso, contaminato dal naturalismo e dal satirismo, un testo che invita a comprendere la realtà circostante, il momento in cui bisogna buttarsi dentro qualcosa di importante, affinché ogni cosa cambi, manifestando una completezza che non viene fuori altrimenti se non le gioie della scrittura si allineano attorno al nostro cerchio, propinando qualcosa di inquietante ma veritiero il cui forte carattere, la coscienza di un sé senza limiti non è soggetta al semplice divenire quanto al giungere dritto al presente, metaforico o reale.

Valutazione d’inchiostro: 4

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