Dall'inizio dell'anno fino adesso, nella mia vita si sono verificate poche opportunità degne di essere chiamate tali. I giorni cominciano e finiscono sempre con innumerevoli imprevisti. Gennaio è stato particolarmente freddo e piovoso. Nei primi giorni di febbraio per un certo periodo ha fatto così caldo che sembrava fosse arrivata la primavera in anticipo. E, al di là delle condizioni meteorologiche, gruppi di figure pubbliche che fanno parte di un paesaggio confuso a cui ho prestato particolare dedizione varcarono la soglia del mio angolo di paradiso senza chiedere niente di particolare. Un parere, un consiglio, o, nello specifico, una recensione, che attribuisse un senso a parole di un libro aperto sfogliato dal tempo davanti agli occhi del mondo. Ho fatto innumerevoli e bellissime immersioni in luoghi o posti che conoscevo solo per sentito dire, ho passeggiato lungo viali alberati con amici di carta che nella maggior parte dei casi ne replicava sprazzi dell'anima dell'autore, e mi sono sforzata di concentrare l'attenzione su cose reali, pratiche. Prolungando il mio intelletto con la mente di chi ha comunicato il proprio pensiero a grandi distanze.
Ciononostante con Agosto nel suo più fervido splendore ho provato un violento attacco di malessere. I romanzi che leggo, le storie di cui mi cibo, li leggo, me ne cibo egregiamente? Bene? Eppure, persino nell'aria che respiro, nell'acqua che inghiotto, sento scivolarmi addosso entità che hanno macchiato il mio animo come una condanna; non tutte le storie che ho letto << sono state lette >>. Le pagine dei libri che tengo in mano, quasi sempre mi accolgono col bagliore accecante di un caldo abbraccio. Nella calma di serate miti e solitari, cogliendo le radici di questo sentimento propagarsi serpeggiando. Ma, per alcuni di questi, molto distante, in fondo a un pozzo enorme e scuro.
Perciò prendere consapevolezza di tutto questo, come odendo lo sciabordio di un liquido, mi ci volle del tempo. Mi ci è voluto del tempo per porre queste poche righe, e “ricordare” quali romanzi ho letto ma non come desiderato.
Ogni cosa era ancora lì, il loro calore e la loro presenza ancorati ai bordi del mio essere, e pur quanto mi fossi addentrata nelle tenebre con spensieratezza, tanto tempo, lì c'è ancora qualcosa di accogliente, bello, prezioso che desidero rievocare. Estrapolare dalle soglie del tempo, affinchè il loro ricordo perpetui a lungo. Non solo nel cuore di chi legge, ma anche di chi li vive.
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Ricordo come, questa storia, ebbe un certo effetto su di me. Le favole hanno da sempre avuto per me un grande significato, rappresentando per sempre un punto luminoso in un periodo pieno di ombre. Sin da bambina ho sempre amato questo genere di racconti, ma adesso, in età adulto, il ricordo che serbavo nei riguardi di questa storia è quasi del tutto svanito.
Titolo: Startes
Autore: Lissa Price
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Prezzo: 16, 90 €
N° di pagine: 326
Trama: Los Angeles, tra qualche anno. Callie ha visto morire i suoi genitori quando una terribile pandemia globale ha decimato la popolazione tra i venti e i sessant'anni. Si ritrova così a lottare per la sopravvivenza in un mondo devastato dalla guerra e dalla fame, in cui gli adolescenti combattono per un futuro che non esiste più e gli anziani sognano un passato che non tornerà mai. Con lei, in questa battaglia disperata, solo il fratellino malato Tyler e l'amico di sempre Michael. Determinata a non arrendersi, Callie si rivolge alla Prime Destinations, un'ambigua società di Beverly Hills, che promette facili guadagni ai ragazzi rimasti soli, come lei. Callie sa che dietro la facciata di assoluta rispettabilità della Prime Destinations si nasconde un terribile segreto: la società affitta il corpo degli adolescenti ad anziani desiderosi di rivivere emozioni ormai dimenticate. Ma Callie ha bisogno di soldi e accetta. Firma un accordo con la Prime Destinations e si lascia impiantare un neurochip nella testa. Qualcosa però va storto. Callie si risveglia prima del previsto, nel bel mezzo di una vita che non le appartiene. Quella della donna che ha affittato il suo corpo. All'improvviso, è ricca, immensamente ricca. E felice. Possiede una casa in riva al mare, guida un'auto costosissima ed è fidanzata con l'affascinante nipote del senatore. A Callie sembra di vivere in un sogno. Almeno fino al momento in cui scopre di essere intrappolata in un gioco più pericoloso di quanto avrebbe mai immaginato...

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