Sarà forse stata la patina di stranezza e mistero che
circondò l’aura della scrittrice e poetessa, le sue innumerevoli esperienze
dinanzi alla morte, il suo forte modo di essere una creatura socievole, aperta
alla vita, ma invano, o forse la causa di fuggevoli impressioni che fecero la
sua stessa coscienza guasta, imbarbicata in attimi di esasperanti sospiri, onde
galleggianti di estrema tristezza, lontano – forse fin troppo – dall’idea di
normalità a cui anelava così tanto. In lettere che consumano, sminuzzano la
nostra anima in minuscole particelle, pieno di romanticismo, sentimentalismo,
ma tanta tanta sofferenza, desiderio di ottenere qualcosa forse più grande di
noi stessi, parte di un tutto straordinario, meraviglioso, indimenticabile,
irrinunciabile che è rimbalzato nel mio petto come singhiozzi sincopati,
riecheggiando, autovenerando, commiserando la figura di questa coraggiosa
donna.
Titolo: Diari
Autore: Sylvia Plath
Casa editrice: Adelphi
Prezzo: 14 €
N° di pagine: 433
Ttrama: Quando si comincia a
leggere questi diari si ha l’impressione di seguire le febbrili annotazioni di
una bella ragazza americana che scopre l’Europa: tutto vibra, tutto sprizza
energia, c’è un senso di attesa che si impone su tutto. Ma presto ci accorgiamo
che le cose non stanno così. O meglio, non soltanto così. E ci immergiamo in
una lettura sempre più appassionante e talvolta angosciosa: il giornale di
bordo di una sensibilità acutissima, lacerata e drammatica, quella di una
scrittrice che per i suoi versi e per il suo tragico destino è diventata un
emblema, un vero culto, per molti lettori.







